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Tettoia in plexiglass

Aggiornato il 08 marzo 20164 capitoli5 domande frequenti
Esempio di tettoia in plexiglass

La tettoia in plexiglass: le caratteristiche

Una tettoia in plexiglass può essere applicata sia sopra la porta d'ingresso per proteggere l'entrata dal vento e dalla pioggia che per una copertura esterna di notevoli dimensioni, come quelle per i gazebi, per i terrazzi o per i pergolati. Le tettoie in plexiglass sono molto popolari sia per i vantaggi che consentono che per i costi più bassi rispetto a quelli del vetro, anche se la resa estetica è sempre di alto livello. Questi elementi sono molto leggeri e sono trasparenti: di conseguenza si ottengono gli stessi effetti del vetro ma le caratteristiche tecniche del materiale plastico sono diverse. Infatti la luce vi passa attraverso senza problemi, così l'ambiente sottostante è maggiormente usufruibile. Allo stesso tempo il plexiglass (il nome tecnico è PMMA, cioè polimetilmetacrilato) ha una densità molto minore rispetto al vetro e quindi è più leggero. Al tempo stesso è molto resistente, tanto da risultare indistruttibile.

Perchè adottare il plexiglass nelle tettoie

Il plexiglass ha una trasparenza del 93%, quindi una percentuale molto superiore a quella del vetro. La grande resistenza del materiale gli consente di sopportare urti, umidità e l'azione degli agenti chimici ed atmosferici senza danni. In più può anche sopportare carichi fino a 150 chili al metro quadro. La tettoia in plexiglass è formata da lastre sottoposte a procedimenti di lavorazione diversi: si può parlare della tecnica per colatura e di quella per estrusione. Le caratteristiche ottenute sono simili, ma la differenza sta nello spessore della lastra: infatti il plexiglass estruso è meno trasparente ma ha uno spessore più uniforme. In ogni caso le lastre sono strutture modulari vere e proprie a cui si può dare la forma desiderata: la forma a onda è caratteristica delle pensiline per le porte d'ingresso mentre quella piana è adottata soprattutto nelle tettoie. A seconda della destinazione d'uso cambierà anche il tipo di telaio: le piccole tettoie e le pensiline in plexiglass hanno una struttura portante in alluminio sottoposto a verniciatura con polveri epossidiche. Ne è un esempio il modello Liras della ditta Pensiline Italiane. Le tettoie di maggiori dimensioni, invece, hanno un telaio d'acciaio.

I vantaggi e gli svantaggi di una tettoia in plexiglass

Sul mercato esistono tantissimi modelli diversi di tettoie realizzate in un'ampia gamma di materiali. Le versioni in materiali plastici, soprattutto in plexiglass, si sono diffuse negli ultimi anni, tanto che ormai si sono imposte come l'ultima tendenza dell'edilizia contemporanea. Sono tante le aziende produttrici, tra cui Eurovolt e VitrumMioni. Una tettoia in plexiglass consente tutta una serie di vantaggi che la fanno risultare la miglior possibile soluzione in certe circostanze. La leggerezza e la trasparenza sono i vantaggi principali e più immediati di questo materiale: di conseguenza una tettoia in plexiglass è l'ideale per gli ambienti esterni dove arriva poca luce. Ne sono un perfetto esempio i vicoli e i cortili. In zone che invece ricevono una gran quantità di luce è possibile istallare anche una struttura in plexiglass opaco o colorato. Questo materiale plastico è ottimo per le coperture, anche se in genere viene usato maggiormente nel settore dell'arredamento. Infatti se lo si usa negli ambienti esterni ha bisogno di una certa manutenzione perchè con il tempo si può indurire, rigare o strisciare. In più può anche ingiallire nel corso del tempo se non pulito regolarmente.

I prezzi e la manutenzione di una tettoia in plexiglass

Il costo di una tettoia in plexiglass dipende dalle sue dimensioni, dal tipo di telaio e dalla presenza di eventuali accessori. Infatti il materiale plastico di per sé non è costoso: dato che sul mercato si trovano con facilità lastre ondulate a 6 euro ognuna, si possono comprare i pezzi di una tettoia separatamente per poi procedere al montaggio. Se si acquista una pensilina con lastra a tunnel e con telaio il prezzo arriva anche a 800 euro. Un esempio di questo modello è la tettoia tunnel con tirante di VitrumMioni. Per quanto riguarda le operazioni di pulizia e di manutenzione delle tettoie in plexiglass, si deve tenere a mente che questo materiale plastico tende a graffiarsi: i segni, quindi, danneggiano sia la resa estetica che la trasparenza della struttura. A differenza in una tettoia con lastre a colatura (sottoposte a un trattamento a base di solventi per una maggiore protezione contro i graffi), quelle in plexiglass estruso o acrilico si rigano più facilmente.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra plexiglass estruso e colato per una tettoia?
    La distinzione fondamentale risiede nella trasparenza e nell'uniformità dello spessore. Il plexiglass estruso offre uno spessore più regolare, ideale per installazioni che richiedono precisione geometrica, ma presenta una trasparenza leggermente inferiore rispetto alla versione colata. Al contrario, il plexiglass ottenuto per colatura garantisce una trasparenza eccellente e una migliore resistenza ai raggi UV, mantenendo intatte le proprietà ottiche nel tempo. Entrambi i tipi offrono elevata resistenza agli urti, ma la scelta dipende dall'importanza attribuita alla purezza visiva versus la regolarità dimensionale della lastra.
  • Quanto peso può sostenere una tettoia in plexiglass?
    Le lastre in plexiglass utilizzate per le tettoie sono progettate per resistere a carichi significativi, arrivando a sopportare fino a 150 chilogrammi per metro quadrato. Questa capacità strutturale permette loro di resistere efficacemente alle sollecitazioni dovute alla neve accumulata, al vento forte e ad altri eventi atmosferici estremi. Tuttavia, è fondamentale verificare che anche la struttura portante (telaio in alluminio o acciaio) sia adeguatamente dimensionata per supportare tale carico, poiché la resistenza della lastra da sola non basta se il supporto cede.
  • Come si pulisce correttamente una tettoia in plexiglass per evitare graffi?
    Per pulire il plexiglass senza danneggiarlo, evita assolutamente spugne abrasive, strofinacci ruvidi o detergenti aggressivi contenenti solventi forti che potrebbero opacizzare il materiale. Utilizza esclusivamente acqua tiepida e un panno in microfibra morbido o una spugna non abrasiva. Se necessario, puoi aggiungere un detergente neutro specifico per plastiche. È consigliabile risciacquare abbondantemente dopo la pulizia. Evita di grattare via sporco ostinato con oggetti metallici; se ci sono incrostazioni dure, ammorbidiscile prima con acqua e sapone delicato per minimizzare il rischio di micro-graffi durante la rimozione.
  • Il plexiglass ingiallisce col tempo? Come prevenire il problema?
    Sì, il plexiglass può tendere a ingiallirsi se esposto prolungatamente ai raggi UV senza opportuni trattamenti protettivi o se non viene mantenuto pulito regolarmente. L'esposizione diretta al sole accelera questo processo degradativo. Per contrastarlo, opta per lastre di alta qualità già trattate contro i raggi UV o applica periodicamente prodotti specifici per la protezione dei polimeri. Inoltre, mantieni la superficie libera da polvere e inquinanti che possono interagire con la luce solare accelerando l'ossidazione superficiale. Una corretta manutenzione periodica prolunga notevolmente la trasparenza e l'estetica della tettoia.
  • È meglio usare telai in alluminio o in acciaio per la struttura?
    La scelta dipende dalle dimensioni della tettoia e dall'ambiente circostante. Per pensiline piccole o medie, specialmente sulle porte d'ingresso, l'alluminio verniciato a polveri epossidiche è preferito per la sua leggerezza, resistenza alla corrosione e facilità di installazione. Per coperture di grandi dimensioni, come quelle di gazebi o terrazze ampie, si consiglia il telaio in acciaio, che offre una maggiore robustezza strutturale necessaria per sostenere superfici estese e carichi elevati. Entrambi i materiali garantiscono durabilità, ma l'acciamo richiede controlli antiruggine più attenti se non trattato adeguatamente.

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