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Come restaurare una vecchia cassettiera

Aggiornato il 06 maggio 20134 capitoli5 domande frequenti
restauro cassettiera

Come fare

Una vecchia cassettiera in legno è un pezzo di arredo per ogni stanza della casa. Quando viene utilizzata tutti i giorni, la sua struttura può risentire dell'usura del tempo presentando problemi di apertura e crepe. Le rifiniture della cassettiera si possono ripristinare facendole ritornare alla lucentezza originale. Le vecchie cassettiere erano solitamente realizzate con legni scelti, economici, di facile reperibilità e soprattutto venivano utilizzati per la lavorazione in quanto legni duri e resistenti nel tempo come il noce, il ciliegio o il castagno. Tuttavia più ci si avvicina ai nostri giorni e la lavorazione del legno cambia in quanto vengono utilizzati altri legni meno pregiati come ad esempio il pino, l’abete, il pioppo o il tiglio che tendono a consumarsi molto facilmente perché si tratta di legni teneri. Un buon restauro su una vecchia cassettiera conviene comunque farlo, poiché è un tipo di mobile che veniva realizzato a mano per cui ancora oggi sono apprezzati gli incastri tra cui il più diffuso è quello "a coda di rondine" particolarmente visibile nei cassetti. Ecco alcuni consigli su come restaurare una vecchia cassettiera.

Preparazione al restauro

Il restauro di una vecchia cassettiera fatto a regola d’arte prevede l’intervento oltre che sulla parte esterna, anche in quella interna come ad esempio i regoli dove alloggiano i cassetti , i fondi ,le cerniere, i fregi e le modanature. La cosa fondamentale volendola restaurare nel migliore dei modi, è quella di smontare tutte le maniglie di ottone che guarniscono i cassetti , eventuali fregi ad angolo e mascherine in corrispondenza del chiavistello. Le parti di ottone vanno messe in un recipiente con ammoniaca e limone in modo da sgrassarle e consentire il ripristino del colore originale. Con la cassettiera libera dalle parti metalliche, tiriamo fuori i cassetti e controlliamo accuratamente i fondelli. Lo scheletro della cassettiera va quindi sverniciata, carteggiata, restaurata con stucco a legno o con l’inserimento di tasselli in caso di pezzi mancanti. La stessa cosa va fatta sul frontespizio dei cassetti. Per quanto riguarda i fondelli invece se presentano piccole crepe non è il caso di sostituirli ma trattandosi di legno di buona qualità conviene incollarli nella parte sottostante con striscette di tela e colla.

La lavorazione

Iniziamo ad occuparci della parte esterna della cassettiera. Dopo averla accuratamente restaurata e carteggiata, iniziamo con una mano di cementite che è un ottimo isolante che va applicato prima di utilizzare la vernice. Se si preferisce non riverniciarla, ma trattarla con cera o pulitura a tampone, allora al posto della cementite viene applicato con un pennello l’olio di lino in modo abbondante; magari con almeno un paio di passate in quanto il legno tende ad assorbirlo in grande quantità. Più olio assorbe e maggiore è lo stato di disidratazione del legno per cui, quando vediamo che dopo le applicazioni successive rimane sulla superficie, allora si intuisce che il legno è saturo di olio per cui lo rimuoviamo con un panno.Con lo stesso procedimento si agisce su tutte le superfici del legno, interne ed esterne compreso i cassetti.

Le finiture

Alla fine di tutte le operazioni di restauro sulle parti lignee della vecchia cassettiera, non ci resta che dedicarci alla finitura a cera che va applicata con un pennello e poi quando si indurisce, asportata con un panno morbido e lucidata successivamente con lana o feltro. La lucidatura a tampone invece è leggermente diversa e prevede la colorazione delle superfici con alcool e gommalacca ed eventualmente anilina del colore che si intende ripristinare o dare ex novo. Terminata ogni operazione di restauro e pulitura (a cera o a tampone) non ci resta che assemblare la cassettiera, fissare i listelli con chiodini (o sostituirli) per lo scorrimento dei cassetti e rimontare le parti metalliche. Quest’ultime dopo il trattamento con il bagno di ammoniaca, vanno opportunamente risciacquate in acqua corrente ed asciugate con segatura di bosso. Se la pulizia sui pezzi metallici dovesse risultare insoddisfacente presentandoli scoloriti e senza la patina originale, anziché sostituirli e per evitare l’utilizzo di porporina ( che tende ad imitare le classiche dorature a fuoco ma con scarsi risultati), si possono invece carteggiare, eliminando i residui di colore ed imbrunirli (con olio e fiamma). L’effetto finale sarà simile al colore definito in gergo"a canna di fucile" e appropriato per la cassettiera soprattutto se restaurata a cera.

Domande frequenti

  • Come posso recuperare la lucentezza originale delle maniglie in ottone della mia cassettiera?
    Per ripristinare il colore naturale delle maniglie in ottone senza danneggiarle, è necessario un bagno specifico. Immergi le maniglie in una soluzione composta da ammoniaca e succo di limone. Questo mix aiuta a sgrassare efficacemente le superfici e rimuovere l'ossidazione accumulata nel tempo. Dopo il trattamento, risciacqua accuratamente le parti metalliche sotto acqua corrente fredda per neutralizzare i prodotti chimici. Infine, asciuga immediatamente utilizzando segatura di bosso, che assorbe l'umidità residua e previene nuove macchie d'acqua. Se le maniglie risultano troppo scolorite, puoi carteggiarle delicatamente e imbrunirle con olio e fiamma per ottenere un effetto antico uniforme.
  • Quali sono i passaggi fondamentali per preparare il legno al restauro?
    La preparazione è cruciale per un risultato duraturo. Inizia smontando completamente la cassettiera, rimuovendo maniglie, fregi e cassetti. Controlla attentamente i fondelli: se presentano piccole crepe, non sostituirli subito, ma rinforzali incollandoli con striscette di tela e colla specifica. Procedi quindi con la sverniciatura completa dello scheletro e dei frontespizi, seguito da una carteggiatura accurata per levigare la superficie. Se mancano pezzi di legno, utilizza stucco apposito o inserisci nuovi tasselli. Una volta pulita e livellata, la struttura è pronta per essere trattata con cementite come isolante prima della verniciatura, oppure con olio di lino se opti per una finitura naturale.
  • Cosa sono i legni 'teneri' e come influenzano il restauro di una cassettiera moderna?
    I legni teneri, come pino, abete, pioppo e tiglio, sono stati ampiamente utilizzati nelle produzioni più recenti rispetto alle antiche cassettieri fatte con essenze dure come noce, ciliegio o castagno. A differenza dei legni duri, quelli teneri tendono a consumarsi e deteriorarsi molto più rapidamente a causa della loro minore densità e resistenza meccanica. Durante il restauro, questa caratteristica richiede maggiore cautela durante la carteggiatura e la manipolazione, poiché il materiale è più soggetto a scheggiature. Tuttavia, un intervento professionale può comunque riportarli all'originaria bellezza, purché si eviti l'uso eccessivo di umidità o abrasivi aggressivi che potrebbero comprometterne ulteriormente la struttura fragile.
  • Qual è la differenza tra la finitura a cera e quella a tampone?
    La scelta della finitura dipende dall'estetica desiderata. La finitura a cera è più tradizionale e protettiva: si applica la cera con un pennello, si lascia indurire leggermente e poi si asporta con un panno morbido. Successivamente, si lucida la superficie usando lana o feltro per ottenere una protezione naturale e una lucentezza calda. La finitura a tampone, invece, è più tecnica e permette di modificare il colore. Si utilizzano alcool e gommalacca, eventualmente uniti ad anilina, per colorare le superfici. Questo metodo offre una copertura più uniforme e resistente, ideale per ripristinare colori originali o dare una nuova tonalità al mobile, creando uno strato protettivo lucido e compatto.
  • Come devo comportarmi con il legno per idratarlo correttamente prima della verniciatura?
    Se decidi di non verniciare la cassettiera ma di mantenerla con una finitura naturale, l'idratazione del legno è essenziale per prevenirne la disidratazione e le crepe. Il prodotto consigliato è l'olio di lino, da applicare in abbondanza con un pennello su tutte le superfici, sia interne che esterne. Potrebbero servire diverse passate, poiché il legno tenderà ad assorbire gran parte dell'olio inizialmente. Osserva attentamente il processo: quando l'olio smette di essere assorbito e rimane in superficie, significa che il legno è saturo. A quel punto, rimuovi l'eccesso con un panno pulito. Questo trattamento nutre il legno preservandone la flessibilità e l'aspetto naturale nel lungo periodo.

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