Perchè combatterle:
Le piante sono sempre ottimi alleati degli uomini, sotto vari aspetti: esse producono gli alimenti necessari per il suo sostentamento, ovvero frutti e verdure, prodotti salutari e saporiti, producono ossigeno e abbelliscono in modo impeccabile tutti gli ambienti in cui sono ospitate, anche i più spogli. Vi sono varie tipologie di piante, ognuna delle quali, prima di essere acquistata, deve essere conosciuta, e bisogna sempre informarsi su come va coltivata e su quali sono le cose da tenere in considerazione quando la si coltiva. Le piante sono veri e propri esseri viventi, dotati di specifiche esigenze, che non bisogna mai trascurare, a meno che non si voglia lasciare che la pianta deperisca a poco a poco. Proprio per questo, è consigliato comprare delle piante soltanto a chi ha del tempo a disposizione da dedicare loro, e a chi è appassionato: proprio come gli animali, si tratta di essere viventi, che non possono essere lasciati al proprio destino. Esse, inoltre, vanno protette da vari elementi che potrebbero recare loro dei danni e da cui da sole non sono capaci di proteggersi. In realtà, un vero e proprio pericolo per le piante sono gli stessi uomini, che spesso le calpestano, le sradicano, le tagliano e le feriscono, anche inconsapevolmente. Perfino quando le si coltiva in modo erroneo esse possono riportare gravi ferite. Ma ciò che le piante temono di più, come si sa, è l’ intervento di parassiti, larve ed insetti che si insediano all’ interno della pianta creando vere e proprie colonie anche di centinaia di esemplari, e sottraendo alle piante elementi indispensabili che essa utilizza per la propria sopravvivenza. E’importante conoscere le varie tipologie di insetti che possono causare dei danni alle proprie piante, e imparare a combatterle nel modo migliore, sia prevenendole che eliminandole nel caso si presentassero.
Cos'è:
La Bactrocera oleae, comunemente chiamata mosca dell’ olivo (o delle olive), è un insetto che appartiene alle Dacinae, ed è il timore di tutti i coltivatori delle piante di olive: le loro larve sono delle minatrici della drupa dell’ olivo, e costituiscono un pericolo da non sottovalutare per questa pianta. Essa è una nemica delle piante appartenenti al genere Olea, in particolar modo dell’ olivo. E’ possibile trovarla in tutti i terreni che possono ospitare questa tipologia di piante, quindi nei territori mediterranei e in sudafrica e, negli ultimi anni, anche in California. La sua diffusione è molto maggiore delle regioni più umide e più fresche rispetto a quelle più aride, con stagioni secche, e la sua diffusione spesso può anche influenzare notevolmente la produzione delle piante appartenenti al genere Olea.
Per riconoscerla:
Per quanto riguarda il riconoscimento di questo parassita, non è difficile. L’ uovo è lungo dai 0.7 ai 1. 2 mm circa ed è di forma allungata è leggermente schiacciata, dotato di un tubercolo che favorisce la respirazione dell’ embrione. La larva che ne fuoriesce percorre tre stadi (larva di 1°, 2° e 3° età, fino a raggiungere le fattezze di una larva avente una lunghezza di circa 7 mm, di colore bianco tendente al giallo e allungata. Una volta chiusasi nel pupario, la larva assuma la forma di pupa. Il pupario è lungo circa 4, 5 mm, ed ha un colore che varia dal bianco al giallo o al rosso, a seconda delle età delle pupe. Gli adulti che ne fuoriescono sono di circa 4, 5 mm. Gli adulti maschi differiscono dalle femmine poiché si caratterizzano dal fatto che l’ ala presenta un indurimento all’ apice della cellula anale, mentre l’ adulto femmina ha il capo giallo e due macchie circolari sotto le antenne. Gli occhi sono di colore verde tenente al blu, e il corpo può prevedere sia fasce e linee che piccole macchie. L’ addome è in genere di colore castano chiaro. Le uova vengono deposte a estate inoltrate, quando le mamme depongono nelle olive , attraverso una puntura, un solo uovo. La ferita della puntura, se fresca, è di colore verde, se vecchia, di colore brunastro. L’ uovo si schiude entro un periodo che varia, a seconda delle zone climatiche, dai 2 agli 8 giorni. I danni che le mosche dell’ olivo sono di tipo quantitativo e qualitativo. Le larve di II età provocano dei danni di tipo quantitativo diminuendo la polpa delle olive e quindi la resa in olio. Sotto l’ aspetto qualitativo, l’ olio colpito dalle larve è acido e meno conservabile.
Lotta:
Per quanto riguarda la lotta di queste mosche dell’ olivo, abbiamo una lotta biologica e una lotta chimica. Per quanto riguarda la prima, bisogna effettuare determinati accorgimenti, ovvero: scegliere delle coltivazioni meno recettive, anticipare il momento della raccolta in modo da evitare che le femmine di mosca abbiano la possibilità di deporre le uova all’ interno delle olive, posizionamento di esche proteiche avvelenate con le quali eliminare le mosche, utilizzo di poltiglia bordolese, idrossididi rame, ossicloruri di rame e tutti i prodotti rameici che tengono lontani tali parassiti, controllo delle condizioni climatiche e utilizzo di insetticidi a bassi impatto ambientale. Per quanto riguarda la lotta chimica, l’ olivo può essere trattato con insetticidi a base di DImetoato, Deltametrina e Phosmet. Di questi il più utilizzato è sicuramente il Dimetoato, in quanto ha un basso impatto sull’ olio ottenuto ed è idrosolubile, quindi va via attraverso il lavaggio delle piante, anche se nuove leggi potrebbero vietare il suo uso negli anni a venire. Un ulteriore aiuto viene dall’ azadiractina, repellente naturale estratto dall’ albero di Neem.
Domande frequenti
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Come posso riconoscere visivamente la presenza della mosca dell'olivo sulle mie piante?Il segno più evidente della presenza della mosca dell'olivo (Bactrocera oleae) è la puntura lasciata dalla femmina durante la deposizione delle uova. Se la puntura è recente, apparirà come una piccola macchia verde sulla superficie dell'oliva; man mano che il frutto matura, la lesione diventa bruno-nerastra. Inoltre, osservando attentamente le foglie o i rami, potresti notare piccoli insetti di circa 4-5 mm con ali trasparenti, corpo castano chiaro e occhi verdastri. All'interno delle olive colpite, troverai poi larve bianche o giallastre lunghe fino a 7 mm, responsabili del deterioramento della polpa.
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Quali danni specifici provoca la mosca dell'olivo alla produzione di olio?I danni si dividono in due categorie principali: quantitativi e qualitativi. Sul piano quantitativo, le larve, specialmente nella seconda fase di sviluppo, consumano la polpa dell'oliva, riducendo drasticamente la quantità di succo disponibile e quindi la resa complessiva in olio. Sul piano qualitativo, l'olio prodotto da olive infestate subisce un aumento significativo dell'acidità libera e perde stabilità, diventando più soggetto a irrancidimento e meno conservabile nel tempo. Questo compromette gravemente il sapore e le proprietà organolettiche dell'olio extravergine.
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Esistono metodi biologici efficaci per prevenire e combattere la mosca dell'olivo?Sì, esistono diverse strategie biologiche. Una delle più efficaci è l'uso di esche proteiche avvelenate, posizionate strategicamente nell'albero, che attirano e eliminano le mosche adulte senza danneggiare altri insetti utili. Un altro metodo valido è l'applicazione di prodotti a base di azadiractina, un repellente naturale estratto dall'albero di Neem. Inoltre, puoi utilizzare sali di rame come la poltiglia bordolese o l'idrossido di rame, che creano una bariera protettiva. Anticipare la raccolta delle olive è fondamentale per impedire alle femmine di completare il ciclo riproduttivo all'interno del frutto.
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Quando è il momento giusto per intervenire con trattamenti chimici?L'intervento chimico dovrebbe avvenire solo quando i livelli di infestazione superano le soglie di tolleranza economica, solitamente monitorando la presenza di adulti e uova tramite trappole cromotropiche. Tradizionalmente si usavano insetticidi come il dimetoato, il deltametrina o il fosmet. Tuttavia, è cruciale verificare la normativa vigente, poiché alcune sostanze come il dimetoato stanno subendo restrizioni d'uso per motivi ambientali e di sicurezza alimentare. Prima di applicare qualsiasi prodotto, consulta sempre le indicazioni del produttore e rispetta i tempi di carenza per garantire che l'olio finale sia sicuro e privo di residui nocivi.
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In quali periodi dell'anno la mosca dell'olivo è più attiva?La mosca dell'olivo è attiva principalmente durante i mesi estivi e autunnali, quando le temperature miti favoriscono lo sviluppo delle larve. La deposizione delle uova avviene tipicamente dall'estate inoltrata fino al raccolto. Il numero di generazioni (cicli vitali completi) dipende dal clima: nelle zone più calde possono verificarsi fino a quattro generazioni annue, mentre in quelle più fresche il ciclo si riduce. È proprio in questo periodo critico, tra luglio e ottobre, che la vigilanza deve essere massima, poiché le larve si nutrono della polpa appena formata, causando i danni maggiori alla qualità del frutto.




