Ernia del cavolo

Ernia del cavolo

L’ernia del cavolo, è un fungo che tende ad attaccare le radici della pianta stessa per poi creare dei rigonfiamenti e delle sporgenze su tutta la lunghezza delle foglie della pianta. Le conseguenze dell’attacco di questo fungo sono evidenti, poiché la pianta tende a seccare a partire dalle foglie, le inflorescenze stentano ad aprirsi, e la pianta tutta si secca, rattrappisce e muore. Il fungo, prima di attaccare le radici della pianta si stabilisce nel terreno, nel sottosuolo, restando li in una fase di incubazione, per circa tre anni. Nel momento in cui attacca le radici della pianta, sulle foglie compaiono delle macchie di colore biancastro, e le foglie stesse tendono a diventare giallastre: questo fungo non è altro che un tumore della pianta, dal quale difficilmente essa guarisce. I terreni in cui tende a svilupparsi questo fungo sono quelli ricchi di potassio, parecchio irrigati, poiché il fungo tende a prediligere un terreno parecchio umido. Di contro, il fungo non si moltiplica e non attacca in terreni che sono ricchi di calcio e che si presentano asciutti e compatti. Non esiste una modalità curativa rispetto all’attacco di questo agente fungino, per cui l’unica soluzione per ovviare a questa problematica, consiste in un buon allenamento dell’occhio umano, rispetto allo sviluppo di possibili macchie sulle foglie delle piante attaccabili, oltre all’adozione di forme preventive che prevengano la formazione di questo fungo. Se le piante sono state attaccate, possono rischiare il contagio anche quelle non attaccabili dal fungo, perché quelle malate si presentano contagiose: in questo caso, si dovrà necessariamente provvedere bruciando tutte le piante malate, cosi da evitare il contagio. Esistono però diverse forme preventive, che possono essere attivate per evitare a monte la comparsa del fungo: questo infatti predilige un terreno piuttosto umido, cosi come un clima suo generis; se il terreno è asciutto e compatto, il fungo farà difficoltà a diffondersi. La soluzione principale è dunque quella di irrigare il terreno con molta parsimonia, e di controllare sempre prima di nebulizzare o di versare acqua, se il terreno si presenta asciutto. Oltre a dosare bene l’acqua per l’irrigazione, è necessario controllare anche il livello di ph del terreno: per effettuare questa operazione, possono essere acquistati presso specifici punti vendita, dei termometri idonei. Il terreno va dunque studiato prima della semina e se le piante vengono acquistate e poi piantate, vanno esaminate con molta attenzione. Oltre al cavolo, da cui prende il nome la malattia, questo fungo attacca anche il radicchio ed il broccolo.
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