viti inox

Chiodi e Viti

viti inox

Impiegata in costruzioni per unire ed attaccare le varie parti di un oggetto, la vite è sostanzialmente una barra metallica di forma cilindrica in grado di girare su se stessa

di Redazione

12 giugno 2013

L'avvitamento e il funzionamento della vite

L'avvitamento avviene grazie alla filettatura elicoidale, incisa sulla superficie della vite, che consente ad essa di penetrare nel filetto complementare del pezzo da fissare. In alcuni casi il filetto è creato utilizzando un trapano, mentre per materiali come il legno può essere la vite stessa (definita perciò autofilettante) a praticarlo. Le viti autofilettanti sono dotate di un vertice molto appuntito, e possono essere di forma conica, anziché cilindrica come le normali viti. Per bucare lamiere o materiali molto sottili si utilizzano invece le cosiddette viti autoperforanti, dall'estremità particolarmente appuntita. In alcuni casi i due pezzi da fissare sono uniti da una vite e da un dado (talvolta da una rondella che si frappone), che formano un bullone. L'utilizzo del bullone può rendere più facile lo smontaggio dei vari componenti dell'oggetto in questione.

La testa della vite e le tipologie di innesti e filettature

I materiali più utilizzati per la produzione di viti sono l'acciaio e l'ottone. Le viti in acciaio inox, in particolare, sono le più resistenti alla corrosione. In questo senso viene spesso utilizzato anche il bronzo, o il rivestimento in materiali come lo zinco. La testa di una vite può essere tonda, cilindrica, a bottone, piana o a goccia, e presenta l'attacco per il cacciavite. Quest'ultimo, detto innesto, può presentarsi sotto svariate forme. I più diffusi tipi di innesto sono il Phillips (comunemente noto come innesto a croce o a stella) e l'innesto a taglio. Quest'ultimo è però sempre meno utilizzato, a causa della facilità con cui la lama del cacciavite tende a fuoriuscire. Sono molto utilizzati anche gli innesti Torx (dalla forma di una stella a sei punte, con le estremità arrotondate) e quelli a brugola o esagonali, mentre altre viti presentano innesti dalle forme complicate per evitare lo smontaggio da parte di chi non possiede il giravite adatto (si parla in questi casi di innesti anti manomissione). In altri casi (viti con testa a rottura) la testa può addirittura essere spezzata per impossibilitare la successiva rimozione della vite. Per quanto riguarda la filettatura, il tipo attualmente più comune è quello che segue il sistema internazionale ISO, detto a profilo metrico. La filettatura ha forma triangolare, e il passo (ossia la distanza tra due filetti) può essere grosso o fine. Esistono inoltre altri profili, tra cui quello trapezoidale, quello a passo inglese (detto anche Whithworth, dal nome dell'ingegnere inglese che lo progettò) e quello detto 'a dente di sega'.

Dimensioni e caratteristiche delle varie tipologie di vite

La misura di una vite è indicata solitamente da una lettera che indica la filettatura (la M per esempio rappresenta quella di tipo metrico), seguita da due numeri che indicano, rispettivamente, il diametro della filettatura e la lunghezza della vite (entrambi espressi in millimetri). Esistono viti differenti per ogni situazione, a seconda del materiale che si intende fissare: da quelle per pavimenti a quelle per cartongesso, dalle viti per coperture a quelle per modellismo, fino alla viteria speciale, Le viti per coperture, utilizzate di solito su pannelli di legno o di alluminio, sono generalmente autoperforanti e presentano un corpo molto sottile. Le microviti, utilizzate specialmente per il modellismo, hanno una lunghezza di pochissimi millimetri, e vanno avvitate con apposite chiavi o giraviti speciali. Le viti per cartongesso possono essere autofilettanti, se lo spessore della lastra è inferiore al millimetro, o autoperforanti per uno spessore fino a due millimetri. Per viteria speciale, invece, si intendono prodotti non in commercio, realizzati unicamente su commissione. Sono in altre parole viti dalle caratteristiche uniche e speciali, diverse dagli standard diffusi e normalmente reperibili sul mercato. Esse vengono prodotte dal fornitore secondo il disegno presentato dal cliente.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra viti autofilettanti e autoperforanti?
    Le viti autofilettanti sono progettate per creare il proprio filetto nei materiali soffici come il legno; hanno una punta affilata ma non necessariamente aggressiva. Al contrario, le viti autoperforanti sono dotate di un'estremità estremamente appuntita e tagliente, simile a una punta da trapano, che permette loro di bucare direttamente lamiere sottili o metalli senza bisogno di foratura preventiva. Entrambe eliminano la necessità di pre-forare, ma l'autoperforante è essenziale per materiali rigidi e sottili dove l'autofilettante non riuscirebbe a penetrare efficacemente.
  • Come si riconoscono le viti in acciaio inox rispetto ad altre leghe?
    L'acciaio inox è scelto principalmente per la sua elevata resistenza alla corrosione e all'ossidazione, rendendolo ideale per ambienti esterni o umidi. Visivamente, ha un aspetto grigio-metallico opaco o satinato, diverso dallo zincato lucido o dall'ottone dorato. A differenza dello zinco, che offre protezione sacrificale, l'inox mantiene le sue proprietà strutturali nel tempo senza arrugginire. È fondamentale verificare la certificazione del materiale (es. AISI 304 o 316) per garantire che sia vero acciaio inossidabile e non semplice acciaio verniciato.
  • Quale innesto scegliere per evitare che il cacciavite scappi durante il lavoro?
    Per minimizzare il rischio di slittamento, l'innesto Torx (stella a sei punte arrotondate) è superiore al classico Phillips (croce). Il design Torx garantisce un contatto pieno tra la punta del cacciavite e la vite, distribuendo la coppia di torsione in modo uniforme e riducendo l'usura. Gli innesti a taglio sono sconsigliati perché tendono a uscire facilmente. Se si lavora con strumenti elettrici ad alta potenza, il Torx assicura maggiore precisione e durata degli utensili rispetto agli innesti tradizionali a croce.
  • Come si interpreta correttamente la codifica dimensionale di una vite metrica?
    Una vite metrica standard è identificata da una sigla come 'M8x30'. La lettera 'M' indica il sistema metrico ISO. Il primo numero (8) rappresenta il diametro esterno della filettatura in millimetri, mentre il secondo numero (30) indica la lunghezza utile della vite in millimetri. Questa nomenclatura è universale per la maggior parte delle applicazioni meccaniche e edilizie. Per viti autofilettanti o specifiche, la codifica può includere ulteriori dettagli sul passo della filettatura o sul tipo di punta, quindi è sempre bene consultare le schede tecniche del produttore.
  • Quando è preferibile usare un bullone invece di una vite?
    Il bullone, composto da vite e dado (spesso con rondella), offre vantaggi significativi nelle operazioni di smontaggio frequenti. A differenza della vite che morde il materiale, il bullone distribuisce la pressione tramite il dado, riducendo il rischio di danneggiare le filettature del pezzo da fissare durante la rimozione. Inoltre, permette di regolare meglio la tensione di serraggio e di inserire distanziatori. Si consiglia l'uso del bullone quando si prevedono manutenzioni periodiche o quando i materiali da unire richiedono una tenuta più controllabile e reversibile.