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Aggiornato il 12 giugno 20133 capitoli5 domande frequenti
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Le puntine

Come insegna la storia dell'uovo di Colombo, le soluzioni più semplici sono quelle più difficili da pensare. Vi siete mai chiesti chi abbia inventato un oggetto scontato come le puntine da disegno, quelle spille metalliche che utilizzate per fissare i fogli alle bacheche? Tutto iniziò nel 1900, quando Edwin Moore inventò quelle che chiamò "spille con un manico". Edwin lavorava tutta la notte per creare artigianalmente le puntine che poi vendeva di giorno, e sudore e costanza riuscì ad accumulare un piccolo capitale per aprire la sua azienda. Il successo fu travolgente. Moore perfezionò il suo prodotto e inventò nuovi tipi di puntine, come quelle a testa sferica che si usano per segnare le posizioni nelle mappe. Tra i suoi primi grossi acquirenti, un'altra grande azienda che muoveva i suoi primi passi in quel periodo: la Kodak. La Moore Push-Pin Company è tutt'oggi attiva, e continua a produrre una gran varietà di puntine di ogni tipo, colore, forma e dimensione. Diversa invece la storia per le puntine dalla testa tonda e appiattita, chiamate in inglese "thumbtack". Sembra che a crearle sia stato un orologiaio tedesco, Johann Kirsten, che vendette il suo brevetto all'industriale Otto Lindstedt. Altri dicono che siano la creazione di Heinrich Sachs, industriale austriaco. Qualunque sia la loro vera storia, le puntine sono ormai diffuse in case, uffici e scuole di tutto il mondo. Il successo di un oggetto tanto semplice è attribuito al suo design, molto più complesso di quel che sembra: le grandi teste permettono di concentrare una minima forza sulla punta, ottenendo così oggetti semplici da fissare e che al contempo non rischiano di bucare le dita. Forma e design di ogni puntina sono funzionali al compito specifico che dovranno svolgere, e prima di decidere cosa acquistare dovete pensare all'utilizzo che ne farete.

I tipi di puntine più diffuse

- Le "thumbtack" classiche, puntine dalla testa larga e tonda spesso rivestita da plastica colorata. Sono le puntine più facili da inserire, ma vanno scalzate aiutandosi con un taglierino o, in alternativa, con unghie ben appuntite. Utilizzate queste puntine molto resistenti solo per fissare oggetti pesanti, come i cartelloni, o fogli che non andranno spostati molto spesso. Nei primissimi modelli, ancora in commercio, la punta viene ricavata facendo un taglio a V sulla testa e piegandola poi ad angolo retto. È un tipo di puntina molto economico, ma più difficile da utilizzare: se il supporto è duro, o la puntina non viene tenuta ben perpendicolare ad esso, la punta rischia di spezzarsi o piegarsi. - Le puntine da mappa, o "map tack", sono quelle con una piccola sfera di plastica come testa- Non molto resistenti, vengono utilizzate principalmente per segnare punti di interesse su una mappa, vista la grande varietà di colori disponibili. - Le puntine da disegno sono dischetti metallici da cui sporgono tre piccole punte, utilizzate per fissare i fogli su una tavoletta o un tecnigrafo. Sono oggetti ormai dimenticati, sostituiti dal più pratico scotch carta che permette di ottenere gli stessi risultati senza danneggiare la carta. - Le puntine dalla testa in plastica hanno una gran varietà di forme e colori, dal classico cilindretto colorato a fantasiosi cuori, stelline e altri elementi decorativi. Si utilizzano tenendone la testa tra due dita e si possono staccare e riattaccare con facilità. Utilissime per attaccare, togliere, rifissare e ristaccare con grande frequenza tutto quello che volete.

Di cosa è fatta una puntina

I materiali variano molto. La punta è solitamente realizzata in ottone, ferro o altri metalli. La testa, quando non è dello stesso metallo della spilla, può essere in legno, alluminio, nickel o plastica colorata. I colori vivaci delle puntine spesso attirano l'attenzione dei più piccoli, che potrebbero ferirsi o arrivare a inghiottirle. Occorre prestare sempre molta attenzione, e nascondere in scatole e cassetti le puntine inutilizzate. Un altro potenziale rischio è quello per i vostri piedi: se una puntina a testa piatta cade a terra, la punta sarebbe rivolta verso i piedi del primo malcapitato. Fissate sempre con decisione le puntine al supporto per evitare questi inconvenienti.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra le puntine classiche (thumbtack) e quelle da mappa?
    La differenza risiede nella struttura della testa e nell'uso previsto. Le puntine classiche, o thumbtack, presentano una testa ampia e piatta, spesso in plastica colorata, progettata per resistere a trazioni forti e fissare oggetti pesanti come cartelloni o documenti permanenti. Al contrario, le puntine da mappa hanno una piccola sfera di plastica come testa; sono meno robuste e ideate specificamente per segnare punti temporanei su superfici morbide come le mappe murali, sfruttando anche la vasta gamma di colori disponibili per codificare informazioni diverse.
  • È sicuro usare le puntine in presenza di bambini piccoli?
    Non è considerato sicuro lasciarle alla portata dei bambini senza supervisione. Le puntine, specialmente quelle con teste in plastica dai colori vivaci, possono rappresentare un grave pericolo di ingestione o di puntura oculare. Inoltre, se cadono a terra, la punta metallica rimane esposta, creando un rischio concreto di ferire i piedi di chi cammina a piedi nudi. Per garantire la sicurezza, è fondamentale conservarle sempre in contenitori chiusi, come scatole o cassetti, lontano dalla vista e dall'accesso diretto dei piccoli.
  • Come si rimuovono correttamente le puntine classiche senza rovinare la bacheca?
    Le puntine classiche sono progettate per essere molto resistenti e aderenti, quindi non si estraggono semplicemente tirandole via con le dita. Per rimuoverle senza danneggiare il supporto o rischiare lesioni, è consigliato utilizzare uno strumento affilato come un taglierino per sollevare delicatamente la testa della puntina. In alternativa, se le unghie sono corte o fragili, si può fare leva con cautela usando le unghie ben appuntite. L'obiettivo è sganciare la punta dal materiale senza strappare la superficie della bacheca.
  • Perché le puntine da disegno metalliche sono oggi poco utilizzate?
    Le puntine da disegno, caratterizzate da un disco metallico con tre piccole punte, erano un tempo lo standard per fissare fogli su tavolette tecniche o bacheche. Oggi sono considerate obsolete perché tendono a bucare e rovinare irreparabilmente la carta, rendendola difficile da archiviare o leggere successivamente. Sono state quasi completamente sostituite dallo scotch carta o dalle strisce di montaggio adesiva, che offrono la stessa capacità di fissaggio ma garantiscono una rimozione pulita, preservando l'integrità del documento e della superficie sottostante.
  • Quale materiale è meglio scegliere per la punta della puntina?
    La punta della puntina è generalmente realizzata in metalli come ottone, ferro o acciaio. L'ottone è preferito per la sua resistenza alla corrosione e per la facilità con cui penetra nei materiali comuni senza arrugginire rapidamente, garantendo una lunga durata. Il ferro, pur essendo comune ed economico, richiede trattamenti superficiali per evitare l'ossidazione. La scelta del metallo influenza la durezza della punta: un metallo troppo tenero potrebbe piegarsi su supporti duri, mentre uno troppo duro rischia di spezzarsi se non inserito perfettamente perpendicolarmente.

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