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bulloneria

Aggiornato il 17 giugno 20133 capitoli5 domande frequenti
bulloni

Stiamo parlando di quelle piccole componenti metalliche che, in sostanza, costituiscono la bulloneria e rappresentano l’essenza dell’assemblaggio: infatti, senza tali elementi di minuteria metallica quasi nulla potrebbe esistere, dal braccio meccanico agli impianti idraulici ed ai complementi d’arredo in acciaio o in legno. In generale, fanno parte della bulloneria le svariate tipologie di viti, i dadi, le rondelle e i bulloni che, praticamente, sono l’insieme di questi elementi. In commercio, esiste una grande varietà di tali articoli che hanno la funzione di collegare due o più parti metalliche. Bulloni, viti, dadi e rondelle si differenziano per tipo di forme, per misure, per caratteristiche meccaniche ed anche per livelli qualitativi. Essendo materiali da costruzione, inoltre, devono essere realizzati rispettando leggi e direttive nazionali e comunitarie, a garanzia di articoli sicuri e di qualità.

La produzione della bulloneria

Questi piccoli elementi metallici sono ottenuti normalmente attraverso tre procedure tecnologiche: • per deformazione plastica a freddo • per deformazione plastica a caldo • per asportazione di truciolo. Non potendo spiegare nel dettaglio il preciso funzionamento di ogni procedura, ci limitiamo a far capire, in generale, di cosa si tratta. In sostanza, si può affermare che le minuterie di forma particolare vengono fabbricate con il procedimento per asportazione di truciolo, che prevede la lavorazione del metallo scelto su torni automatici; la deformazione plastica a caldo si utilizza, invece, per produrre bulloneria di grosse dimensioni mediante macchine elettroricalcatrici, ma la procedura oggi più diffusa è la deformazione plastica a freddo dell’acciaio su presse automatiche. I vantaggi di quest’ultimo procedimento sono evidenti, dalla massima produzione oraria alla migliore qualità del prodotto finito senza dimenticare il minimo consumo della materia prima utilizzata.

Bulloneria normalizzata e bulloneria speciale

Come già detto, gli articoli di fissaggio si differenziano per tipo, misura e altre caratteristiche. Pertanto, si distinguono due grandi categorie: la bulloneria normalizzata, che raggruppa tutti gli elementi di collegamento filettati le cui misure e proprietà sono stabilite da norme nazionali e comunitarie e la bulloneria speciale. In particolare, di quest’ultima fanno parte quelle componenti meccaniche prodotte dal fornitore esclusivamente per commessa e nel rispetto di specifiche indicazioni dettate dal cliente, relative per esempio al disegno o alla dimensione. Sul mercato, oggi, sono presenti numerose aziende specializzate nella produzione della bulloneria, le quali offrono una vastissima scelta di articoli di fissaggio fabbricati in vari materiali, dall’acciaio normale e inox all’ottone ed al nylon.

Consigli pratici sull'utilizzo di viti e bulloni

Avendo premesso che in commercio esiste una grande varietà di articoli di fissaggio, è doveroso fare un elenco dei prodotti più utilizzati: • viti per cartongesso • viti per pannelli truciolari • viti inox • viti auto perforanti • viti autofilettanti • dadi • rondelle • bulloni. Ognuno di questi elementi ha caratteristiche specifiche che suggeriscono all’acquirente l’uso più adatto. Per esempio, i bulloni sono formati da una vite e da un dado e servono per unire tra loro due o più elementi di qualsiasi materiale; ne esistono, però, di vari tipi: alcuni sono più indicati per il legno altri per il metallo. Quindi, per unire parti metalliche si preferisce l’utilizzo di bulloni a testa quadrata o esagonale mentre per la congiunzione di elementi in legno sono più indicati i bulloni a testa tonda con sottotesta quadrato. In entrambi i casi, inoltre, si suggerisce di mettere sempre una rondella tra il bullone e la superficie d’appoggio per facilitarne il fissaggio ed evitare che si allenti. Per impedire lo svitamento del bullone, infine, si possono utilizzare altri specifici dispositivi, quali i controdadi, le piastrine d’arresto o le rosette elastiche. Molto diffusi anche i dadi autobloccanti, i quali, con un anello di materiale plastico, evitano l’allentamento del bullone in presenza di vibrazioni. Concludiamo con una brevissima riflessione sull’uso dei dadi a forma quadrata che, negli ultimi tempi, sono caduti in disuso: quelli esagonali, infatti, hanno preso il sopravvento perché sono più facili da manovrare.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra bulloni e viti?
    La distinzione fondamentale risiede nel metodo di fissaggio e nell'uso degli accessori. Il bullone è un elemento filettato che richiede obbligatoriamente un dado per serrare e unire due o più pezzi; spesso viene utilizzato insieme a una rondella per distribuire meglio il carico sulla superficie. La vite, invece, possiede un filetto tagliente o autoperforante che le permette di agganciarsi direttamente al materiale (come legno, cartongesso o metallo sottile) senza bisogno di un dado complementare. Entrambi sono essenziali per l'assemblaggio, ma la scelta dipende dal tipo di giunto e dai materiali coinvolti.
  • Quale bullone scegliere per unire parti metalliche rispetto al legno?
    Per unire elementi metallici, si preferiscono bulloni a testa esagonale o quadrata. Queste teste permettono una presa ottimale con le chiavi inglesi o a bussola, garantendo una torsione forte necessaria per i metalli. Al contrario, per la congiunzione di elementi in legno, sono più indicati i bulloni a testa tonda con sottotesta quadrato, che si inseriscono perfettamente nelle sedi predisposte senza sporgere. In entrambi i casi, l'uso di una rondella sotto la testa del bullone è consigliato per facilitare il fissaggio e prevenire che il dado si allenti durante l'uso.
  • Come si evita che un bullone si allenti o si sviti spontaneamente?
    Per impedire lo svitamento causato da vibrazioni o movimenti, esistono diverse soluzioni tecniche. Si possono utilizzare dispositivi specifici come controdadi (un secondo dado posto sopra il primo), piastrine d'arresto o rosette elastiche (che creano attrito). Una soluzione molto efficace e moderna sono i dadi autobloccanti: questi presentano un inserto interno in materiale plastico che si deforma leggermente stringendosi attorno alla vite, bloccandola meccanicamente. L'uso della rondella sotto la testa aiuta anch'esso a mantenere la tensione iniziale del fissaggio.
  • Cosa significa 'bulloneria normalizzata' e quando serve quella speciale?
    La bulloneria normalizzata comprende tutti gli elementi di collegamento (viti, dadi, bulloni) le cui dimensioni, geometrie e proprietà meccaniche sono standardizzate da norme nazionali e comunitarie. Questo garantisce intercambiabilità e sicurezza per usi comuni. La bulloneria speciale, invece, viene prodotta su misura per commesse specifiche. Viene richiesta quando le esigenze progettuali non rientrano negli standard, ad esempio per dimensioni fuori norma, materiali particolari o forme geometriche personalizzate richieste dal cliente per un'applicazione industriale unica.
  • Perché i dadi esagonali hanno sostituito quelli quadrati?
    I dadi a forma quadrata, un tempo molto diffusi, sono stati progressivamente soppiantati dai dadi esagonali per ragioni pratiche di manovrabilità. La forma esagonale offre sei lati di attacco, permettendo di ruotare il dado di soli 60 gradi per stringerlo ulteriormente. Questo è cruciale in spazi ristretti dove non c'è abbastanza libertà di movimento per usare una chiave a cricchetto. Il dado quadrato richiederebbe angoli di rotazione maggiori (90 gradi), rendendolo meno efficiente e più difficile da usare con strumenti moderni in contesti operativi complessi.

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