abies alba

Alberi

Abete bianco

In questo articolo potrai trovare numerose informazioni e curiosità sull'abete bianco, sulle sue caratteristiche e sulle sue esigenze.

di Redazione

03 maggio 2017

Caratteristiche morfologiche

L’abete bianco, il cui nome scientifico sarebbe Abies alba o anche Abies pectinata, è anche comunemente chiamato abete comune abezzo o avezzo. Si tratta di una pianta appartenente al genere Abies, ovviamente, che in natura si sviluppa nelle foreste e nelle zone montane dell’ emisfero boreale, anche ad una certa altezza in quanto non teme il freddo. Nel territorio Italiano, soltanto l’ Abete bianco e l’ abete dei Nebrodi è spontaneo . Per quanto riguarda le sue fattezze, si tratta di un albero molto maestoso, slanciato e molto longevo, chiamato “il principe dei boschi” proprio per la sua notevolissima altezza (alcuni esemplari arrivano a superare i 50 metri). L’ abete bianco è un albero sempreverde e monoico, ovvero su di una stessa pianta presenta sia fiori maschili che fiori femminili, che però ovviamente sono distinti gli uni dagli altri. Nasce spontaneamente in altitudini comprese fra i 400 e i 1900 metri, può vivere in zone d’ ombra mentre allo stato adulto ha bisogno di vivere in piena luce e si tratta di un albero dallavita davvero lunga: in alcuni casi gli abeti superano anche i 600 anni d’ età. Diversamente dalle altre piante, l’ abete bianco ama l’ umidità e i terreni molto profondi e freschi. Come è stato già detto, l’ altezza arriva a circa 50 metri, il fusto è pienamente dritto e il suo diametro può arrivare anche asoltanto 3 metri. Se la pianta cresce isolata, il fusto sviluppa rami molto fitti, mentre se invece la pianta cresce a stretto contatto con altre piante, il fusto risulta più spoglio. La chioma di questo albero è di colore verde tendente al blu cupo, e assume una forma piramidale negli esemplari giovani, mentre è appiattito sulla punta negli esemplari adulti. Tale appiattimento è dovuto alla fine della crescita soltanto sulla chioma, e viene chiamato “nido di cicogna”. La ramificazione è molto regolare: i rami principali sono disposti orizzontalmente, dritti e regolari, mentre quelli secondari seguono un andamento a spirale. Per quanto riguarda la corteccia, negli esemplari giovani è molto liscia, di un colore che va dal bianco al grigio argenteo e presenta delle sacche resinose molto piccole che, se vengono premute, diffondono odore di trementina. Le piante adulte, ovvero che superano i 50 anni di età, hanno una corteccia più spessa che tende a desquamarsi in placche sottili, ed è quindi rugosa e fessurata, di un marrone molto scuro.

Abete bianco

A differenza delle altre conifere, l’ abete bianco non presenta un legno resinoso. Per quanto riguarda le foglie, esse sono persistenti e durano dagli 8 ai 10 anni. Sono costituite da aghi appiattiti e rigidi, disposti secondo una disposizione a pettine. Gli agi sono lunghi da un centimetro e mezzo fino a tre centimetri, e larghi da un centimetro e mezzo fino a due millimetri, leggermente ristretti alla base e con una punta arrotondata e non pungente. La pagina superiore è di colore verde scuro e molto lucida, mentre quella inferiore ha elle linee parallele bianche tendenti all’ azzurro chiamate stomatifere. I rametti, inoltre, sono coperti da peli molto sottili di colore bruno chiaro. Per quanto riguarda i fiori, bisogna considerare che in genere ad altitudini medie questa avviene tra maggio e giugno. In realtà parlare dei fiori non è corretto, dato che l’ abete appartiene alle conifere, e queste piante sono gimnosperme e non producono i fiori propriamente detti, nè tantomeno dei frutti. Si tratta infatti dei loro organi riproduttivi, che sono psporofilli raggruppati a formare coni o strobili. Quelli maschili, chiamati microsporofilli, danno vita alla formazione del polline, quelli femminili, i macrosporoffili, portano alla formazione di ovuli e sono riuniti in coni ( le pigne). le pigne, infatti, sono dei coni femminili che si lignificano e si mantengono sui rami. Sono strutture quasi cilindriche, che si trovano soprattutto sulla parte superiore della chioma e, a differenza dell’abete rosso, sono dirette verso l’ alto. SI formano al loro interno,delle squame molto fitte con bratee sporgenti dentate che proteggono i semi interni, gli srobili, lunghi dai 10 ai 18 centimetri e larghi dai 3 ai 5 centimetri, che sono inizialmente di colore verde, poi diventano rosso-bruno quando giungono a maturità. Verso ottobre gli strobilisi sfaldano, le squame cadono e i semi cercano di riprodurre la pianta. La riproduzione di questa pianta, tuttavia, è piuttosto tardiva, soprattutto nelle piante dibosco, in quanto avviene almeno dopo i 50 anni divita. A trent’ anni, invece, avviene per le piante isolate. Per quanto riguarda le radici, l’ apparato radicale dell’ abete è inizialmente di tipo fittonante: un’ unica radice, molto grande, penetra nel terreno anche alla profondità di 1, 60 metri, e si ancora saldamente al suolo. In seguito si formano radici laterali. L’ abete bianco è , per questo, una pianta che è ben ancorata al terreno e quindi è poco soggetta a sradicamenti. E’ quindi ottima per prevenire frane.

Distribuzione abeti bianchi

L’ abete bianco è un albero diffuso in particolare nelle zone montane, ad altitudini comprese fra i 400 e i 2100 metri. Qui, infatti, trova il suo clima ideale, essendo una pianta che amale zone ad alto tasso di piovosità e umidità atmosferica compresa trai 800 e i 1800 m. L’ abete bianco raramente forma boschi puri,mentre invece è una componente molto importante di boschi misti montani e subalpini, ad esempio è spesso presente in estese foreste, insieme al faggio, un albero che ne condivide tutte le esigenze climatiche, mentre nelle zone subalpine è associato al larice, all’abete rosso o al rododendro rosso (soprattutto nelle Alpi sud- occidentali), o anche al pino uncinato. L’ abete bianco è una pianta molto presente nelle zone montane d’ Europa: lo si trova, ad esempio, sui rilievi della Germania centro- meridionale, nei Carpazi , sulle catene montuose della penisola balcanica e lungo la catena alpino- appenninica. Sicuramente la foresta ove si concentra un maggior numero di abeti bianchi è l’ europa centrale, dove si concentrano bellissime abetine come quelle della selva nera. Al nord italia l’ abete bianco è presente sulle Alpi, ma in maniera discontinua, anche se è particolarmente presente nelle Alpi orientali, mentre è poco diffuso lungo le aree interne dei settori centrale ed occidentale della catena alpina, zone in cui le condizioni climatiche favoriscono invece lo sviluppo di larici e dell’ abete rosso. Nel Meridione lo si trova sull’ appennino lucano e calabro.

Collocazione, esposizione e terreno

La prima cosa da fare,quando si vuole coltivare un abete bianco, è scegliere la sua collocazione all’ interno del giardino. Sicuramente si tratta di un albero di dimensioni assai notevoli,pertanto bisogna scegliere se la sua posizione all’ interno del giardino sarà periferica o centrale. Se viene posto perifericamente, magari insieme ad altre conifere, l’ abete bianco spesso ha la funzione di siepe: può essere, infatti, tanto un elemento ornamentale e decorativo, quanto funzionale, in quanto aiuterà a ridurre i rumori esterni e riparerà dal sole o dal vento. Se invece viene collocato in una posizione centrale, la sua funzione sarà per lo più quella di dare un tono di prestigio e vivacità al giardino . In questo caso, però,bisognerà fare attenzione anche a scegliere le restanti piante, che in qualche modo dovranno “andare d’accordo“ con le dimensioni e con il colore del fogliame dell’ abete bianco. Inoltre bisogna considerare che questo albero può raggiungere dimensioni davvero notevoli, e lo stesso vale per il suo apparato radicale, quindi può dare fastidio a eventuali fili della corrente o anche alle fondamenta di uno o più palazzi, pertanto è necessario posizionarlo abbastanza lontano dalle abitazioni e dai fili della corrente o altri elementi comunque che l’ albero, con le sue parti, potrebbe danneggiare. Per quanto riguarda l’ esposizione, l’ abete bianco è molto tollerante, sia per quanto riguarda il caldo che per quanto riguarda il freddo. E’ consigliabile, però, tenerlo in ambienti abbastanza soleggiati o semiombreggiati. Durante l’ estate potrebbe soffrire un po’ degli attacchi di calore. Da giovane, comunque, questo albero preferisce l’ ombra, mentre successivamente apprezza di più le zone soleggiate. Il suo terreno è un terreno umido senza però ristagni idrici, pertanto è indispensabile un terreno molto profondo e leggero, in modo da favorire il drenaggio dell’ acqua, caratteristica comunque molto importante perché serve alla pianta per evitare eventuali marciumi radicali.

Coltivazione

Per quanto riguarda la coltivazione, l’ abete bianco, come tutte le altre piante, ha bisogno di tutte le pratiche colturali, ovviamente se non cresce spontaneamente nel suo habitat naturale, ed è quindi coltivato. Per quanto riguarda l’ annaffiatura, l’ abete bianco sopporta bene anche lunghi periodi di siccità, e infatti in genere si accontenta delle piogge invernali, a patto che queste siano fitte e costanti. Tuttavia, se viene coltivato in zone dove il tasso di piovosità è abbastanza basso, è molto meglio integrare le annaffiature naturali con quelle artificiali, somministrando dell’ acqua alla pianta ogni quattro giorni in primavera e ogni giorno durante l’ estate. Per quanto riguarda la concimazione, essa può essere eseguita a novembre e circa tre mesi dopo , a fine febbraio, con 100 grammi di concime organico. Per quanto riguarda i parassiti, ebbene si, questi infestano anche l’ abete bianco. Si tratta in particolare di insetti e di germi, la cui presenza è molto fastidiosa per l’ abete bianco. Per difendere il proprio abete dall’ attacco di questi parassiti, si devono effettuare quattro irrorazioni all’anno intorno all’ albero, tutte nella stagione primaverile, di cui due di rame, da effettuare ogni quindici giorni, e due di acqua e zolfo ( 4 grammi per ogni litro di acqua). I parassiti più temuti dall’abete bianco, comunque, sono sicuramente gli insetti xilofagi che scavano profonde gallerie penetrando nel tronco, e anche alcuni funghi, tra cui il fomeus annosus.

Legno abete bianco

Questa pianta ha un legno dal colore chiaro tendente al giallino, con sfumature grigie e venature regolari dal tono più rossiccio. E'spesso paragonato all'abete rosso di cui condivide le caratteristiche salienti ma, a differenza di quest'ultimo, non presenta al suo interno la resina, che si concentra nella corteccia. Questo legno presenta alcuni svantaggi che lo rendono meno appetibile rispetto ad altre tipologie come la presenza di nodi compatti e duri, elementi che causano una maggiore difficoltà nelle lavorazioni. Presenta poi un elevato tasso di umidità al suo interno, quindi può essere più soggetto a deformazioni e tende a presentare il fenomeno della cipollatura, che si caratterizza per il distacco tra due differenti anelli. E' poi poco resistente all'attacco da parte degli agenti atmosferici e da parte di insetti o muffe. Di contro, però, ha anche numerosi vantaggi, come la grande leggerezza, la facile lavorabilità e la malleabilità ai diversi trattamenti. Oggi il legno di abete bianco viene usato in differenti campi come l'edilizia per pali, case prefabbricate, mobili, casse d'imballaggio, ma anche per realizzare strumenti musicali ed elementi per le barche. Grazie alla sua semplice reperibilità questo tipo di legno ha un costo molto contenuto.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il legno di abete bianco e quello di abete rosso?
    La distinzione fondamentale risiede nella presenza della resina: l'abete bianco possiede un legno privo di resina all'interno del fusto, a differenza dell'abete rosso che ne è ricco. Questa caratteristica rende il legno di abete bianco più chiaro, tendente al giallino con sfumature grigie, e più leggero. Tuttavia, presenta uno svantaggio pratico: contiene un'elevata umidità interna, il che lo rende più soggetto a deformazioni e al fenomeno della cipollatura (distacco degli anelli di accrescimento). Nonostante ciò, rimane molto apprezzato per la sua facile lavorabilità, la malleabilità e il costo contenuto, risultando ideale per mobili, casse d'imballaggio e costruzioni leggere.
  • Quanto cresce in altezza un abete bianco e quali sono le sue esigenze di spazio?
    L'abete bianco è un albero imponente, capace di superare facilmente i 50 metri di altezza e i 3 metri di diametro del fusto, vivendo anche oltre 600 anni. Data la sua mole straordinaria, richiede spazi ampi: non deve mai essere piantato vicino a edifici, poiché le sue radici profonde (fino a 1,60 metri) e la chioma vasta possono danneggiare fondazioni e tubazioni. In giardino, se posizionato in periferia, funziona efficacemente come frangivento o barriera antirumore; se al centro, domina il paesaggio ma impone di scegliere piante circostanti compatibili con le sue dimensioni e il colore del fogliame, evitando affollamenti visivi.
  • Come si riconosce l'abete bianco dagli altri alberi grazie alle sue foglie e ai suoi coni?
    Si distingue per gli aghi piatti, rigidi e non pungenti, disposti a pettine attorno al ramo. La pagina superiore è verde scuro e lucida, mentre quella inferiore mostra due evidenti linee bianche o azzurrine (stomatifere). A differenza di molte conifere, gli aghi persistono sulla pianta per 8-10 anni. Un altro segno distintivo sono i coni (pigne): sono cilindrici, lunghi 10-18 cm, e crescono eretti verso l'alto sulla sommità della chioma, a differenza dell'abete rosso che li ha penduli. Con il tempo, la corteccia diventa grigia e liscia nei giovani, trasformandosi in marrone scuro e fessurata negli esemplari adulti.
  • Quali cure richiedono irrigazione e concimazione per un abete bianco in giardino?
    In natura l'abete bianco tollera bene la siccità grazie alle piogge invernali, ma in coltivazione, specialmente in zone aride, necessita di irrigazioni regolari: ogni 4 giorni in primavera e quotidianamente in estate. Il terreno deve essere profondo, fresco e ben drenato per evitare il ristagno idrico, che causa marciumi radicali. Per la concimazione, si consiglia l'uso di 100 grammi di concime organico da distribuire a novembre e nuovamente a fine febbraio. Queste pratiche garantiscono alla pianta la vitalità necessaria per mantenere la sua crescita vigorosa e la salute del fogliame.
  • Quali sono i principali nemaci dell'abete bianco e come si prevengono?
    I principali avversari sono insetti xilofagi, che scavano gallerie nel tronco, e funghi patogeni come il *Fomes annosus*. Per prevenire e contrastare questi attacchi, è necessario intervenire con quattro irrorazioni protettive durante la primavera. Il protocollo prevede due trattamenti a base di rame, da effettuare a distanza di quindici giorni, e due trattamenti con una soluzione di acqua e zolfo (4 grammi di zolfo per litro d'acqua). Questi interventi aiutano a proteggere la pianta da infezioni fungine e infestazioni insettiche, preservando l'integrità del fusto e della chioma.