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Cause e soluzioni per l'umidità di risalita

Aggiornato il 20 ottobre 20154 capitoli5 domande frequenti
come funziona l'umidità di risalita

Che cos'è l'umidità di risalita

Uno dei fenomeni e dei problemi più diffusi nelle abitazioni, l'umidità di risalita (chiamata anche umidità ascendente) è causata dalla capillarità. Come si capisce dal nome, l'umidità di risalita si propaga dal terreno lungo i muri, impregnandoli; per questo motivo colpisce soprattutto le murature al piano terra o degli scantinati. Tuttavia, in base al materiale e allo spessore della parete, le conseguenze dell'umidità di risalita possono propagarsi per diversi metri di altezza: infatti, più la parete è porosa e più la situazione può diventare grave. Questo avviene proprio per le cause stesse del fenomeno: l'acqua del terreno circondante l'immobile si infiltra in maniera capillare attraverso i pori della parete. Quindi, tramite i minuscoli canali (chiamati, appunto, capillari) dei materiali e dei leganti impiegati per la realizzazione della parete, sfida le leggi della fisica e si propaga verso l'alto. Inoltre, bisogna considerare che questi canali dipendono dalla porosità del materiale: più è grande e più l'umidità si diffonde facilmente nel muro.

I fenomeni causati dall'umidità di risalita

A lungo andare l'umidità di risalita provoca fenomeni gravi e irreversibili che colpiscono gli elementi costitutivi delle murature: infatti, se sono impregnati di umidità, i laterizi, le malte e gli intonaci si disgregano. I primi segni dell'umidità di risalita sono aloni scuri orizzontali e paralleli al terreno sulla parete, caratterizzati da profili a onda. Che si manifestino all'esterno o all'interno dell'immobile sono chiare indicazioni che è in atto una risalita capillare di umidità. Queste macchie di umidità non sono solamente antiestetiche, ma con il passare del tempo pregiudicano la salute sia dell'edificio che dei suoi occupanti. Spesso la parete può anche presentare efflorescenze oppure il distacco e lo sfarinamento dell’intonaco. Infatti, l'acqua che impregna la parete gela alle basse temperature e di conseguenza aumenta di volume: la maggiore pressione esercitata dall'interno della parete sul rivestimento esterno causa in primo luogo il degrado dei materiali. Si inizia con il distacco di elementi superficiali della parete (l'intonaco, appunto), ma con il tempo si danneggia tutta la struttura muraria.

Come risolvere l'umidità di risalita

Per capire come risolvere il fenomeno dell'umidità bisogna capire esattamente quale sia la causa dei danni alla struttura muraria, dato che i trattamenti cambiano a seconda del problema. Estremamente efficace è l'adozione di una barriera, chimica o meccanica: è una soluzione che consente di bloccare la risalita lungo il muro dell’umidità. Prevede l'adozione di un ostacolo in senso orizzontale nella parete, iniettando prodotti appositi (barriera chimica) o tagliando la parete (barriera meccanica). Nel primo caso, si eseguono nella parete fori dal diametro di 5-8 centimetri in cui vengono iniettate speciali resine impermeabilizzanti che bloccano la capacità delle molecole d'acqua di aderire e risalire lungo la parete. Si tratta di una soluzione definitiva, garantita dai 10 ai 20 anni. Una volta che la parete si asciuga perfettamente, si devono trattare i sali che si sono depositati sulle pareti in maniera opportuna: così si elimina il rischio che si sciolgano e si trasformino nuovamente in acqua per ricreare gli stessi problemi.

La barriera meccanica e la soluzione elettrofisica

Al contrario, la barriera meccanica prevede il taglio della parete per inserire uno strato di materiale che blocchi la risalita dell'umidità. Si tratta di una soluzione efficace, ma invasiva. Per le strutture murarie sotterranee si consiglia invece l'adozione della tecnologia elettrofisica, con l'applicazione di un particolare dispositivo elettrico: il suo scopo è creare un debole campo elettromagnetico che blocca l'umidità di risalita. Una volta che la fonte dell'umidità si interrompe la parete si deumidifica progressivamente. Una controindicazione di questa soluzione, tuttavia, è il fatto che il trasporto elettrosmotico si indebolisce a causa dell'aumento dei sali: di conseguenza può essere adottata solo se l'umidità di risalita si caratterizza per una bassa percentuale di sali. Si tratta del metodo meno invasivo.

Domande frequenti

  • Come faccio a riconoscere se ho l'umidità di risalita e non un'altra forma di infiltrazione?
    L'umidità di risalita si distingue perché interessa principalmente le murature al piano terra o negli scantinati, salendo dal basso verso l'alto. I sintomi visivi iniziali sono aloni scuri orizzontali, paralleli al suolo, con bordi a onde irregolari. Man mano che il fenomeno progredisce, compaiono efflorescenze (cristalli biancastri di sali) e l'intonaco tende a staccarsi, sfarinare o cadere a pezzi. A differenza delle perdite da tubi o falde, qui l'umidità proviene direttamente dal terreno circostante attraverso la capillarità dei materiali da costruzione, come mattoni e malte.
  • Qual è la differenza tra barriera chimica e barriera meccanica per risolvere il problema?
    La barriera chimica è una soluzione meno invasiva che consiste nell'iniettare resine idrorepellenti in fori praticati sul muro. Questi prodotti creano una zona impermeabile che impedisce all'acqua di aderire e risalire, offrendo garanzie fino a 20 anni. La barriera meccanica, invece, è più radicale: richiede il taglio fisico della parete per inserire uno strato isolante (come lastre di piombo o materiale plastico). Sebbene molto efficace, è un intervento complesso e distruttivo, utilizzato spesso quando le altre soluzioni non hanno funzionato o in casi strutturali specifici.
  • Cos'è la tecnologia elettrofisica e quando conviene utilizzarla?
    La tecnologia elettrofisica utilizza dispositivi elettrici installati esternamente per generare un debole campo elettromagnetico che altera il movimento delle molecole d'acqua, bloccandone la risalita capillare. È considerata la soluzione meno invasiva poiché non richiede lavori edili sul muro. Tuttavia, ha un limite importante: funziona efficacemente solo se la concentrazione di sali nelle murature è bassa. Se i sali sono troppi, il trasporto elettrosmotico si indebolisce e il sistema perde efficacia. Va quindi valutata attentamente dallo specialista dopo un'analisi dello stato di degrado.
  • È necessario rimuovere i sali prima di applicare la barriera antiumidità?
    Sì, è fondamentale. Dopo aver bloccato la risalita dell'acqua con una barriera (chimica o meccanica), la parete deve asciugare completamente. Solo a quel punto si devono trattare i sali depositati nei pori del muro. Se si ignorano i sali, questi continueranno ad assorbire l'umidità residua dall'ambiente (igroscopicità), sciogliendosi e creando nuovamente punti umidi, vanificando l'intervento di impermeabilizzazione. Il trattamento dei sali previene il deterioramento continuativo dell'intonaco e garantisce la durata nel tempo della soluzione adottata.
  • Quanto in alto può arrivare l'umidità di risalita in un muro?
    L'altezza massima raggiunta dall'umidità dipende fortemente dalla porosità e dallo spessore del materiale della parete. In generale, colpisce le zone basse, ma può propagarsi per diversi metri di altezza se i materiali sono molto porosi (come certi tipi di pietra o mattoni antichi non trattati). Più i canali capillari sono ampi e numerosi, più l'acqua riesce a vincere la gravità salendo. Non esiste un'altezza fissa universale: ogni edificio va analizzato singolarmente per determinare l'estensione reale del danno strutturale e pianificare l'intervento di risanamento corretto.

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