isolamento termico per interno

Isolamento

Cappotto interno per l'isolamento

Il cappotto termico per l'isolamento è una soluzione progettuale per coibentare la casa e abbassare i consumi energetici e gli importi della bolletta.

di Redazione

22 febbraio 2016

Che cos'è il cappotto termico per l'isolamento

Il cappotto termico per l'isolamento è fondamentale per la classificazione energetica degli edifici: infatti serve a evitare la perdita di aria fresca durante i mesi estivi e la dispersione di calore in inverno. In questo modo si isolano termicamente gli ambienti interni dell'abitazione, aumentando l'efficienza dei sistemi di riscaldamento e di raffreddamento di casa: di conseguenza l'abitazione rimane calda in inverno e fresca in estate con un consumo energetico minimo. È un sistema molto adottato durante le ristrutturazioni edilizie perché migliora la classe energetica dell'immobile e le spese per l'installazione ottengono incentivi fiscali. Un cappotto termico per l'isolamento può essere esterno o interno: il primo è più costoso, ma molto più efficace perché riveste ogni parte della casa e la isola completamente. Il cappotto termico interno, invece, è molto più economico e si può adottare anche in una singola stanza. È formato da pannelli isolanti in materiali come la lana, il cartongesso o il polistirene.

Come fare il cappotto termico per l'isolamento

I cappotti termici isolanti esterni migliori sono realizzati con pannelli in materiali non conduttori: in genere sono fibrosi come la lana di vetro. I materiali isolanti sono divisi in tre categorie: gli isolanti minerali sono di origine naturale e a basso impatto ambientale (ne sono esempi l'argilla espansa, la lana di roccia, la perlite e il vetro cellulare). Gli isolanti naturali invece sono fatti con derivati vegetali (il sughero o la pomice) o animali (la comune lana di pecora), mentre gli isolanti di sintesi hanno una bassa conducibilità termica ma un impatto ambientale maggiore: i più comuni sono il polistirene espanso, il PVC espanso e le resine fenoliche. Per installare un cappotto termico per l'isolamento si deve contattare una ditta o un professionista specializzato nel settore dell'efficienza energetica: infatti se i pannelli termoisolanti non sono fissati bene, la coibentazione non dura a lungo. Tenete a mente che per accedere agli ecobonus e alle agevolazioni fiscali si deve seguire un apposito iter burocratico.

Errori da evitare nella posa

La corretta posa di un cappotto termico per l'isolamento è fondamentale per la riuscita della coibentazione e per la sua durata nel tempo. L'errore più frequente è il fatto che i pannelli isolanti non vengano accostati bene l'uno all'altro. Se rimane dello spazio interstiziale, sarà riempito quando si stende il rasante di finitura superficiale: qui la rasatura avrà uno spessore maggiore e l'umidità verrà assorbita in maniera diversa, tanto che le giunture saranno visibili. In più in questi punti si avrà una maggiore dispersione termica. Se non è possibile riaccostare i pannelli isolanti, è necessario risolvere il problema riempiendo lo spazio interstiziale con schiuma isolante a bassa espansione prima di applicare il rasente di finitura. Se invece la finitura superficiale non aderisce adeguatamente a causa delle condizioni ambientali, il colore può non essere omogeneo oppure scivola via.

Gli errori nella tassellatura

Un altro errore nella posa del cappotto termico avviene con i tasselli, elementi che servono a impedire il distaccamento, soprattutto ai piani alti degli immobili, a causa del vento. In genere ne vengono inseriti nel cappotto termico circa 6 per metro quadro. Una cattiva messa in posa avviene quando la tassellatura penetra troppo e quindi non è allineata perfettamente con l'orlo esterno dei pannelli. Di conseguenza, in corrispondenza dei tasselli il rasente superficiale avrà uno spessore maggiore e in questo modo la tassellatura sarà visibile. Ciò è dovuto al fatto che la finitura assorbirà in modo diverso l'umidità. Per risolvere questo errore è necessario riallineare il filo esterno dei pannelli e quello della testa dei tasselli oppure incassare con strumenti appositi i tasselli dentro il cappotto per poi chiudere i fori con rondelle isolanti. Anche se si usano i tasselli bisogna applicare i pannelli con il collante: se questo non è posato bene, il cappotto termico si deforma.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra cappotto termico esterno e interno?
    Il cappotto esterno avvolge completamente l'edificio, eliminando quasi totalmente i ponti termici ed essendo più efficace, ma ha costi superiori. Il cappotto interno, invece, è installato sulle pareti interne, è meno costoso e permette di intervenire su singole stanze senza alterare la facciata esterna. Tuttavia, riduce leggermente la superficie abitativa interna e richiede attenzione alla gestione dell'umidità per evitare muffe. La scelta dipende dal budget, dalle esigenze abitative e dalla possibilità di modificare l'esterno dell'immobile.
  • Quanto durano i pannelli isolanti e quali materiali offrono le migliori prestazioni?
    La durata dipende dall'installazione corretta e dai materiali scelti. I pannelli ben posati possono durare decenni mantenendo le loro proprietà. Le categorie principali includono isolanti minerali (lana di roccia, argilla espansa) a basso impatto ambientale, naturali (sughero, lana di pecora) e sintetici (polistirene, PVC). Questi ultimi hanno bassa conducibilità termica ma un impatto ambientale maggiore. È fondamentale scegliere materiali certificati e farli installare da professionisti per garantire efficienza e longevità nel tempo.
  • È possibile installare il cappotto termico da soli o serve obbligatoriamente un professionista?
    Sebbene tecnicamente fattibile, l'installazione del cappotto termico richiede competenze specifiche per evitare errori critici come discontinuità nei pannelli o tassellatura errata. Inoltre, per accedere agli ecobonus e alle detrazioni fiscali, è necessario seguire iter burocratici rigorosi e rispettare norme tecniche stringenti. Un errore nella posa compromette l'efficacia isolante e può causare danni strutturali o umidità. Si consiglia vivamente di affidarsi a ditte specializzate in efficienza energetica per garantire risultati duraturi e conformità normativa.
  • Cosa succede se i pannelli del cappotto non vengono accostati correttamente?
    Se rimangono spazi tra i pannelli, il materiale di riempimento assorbe l'umidità in modo disomogeneo rispetto al resto della parete. Questo crea ponti termici locali, aumentando la dispersione di calore e riducendo l'efficienza energetica. Visivamente, le giunture risulteranno evidenti dopo la rasatura a causa delle differenze di spessore e assorbimento. Per correggere l'errore, è necessario colmare gli interstizi con schiuma isolante a bassa espansione prima di applicare il rasante, assicurando una superficie uniforme e continua.
  • Come si gestiscono correttamente i tasselli durante l'installazione del cappotto?
    I tasselli servono ad ancorare i pannelli, specialmente ai piani alti contro il vento, e se ne usano circa sei per metro quadro. L'errore comune è penetrare troppo con il tassello, creando sporgenze che rendono visibile la finitura superficiale e causano irregolarità nell'assorbimento dell'umidità. Per risolverlo, si devono riallineare i pannelli con la testa dei tasselli o incassarli accuratamente usando strumenti appositi, chiudendo poi i fori con rondelle isolanti. Ricordare che i pannelli vanno comunque incollati; il collante è essenziale per la stabilità strutturale.