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Calcestere e pavimentazioni esterne

Aggiornato il 16 gennaio 20174 capitoli4 domande frequenti
Calcestere pavimentazioni esterne

Cosa è il calcestere

Il calcestere, spesso utilizzato nella realizzazione di pavimentazione esterne, come ad esempio strade e sentieri outdoor, impianti e campi sportivi, vialetti nei giardini, è un prodotto granulare proveniente da cave. Frequentemente derivato da roccia calcarea, nel calcestere troviamo miscelati polvere fine e granelli lapidei poco più grandi di 2 centimetri. Generalmente può essere disponibile in due differenti tonalità di colore: una tipologia tendente al bianco scuro ed un'altra tipologia più chiara, quasi bianca. Il calcestere più scuro è composto da pietrisco calcareo mescolato a terra, è quest'ultima che conferisce alla pavimentazione esterna una colorazione più scura), ma questa scura colorazione, grazie al dilavamento pluviale, con il trascorrere del tempo si perde, diventando più chiara.

Dove si utilizza

Il calcestere è un ottimo prodotto adatto a molteplici utilizzi per la creazione di pavimentazioni esterne che trovano collocazione in tanti diversi ambiti. Frequentemente il calcestere viene usato nelle piste ciclabili pubbliche ed in quelle ciclopedonabili, nei sentieri e nelle strade di grandi e piccoli parchi nei territori comunali e regionali anche per il suo basso impatto ambientale e costi di manutenzione. È possibile realizzare in calcestere anche strade bianche carrabili e percorsi in macadam, una tipologia di pavimentazione stradale formata da pietrisco e materiale collante compresso. Rientra fra i suoi utilizzi il compimento di parcheggi pubblici e piazzali per la sosta di autovetture, di campi sportivi e più genericamente di impianti sportivi. Nel privato è usato come pavimentazione esterna nella realizzazione di viali e sentieri per giardini.

Dopo la posa

Il calcestere, straordinario nella realizzazione di vialetti pedonali, nel piano di calpestìo (anche miscelato con la sabbia) mostra un composto perfettamente amalgamato, che aderisce molto bene al terreno. Si dovrà stendere nella sua sede con una vibrofinitrice, per creare la giusta pendenza nei bordi e occorrerà lavorarlo con un rullo ed una piastra vibrante. Una volta posato su viali, sentieri o stradine che conducono ad una villetta, il calcestere viene reso compatto grazie alla percentuale di parti fini. Questo non rende il calcestere impermeabile, infatti, la presenza nel suo composto di parti più grossolane, permette all'acqua piovana di filtrare. Il calcestere, così composto, in parte da materiali fini ed in parte più grossi, rimane perfettamente compatto drenando in maniera ottimale l'acqua.

La manutenzione

La superficie della pavimentazione esterna realizzata con il calcestere, va controllata abbastanza regolarmente dagli attacchi delle erbe infestanti, che potranno attecchire soprattutto nei casi di scarso utilizzo della pavimentazione esterna stessa. Occorrerà anche controllare la presenza di abrasioni e di possibili solcature sulla superficie della pavimentazione, ripristinando la parte eventualmente rovinata. Il calcestere ha bassi costi di manutenzione, un basso impatto ambientale, una tenuta nel tempo durevole ed è semplice nella sua lavorazione. Poiché è formato da strati di differente granulometria stabilizzati e compattati da cilindratura, ne risulta un prodotto molto bello alla vista e, seppur polveroso nella stagione estiva, in grado di sostituire la classica ghiaietta. Tutte queste caratteristiche rendono il calcestere sempre più apprezzato ed utilizzato come pavimentazione esterna.

Domande frequenti

  • Il calcestere è permeabile? Come gestisce l’acqua piovana?
    Sì, il calcestere è un materiale permeabile e drenante. Grazie alla sua composizione mista, che include sia particelle fini che granelli lapidei di diametro inferiore ai 2 centimetri, l’acqua piovana riesce a filtrare attraverso la struttura senza ristagnare in superficie. Durante la posa, è fondamentale utilizzare vibrofinitrici e rulli per garantire una corretta compattezza: le parti fini legano il tutto mantenendo la stabilità strutturale, mentre gli elementi più grossolani creano micropori naturali. Questa caratteristica lo rende ideale per il drenaggio naturale, riducendo il rischio di formazione di pozzanghere e favorendo l’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo, tipico dei sistemi di pavimentazione sostenibili.
  • Come si effettua la posa in opera del calcestere?
    La posa richiede attrezzature specifiche per ottenere una superficie stabile e ben drenante. Innanzitutto, il materiale deve essere steso uniformemente utilizzando una vibrofinitrice, strumento essenziale per creare la corretta pendenza laterale necessaria allo smaltimento delle acque. Successivamente, è necessario compattare il manto con un rullo pesante e una piastra vibrante. Questa doppia fase di vibrazione e pressatura permette alle diverse granulometrie di amalgamarsi perfettamente, creando un piano di calpestio solido che resiste al traffico pedonale o veicolare leggero. Una corretta compattazione iniziale previene assestamenti futuri e garantisce la durata nel tempo della pavimentazione.
  • Quali sono i principali vantaggi del calcestere rispetto ad altre pavimentazioni?
    Il calcestere offre numerosi vantaggi economici, estetici e ambientali. Dal punto di vista economico, presenta costi di manutenzione estremamente contenuti e una lunga durata nel tempo. Ambientalmente, è sostenibile poiché deriva dall’estrazione di rocce calcaree locali e favorisce il drenaggio naturale delle acque, riducendo il carico sulle reti fognarie. Esteticamente, offre un aspetto rustico e naturale che si integra perfettamente con giardini, parchi e percorsi ciclopedonali. Inoltre, pur essendo polveroso d’estate, mantiene una consistenza stabile grazie alla stabilizzazione per cilindratura, sostituendo efficacemente la ghiaia libera che tende a disperdersi sotto le ruote o le scarpe.
  • È necessario mantenere il calcestere? Come si trattano le erbacce?
    Sebbene richieda poca manutenzione, il calcestere necessita di controlli periodici, specialmente nelle aree poco trafficate dove le erbe infestanti possono attecchire più facilmente. La cura principale consiste nell’eliminazione manuale o meccanica delle piante invasive per preservare l’integrità visiva e strutturale del manto. Inoltre, bisogna monitorare la presenza di abrasioni, solcature o zone di cedimento dovute al passaggio di veicoli pesanti; queste imperfezioni vanno tempestivamente ripulite e reintegrate con nuovo materiale per evitare che il problema si amplii. Un controllo regolare assicura che la superficie rimanga piana, sicura e funzionale per anni, sfruttando appieno la resistenza intrinseca del materiale.

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