Legna per camino

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Legna per camino

Con l'avvicinarsi della stagione invernale, ci si appresta ad accendere il caminetto. La legna per camino, però non è tutta uguale. Scopriamo quella più adatta.

di Redazione

22 ottobre 2013

Legna per camino

Se è vero che l'uso domestico del classico caminetto si sia sensibilmente ridotto nel corso degli ultimi decenni, è pur vero che l'utilizzo della legna da ardere resiste abbastanza bene. Chi ha la fortuna di avere un caminetto, infatti, non resiste al suo fascino ed ogni tanto lo accende, combinando - magari - la sua azione a quella del tradizionale impianto di riscaldamento. La legna è un ottimo combustibile naturale, soprattutto se viene utilizzata in stufe e caminetti efficienti e di ultima generazione. Cosa non meno importante, è una risorsa rinnovabile (sempre che venga ricavata da boschi o foreste coltivati esclusivamente per ottenere legna da ardere). La legna per camino, oltre ad essere largamente usufruibile, è, attualmente l'unico combustibile che non va ad incidere sul livello di anidride carbonica (co2) nell'atmosfera. Durante il processo di combustione, infatti. la legna rilascia nell'aria la stessa quantità di anidride carbonica che in precedenza è stata assorbita dagli alberi durante la loro crescita. Scegliere di riscaldarsi utilizzando la legna, dunque, significa anche proteggere l'equilibrio ambientale e climatico. Generalmente, quando si parla di legna per camino s'intendono ceppi di tronchi tagliati in modo specifico e ridotti in pezzi. Ma, come ci insegnano i nostri nonni che tenevano, la legna ordinatamente suddivisa, un pezzo di legna non vale un altro.C'è la legna che arde scoppiettando e facendo fumo, c'è quella che brucia molto lentamente. A seconda del tipo d'albero di provenienza, la legna ha maggiore, o minore, potere calorifico.

Come scegliere la legna da ardere

Quando si acquista della legna per camino bisogna tenere presente il tasso di umidità. L'umidità, infatti, influenza sensibilmente il potere calorifico. Se si brucia legna umida, parte del calore sprigionato si disperde durante il processo di evaporazione dell'acqua. Generalmente, la legna, se completamente asciutta, ha un potete calorifico uguale o superiore alle 4500 Kcalorie al Kg (ovviamente questo valore varia in base alla tipologia di legna). Dunque, se la legna è umida non solo brucia con difficoltà, ma non scalda neppure! Durante la prima fase della combustione, infatti, si assiste all'evaporazione dell'umidità residua del legno. E' una fase caratterizzata da un grande dispendio energetico che "ruba" calore,. Mai acquistare legna umida o bagnata. Rispetto alla legna secca risulta molto più pesante e, per dirla, in parole poche, si finirebbe per pagare dell'acqua allo stesso prezzo della legna da ardere. E' bene anche evitare di bruciare legna verde, ossia appena tagliata. Il motivo è semplice: la legna che non è stata sottoposta ad adeguata stagionatura può contenere fino a tre quarti di umidità rispetto alla massa. Ricordiamo, in proposito, che la legna è considerata secca quando è stata stagionata per almeno 18/24 mesi. e quando, di conseguenza, la legna contiene circa 150/200 gr d’acqua, ogni chilogrammo. La legna per camino dev'essere essiccata correttamente. Innanzitutto, dev'essere tagliata in pezzi non particolarmente grandi (in quanto asciugano prima rispetto ai ciocchi più grandi e dev'essere posta all'aperto, possibilmente sotto una tettoia.

Legna dolce e legna dura

Solitamente il legno viene classificato, in base alla provenienza, in legno duro ed in legno dolce. Il legno duro è quello che proviene dalle latifoglie, in particolare, da alberi decidui. Sono esempi di legna dura il faggio, il rovere,.il cerro, il carpino, la quercina ed il noce. Il legno dolce, invece, proviene da conifere (o sempreverdi). Gli esempi più comuni di legna dolce sono rappresentati dall'abete, dal pino e dal larice. La legna dolce brucia velocemente e si accende con facilità. E' l'ideale, dunque, per accendere il camino. In relazione al peso, tutta la legna per camino conta sullo stesso potere calorifico, ma essendo il legno duro più denso, brucia più lentamente e riesce a produrre più calore in rapporto al volume. Molto spesso la legna dura è anche legna resinosa. Durante la combustione, questo tipo di legna, produce molta fuliggine.

Domande frequenti

  • Qual è il tasso di umidità ideale per la legna da camino?
    La legna da camino deve essere perfettamente asciutta per garantire il massimo rendimento termico. Si considera secca quando è stata stagionata per almeno 18-24 mesi e presenta un contenuto idrico tra 150 e 200 grammi per chilogrammo. Bruciare legna umida o appena tagliata è controproducente: gran parte del calore generato viene disperso per evaporare l'acqua contenuta nel legno, riducendo drasticamente il potere calorifico. Inoltre, la legna bagnata è più pesante, quindi pagheresti acqua al prezzo della legna, e tende a produrre molto fumo e fuliggine.
  • Come distinguere tra legna dura e legna dolce?
    La distinzione principale risiede nella specie arborea da cui proviene. La 'legna dura' deriva da latifoglie decidue come faggio, rovere, cerro, carpino e quercia; è densa, brucia lentamente e offre un calore costante e duraturo. La 'legna dolce', invece, proviene da conifere sempreverdi come abete, pino e larice. Questa categoria si accende facilmente e brucia rapidamente, rendendola ideale come materiale d'accensione iniziale. Tuttavia, alcune legne dure possono essere resinose e produrre più fuliggine durante la combustione.
  • Quanto tempo devo aspettare prima di usare la legna tagliata?
    È fondamentale rispettare tempi di stagionatura adeguati per abbassare l'umidità residua. Una regola generale indica che la legna necessita di almeno 18-24 mesi di stagionatura prima di essere considerata pronta per l'uso. Durante questo periodo, il legno perde gradualmente l'acqua interna. Accorciare questi tempi comporta rischi significativi: la legna verde o poco stagionata brucerà male, produrrà fumo nero, sporcherà il camino e fornirà meno calore del necessario, sprecando risorse economiche.
  • Perché la legna secca scalda meglio di quella umida?
    Il principio fisico alla base riguarda l'energia necessaria per cambiare stato all'acqua. Quando si brucia legna umida, una parte significativa del calore sviluppato dalla combustione viene immediatamente consumata per trasformare l'acqua liquida in vapore (evaporazione). Questo processo sottrae energia termica che altrimenti andrebbe a riscaldare l'ambiente. Al contrario, la legna secca (con umidità bassa) trasmette quasi tutto il suo potenziale energetico sotto forma di calore utile, garantendo un potere calorifico superiore, spesso pari o superiore a 4500 kcal/kg.
  • Come deve essere conservata la legna per mantenerla asciutta?
    La corretta conservazione è essenziale per preservare le qualità della legna. I ceppi devono essere tagliati in pezzi di dimensioni gestibili, poiché si asciugano più velocemente rispetto ai blocchi massicci. È fondamentale riporre la legna all'aperto, ma sempre sotto una tettoia o un telo impermeabile per proteggerla dalla pioggia diretta e dall'umidità del suolo. Assicurarsi che circoli aria intorno al cumulo favorisce l'essiccazione naturale. Evitare di accumulare legna direttamente a contatto con il terreno per prevenire marciumi e assorbimento di umidità capillare.