Cos'è la ticchiolatura

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Ticchiolatura

La ticchiolatura è una malattia che colpisce piante ornamentali e da frutto che fa parte delle malattie crittogamiche, più comunemente conosciuta come 'malattia dalla macchia nera'.

di Redazione

17 settembre 2013

Cos'è la ticchiolatura

Probabilmente una delle malattie più comuni e facilmente distinguibili anche da un occhio poco o per nulla esperto. Si presenta sotto forma di macchie brune sulle foglie che tendono a seccare, e come dei veri e propri buchi sui frutti. Famose sono le macchie scure sui petali delle rose che appaiono nel periodo estivo-autunnale, che diventano macchie quasi vellutate che portano alla caduta definitiva del petalo e la conseguente morte del fiore Essa si sviluppa prevalentemente durante i periodi umidi dell'anno, e quando è quasi, o totalmente, assente un idoneo riciclo d'aria nell'ambiente in cui dimorano e vivono le piante. Da ciò è semplice intuire come il periodo più favorevole alla comparsa di ticchiolatura è l'autunno, ma può verificarsi anche durante le primavere fesche e caratterizzate da molta pioggia, soprattutto dalla fase di fioritura fino al primo sviluppo del frutto. La ticchiolatura su piante ornamentali è dovuta alla presenza di alcuni tipi di funghi che fanno parte delle famiglie della marssonina e diplocarpon, mentre la comparsa sulle piante da frutto è legata alla presenza di altri funghi facenti parte questi del genere venturia. Tra tutte le piante, quelle più soggette all'attacco di questi funghi sono le rosacee da frutto, in modo particolare le rose, il pero ed il melo. Non sono immuni neanche gli alberi ad alto fusto, con una maggiore predisposizione da parte dei salici e dei pioppi. Ciò che più viene colpito da questa malattia sono le foglie della piante, ma anche fusto e frutti non possono considerarsi immuni dalla ticchiolatura. La cura per la ticchiolatura sta principalmente su una buona prevenzione fatta di potatura dei rami infettati dai funghi.

Cause e sintomi e della ticchiolatura

Sul melo, che è l'albero più soggetto a ticchiolatura, la comparsa è dovuta alla presenza del fungo Venturia inaequalis. La malattia si manifesta su foglie, fiori e frutti sotto forma di macchie marrone scuro che tendono a seccare. Le stesse macchie si riscontrano anche sui frutti che sotto l'effetto della malattia tendono a spaccarsi. Il periodo più critico per la piante è quello primaverile che va dalla fiorita a quando il frutto assume le dimensioni all'incirca di una noce, è proprio in questo periodo infatti che un periodo prolungato di pioggia può favorire l'ambiente ideale per la proliferazione del fungo incriminato. Anche per il pero valgono gli stessi sintomi descritti per il melo, con la differenza che a causarne la malattia è il fungo Venturia pirina. Il nespolo è un'altra pianta fortemente soggetta alla malattia. Essa è causata dal fungo Fusicladium eriobotryae. La malattia va ad intaccare i rami ancora giovani e le foglie con delle tacce brune che si evolvono e sviluppano come dei veri e propri cancri. Tutto questo porta alla perdite delle foglie da parte dell'albero.

Rimedi e cure naturali contro la ticchiolatura

La prima regola contro questa malattia è un'azione tempestiva e preventiva. Bisogna eliminare tutte le possibili fonti di infezione potando i rami che presentano i primi sintomi della malattia in moda da favorire anche una ottimale circolazione dell'aria tra i rami e le foglie. Bisogna accertarsi di non esagerare con l'irrigazione garantendo un ottimo drenaggio dell'acqua per evitare pericolosi ristagni. Raccogliere tutte le foglie ed i frutti caduti avendo cura di eliminare tutto ciò che è stato infettato è importantissimo in quando i funghi patogeni sopravvivono all'inverno sotto forma di spore sulle foglie cadute. Se proprio si vuole usare prodotti totalmente naturali si può provare con i decotti o infusi a base di ortica o equiseto. Le piante ne troveranno subito grande beneficio.

Rimedi chimici contro la ticchiolatura

In caso di infestazioni violente ed impossibili da debellare con i sistemi naturali, bisogna intervenire con prodotti chimici studiati appositamente per la lotta a questa malattia, anche se questa è già in corso. Sostanzialmente si adoperano la poltiglia bordolese o prodotti a base di rame, con applicazioni ripetute ed a cadenza prestabilita così come riportato sulle confezioni da parte delle casi produttrici, da eseguirsi soprattutto nella fase di pausa vegetativa. Oltretutto questi metodi sono consentiti nella cultura biologica, quindi si ha la certezza di non arrecare danni all'ambiente ed a noi stessi.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della ticchiolatura sulle diverse parti della pianta?
    La ticchiolatura si manifesta inizialmente con macchie bruno-scure o nere sulle foglie, che col tempo tendono a seccare e ingiallire. Sugli steli e sui frutti, invece, compaiono lesioni simili a verruche o crepe; nei frutti di melo e pero, queste lesioni possono causare deformazioni e spaccature, rendendoli immangiabili. Sulle rose, i petali sviluppano macchie vellutate nere che portano rapidamente alla loro caduta. È fondamentale intervenire precocemente: notare questi segni significa che il fungo ha già colonizzato i tessuti, compromettendo la fotosintesi e la qualità del raccolto.
  • Come prevenire la ticchiolatura senza usare prodotti chimici?
    La prevenzione naturale si basa sulla gestione ambientale e sull'igiene del giardino. Inizia raccogliendo e distruggendo (bruciandoli o gettandoli nei rifiuti organici) tutte le foglie cadute a terra in autunno, poiché i funghi svernano lì come spore. Assicurati che le piante abbiano una buona circolazione dell'aria potando i rami interni per evitare ristagni di umidità. Evita l'irrigazione a pioggia sopra le foglie; preferisci l'irrigazione al piede per mantenere il fogliame asciutto. Infine, puoi spruzzare decotti di equiseto o ortica, che agiscono come antifungini naturali e rinforzano le difese della pianta.
  • Quando è il momento giusto per trattare la ticchiolatura con prodotti a base di rame?
    Il trattamento con prodotti rameici, come la poltiglia bordolese, è efficace sia in fase preventiva che curativa precoce. L'applicazione principale va fatta durante la 'pausa vegetativa', ovvero in inverno quando le piante sono spoglie, per ridurre la carica infettiva residua. Successivamente, si interviene alla fine dell'inverno e all'inizio della primavera, appena si aprono le gemme, prima che inizi la fioritura. Ripeti i trattamenti seguendo le indicazioni del produttore, specialmente dopo forti piogge, poiché l'umidità favorisce la diffusione delle spore. Questi prodotti sono ammessi in agricoltura biologica.
  • Perché la ticchiolatura colpisce maggiormente meli, peri e rose?
    Queste piante appartengono alla famiglia delle Rosacee, che sono particolarmente sensibili agli specifici funghi patogeni responsabili della malattia. Il melo è attaccato da *Venturia inaequalis*, il pero da *Venturia pirina* e le rose da *Diplocarpon rosae*. Queste specie hanno sviluppato una relazione ecologica stretta con tali microrganismi, che trovano nelle loro foglie e frutti le condizioni ideali per germinare e diffondersi. Inoltre, la struttura stessa delle foglie e la densità della chioma in molte varietà ornamentali e da frutto creano microclimi umidi e poco ventilati, perfetti per lo sviluppo delle infezioni crittogamiche.
  • Posso salvare i frutti colpiti da ticchiolatura?
    Generalmente, i frutti gravemente colpiti non sono commestibili o hanno un valore commerciale nullo. Le lesioni sulla buccia compromettono l'integrità del frutto, permettendo l'ingresso di altri patogeni secondari che causano marciumi. Nel caso del melo e del pero, le deformazioni rendono il frutto irregolare e spesso legnoso. Tuttavia, se le macchie sono molto superficiali e lievi, tecnicamente il frutto interno potrebbe essere sano, ma il rischio di deterioramento rapido è alto. Per la salute generale della pianta, è consigliabile rimuovere i frutti infetti per interrompere il ciclo riproduttivo del fungo e prevenire la reinfezione l'anno successivo.