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Frutti di bosco coltivazione

Aggiornato il 03 ottobre 20133 capitoli5 domande frequenti
frutti di bosco

I frutti di bosco

I frutti di bosco sono i piccoli frutti che crescono nel particolare micro clima umido che si viene a creare nel sottobosco. Quando si parla di frutti di bosco, generalmente, si è soliti intendere un gruppo di frutti, di piccole dimensioni, alquanto eterogeneo composto da lamponi, more, rovi, fragoline, mirtilli, ribes e uva spina. Si tratta di piante di piccole dimensioni, che possono anche essere molto diverse tra di loro. Lamponi e fragole, sono considerate piante vivaci, ovvero nei periodi caratterizzati da freddo intenso o siccità, tendono a perdere la parte aerea o vanno in riposo vegetativo; altre piante, come ribes e mirtilli, presentano invece le tipiche caratteristiche dei piccoli arbusti, mentre altre piante ancora, come i rovi, si presentano come piante infestanti rampicanti o prostrate. Generalmente, in giardino, si è soliti coltivare i lamponi, i mirtilli (in particolare il mirtillo gigante americano) e le more. Lampone e mirtilli si presentano come arbusti cespugliosi. Le more, invece,crescono su un arbusto (il rovo, appunto).

Clima e terreno

Per quanto riguarda il clima ed terreno, i frutti di bosco, non hanno particolari esigenze. Pur prediligendo i climi miti, tuttavia sopportano abbastanza bene il freddo. E' dunque consigliabile non coltivare i frutti di bosco in aree caratterizzate da un'altitudine troppo elevata. Non si dovrebbero mai superare i 1.300 metri, in quanto, continui ed eccessivi abbassamenti termici potrebbero causare problemi durante il processo di maturazione dei frutti. Se la situazione climatica è particolarmente difficile, si può predisporre un'idonea copertura che servirà ai proteggere le piante dagli agenti atmosferici più severi. I frutti di bosco vanno coltivati in un luogo ben esposto alla luce del sole e, soprattutto, riparato dai venti. Il terreno più adatto alla coltivazione dei frutti di bosco si presenta soffice, ben drenato e fresco. Inoltre, il terreno, che dovrà essere preparato almeno un mese prima della messa a dimora dei frutti, con stallatico maturo, dovrà essere molto ricco di sostanze organiche nutritive. . Il terreno, ovviamente, dovrà anche essere liberato da eventuali piante infestanti. L'impianto a spalliera è il più adatto per la coltivazione dei frutti di bosco. Chi non disponesse di un terreno o un giardino, può optare per la coltivazione in vaso.

Pratiche colturali

Il periodo migliore per mettere a dimora i piccoli arbusti coincide con i mesi autunnali e primaverili. Le piantine andranno posizionate almeno ad una distanza di circa 40/50 cm l’una dall'altra, Se lo spazio non manca, è consigliabile lasciare almeno un metro. I filari, ossia la struttura composta da pali e fili di ferro, devono, invece, distanziare l'uno dall'altro circa 2 metri. Al fine di evitare lo sviluppo, in prossimità delle piantine o lungo il filare, di erbe infestanti, è possibile effettuare un intervento di pacciamatura utilizzando il classico polietilene nero (in grado di garantire un eccellente controllo delle malerbe). La pacciamatura può essere praticata durante tutto l’anno. In questo modo, oltre a mantenere la necessaria umidità, si favorirà anche il processo d'assorbimento delle diverse sostanze nutritive. I frutti dei piccoli arbusti compaiono solo sui rami giovani (ossia con un'età di un anno). Per questo motivo, con l'arrivo dell'autunno, i rami che in precedenza hanno già fruttificato dovranno essere tagliati alla base. I polloni giovani, invece, devono essere diradati sul finire dell'estate.In questo modo essi lasceranno spazio a quelli più vigorosi. In inverno, può essere praticato un intervento di potatura finalizzato all'eliminazione dei rami secchi, spezzati o attaccati da agenti patogeni. In estate, invece, s'interverrà per diradare la vegetazione. I frutti di bosco, non necessitano di un'eccessiva quantità d'acqua. Gli interventi di annaffiatura, dunque, dovranno essere effettuati solamente quando il terreno risulta assolutamente asciutto. Durante la fruttificazione, invece, dovranno essere più regolari e frequenti. Da evitare l'irrigazione a pioggia: può causare danni alla parte aerea delle piante e favorire l'insorgere di infezioni patogene.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare i frutti di bosco?
    Il momento ideale per mettere a dimora le piantine di lamponi, more, mirtilli e altri piccoli frutti è durante i mesi autunnali o primaverili. In queste stagioni, le temperature sono miti e favoriscono l'attecchimento delle radici senza lo stress termico estivo o il gelo invernale intenso. Prima della messa a dimora, è fondamentale preparare il terreno liberandolo dalle infestanti e arricchendolo con stallatico maturo per garantire una buona dotazione di sostanza organica. Questo approccio assicura alle piante una partenza sana e robusta, permettendo loro di stabilizzarsi rapidamente prima delle fasi critiche di crescita.
  • Come si effettua correttamente la potatura dei lamponi e delle more?
    La gestione della chioma è cruciale perché questi frutti producono sui rami di un anno. Dopo la raccolta, in autunno, bisogna tagliare alla base tutti i rametti che hanno già fruttificato, poiché non daranno più frutti. Contemporaneamente, si procede al diradamento dei polloni giovani, lasciando solo quelli più vigorosi per l'anno successivo. In inverno, si eliminano i rami secchi, spezzati o danneggiati da malattie. Questa pratica non solo mantiene la pianta ordinata, ma concentra le energie sulla produzione futura, evitando che la vegetazione diventi troppo fitta e soggetta a patologie.
  • Che tipo di terreno e esposizione richiedono i frutti di bosco?
    Questi arbusti preferiscono posizioni soleggiate e riparate dai venti forti, che potrebbero danneggiare fiori e frutti. Per quanto riguarda il suolo, è essenziale che sia soffice, fresco e soprattutto ben drenato; i ristagni idrici sono pericolosi per le radici. L'altitudine ideale non supera i 1.300 metri, poiché gelate tardive o sbalzi termici eccessivi possono compromettere la maturazione. Se il terreno naturale non è ottimale, si può intervenire aggiungendo materia organica o coltivando in vaso, utilizzando un substrato specifico ricco di torba e nutrienti, specialmente per specie acidofile come i mirtilli.
  • È necessario irrigare frequentemente i frutti di bosco?
    In generale, i frutti di bosco non richiedono grandi quantità d'acqua, ma l'umidità del terreno deve essere controllata attentamente. Le annaffiature sono necessarie solo quando il suolo risulta completamente asciutto, facendo attenzione a non inzuppare le radici. Durante il periodo di fruttificazione, le irrigazioni devono diventare più regolari e frequenti per garantire la qualità del raccolto. È fortemente sconsigliata l'irrigazione a pioggia: bagnare le foglie favorisce lo sviluppo di funghi e muffe. Meglio preferire l'irrigazione al piede o a goccia, mantenendo il terreno umido ma non zuppo.
  • A cosa serve la pacciamatura e come va applicata?
    La pacciamatura, spesso realizzata con teli in polietilene nero o materiale organico, è una pratica benefica che si può mantenere tutto l'anno. Il suo scopo principale è bloccare la crescita delle erbe infestanti, riducendo la competizione per acqua e nutrienti. Inoltre, aiuta a conservare l'umidità del suolo, limitando l'evaporazione, e regola la temperatura intorno alle radici. Questo facilita l'assorbimento degli elementi nutritivi somministrati tramite concimazione. Applicare uno strato adeguato di pacciame attorno alle piante migliora significativamente il microclima radicale, rendendo la coltivazione più gestibile e produttiva.

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