pavimento in resina

Pavimentazioni

Pavimenti in resina

In italia non è molto diffuso il pavimento in resina, soprattutto perché non si conoscono abbastanza le sue caratteristiche. Ecco dunque una guida completa sui pavimenti in resina e cosa sapere su di essi.

di Redazione

29 novembre 2013

Progettazione di un pavimento in resina

Per prima cosa occorre specificare che il pavimento in resina non è affatto un pavimento prefinito, il quale deve semplicemente essere posato. Proprio la posa in opera infatti risulta alquanto particolare, e per questo necessita di una progettazione adeguata. In questa fase occorre tener presenti molti aspetti, come ad esempio la resistenza chimico-fisica che il committente pretende da tale sistema, il supporto sul quale applicarlo e infine, non meno importante, l'aspetto estetico.

Perché scegliere questo pavimento

Non si sbaglia se si afferma che è impossibile riprodurre due pavimenti in resina identici l'uno all'altro. Questo tipo di rivestimento infatti è unico, il che è di per sé un vantaggio, dal momento che la propria casa non sarà mai uguale a quella di un vicino che ha scelto lo stesso stile. Inoltre è possibile scegliere tra molti effetti, come ad esempio lo spatolato, il monocromatico o il nuvolato. Una volta operata tale scelta poi si potrà scegliere una resina particolare, grazie alla quale ottenere una specifica brillantezza sulla superficie, passando dal liscio al ruvido, o magari all'opaco.

Pulizia

Non è richiesto l'uso di alcun prodotto specifico per la pulizia della resina, dal momento che essa è impermeabile, e dunque non assorbe alcuna sostanza. Tutto ciò che andrà ripulito si trova in superficie, lasciando la profondità intatta, e dunque non soggetta a deterioramenti. Proprio per questo i pavimenti in resina sono tra i più igienici, anche grazie alla superficie molto omogenea, che non lascia spazi a fughe di alcun tipo. Inoltre sono atossici e inodore, consentendo in questo modo di lasciar liberi i bambini di giocarci senza alcun pericolo. I pavimenti in resina in pratica potranno essere senza alcun problema le superfici sulle quali i propri figli cresceranno sereni. Capita però che negli anni l'aspetto del proprio pavimento possa subire dei gravi cambiamenti a causa dell'usura. In questo caso sarà possibile riportare la superficie in resina al suo stato originale senza doverla necessariamente smembrare. Se invece si preferisce acquistare un nuovo pavimento in resina, sarà possibile sovrapporre questo strato al precedente, sfruttando l'esiguità del prodotto, senza generare dislivelli.

Riscaldamento

Se si intende installare un sistema di riscaldamento al di sotto della pavimentazione, la posa in opera di uno strato in resina è di certo la soluzione più adatta, grazie soprattutto al suo esiguo spessore. Il riscaldamento inoltre è favorito dalla natura plastica della resina che, nonostante la trasmissione di calore, non consentirà la formazione di crepe.

Segni del tempo

Il logorio del tempo sarà più visibile su quei pavimenti in resina lucidi e uniformi, dove purtroppo anche le più piccole imperfezioni tenderanno a farsi notare. Se invece si opta per un pavimento opaco o magari spatolato, tale problema verrà ridotto drasticamente. Tutto dipende dal tipo di vita che si conduce. Un single ad esempio può optare tranquillamente per la prima scelta, mentre una casa piena di bambini di certo non farà durare a lungo l'integrità di un pavimento in resina lucido.

Posa in opera

La posa di questo pavimento è molto semplice, ma non è possibile effettuarla su tutti i tipi di fondo. Occorre dunque valutare attentamente lo strato sottostante. Non sono affatto idonei ad esempio dei pavimenti che presentano crepe, rotture o magari dei leggeri avvallamenti. In caso di situazioni del genere sarà impossibile effettuare la posa, a meno che non si operi preventivamente, procedendo all'eliminazione di qualsiasi imperfezione.

Esposizione al sole

Se il pavimento che si intende posare dovrà essere esposto a lungo ai raggi del sole, si consiglia di stare alla larga dalle resine epossidiche, dal momento che la loro resistenza ai raggi UV è decisamente scarsa. In questo caso dunque si rischia di ritrovarsi, nel giro di pochi anni, con un pavimento chiaramente ingiallito. Se però è proprio questo il pavimento che desiderate, è possibile ovviare a tale problema utilizzando dei semplici additivi, specifici contro i raggi UV.

Domande frequenti

  • È possibile posare la resina sopra il vecchio pavimento esistente?
    Sì, una delle grandi vantaggi della resina è la possibilità di essere applicata direttamente sopra il manto preesistente, purché quest'ultimo sia stabile e privo di difetti strutturali. Lo spessore esiguo della resina evita la creazione di dislivelli fastidiosi tra ambiente interno ed esterno o tra stanze diverse. Tuttavia, è fondamentale verificare che il supporto non presenti crepe, rotture o avvallamenti significativi; in tal caso, sarà necessario intervenire preventivamente per livellare e riparare il fondo, altrimenti la resina risentirà delle imperfezioni sottostanti.
  • Come si pulisce un pavimento in resina e quali prodotti usare?
    La pulizia è estremamente semplice grazie all'impermeabilità e alla superficie omogenea priva di fughe, che impedisce l'accumulo di sporco e batteri. Non servono detergenti specifici: basta acqua e, se necessario, un comune detersivo neutro. Poiché la resina non assorbe sostanze, tutto lo sporco rimane in superficie e viene rimosso facilmente, rendendo il pavimento altamente igienico. Attenzione però a evitare acidi forti o abrasivi aggressivi che potrebbero opacizzare la finitura nel tempo, specialmente se si opta per effetti lucidi.
  • La resina è adatta per il riscaldamento a pavimento?
    Assolutamente sì, anzi, è una delle soluzioni migliori. La resina ha un ottimo coefficiente di conduzione termica, permettendo al calore di salire rapidamente verso l'ambiente abitativo. Inoltre, la sua natura elastica e plastica le permette di dilatarsi e contrarsi insieme allo strato di calcestruzzo sottostante durante le variazioni di temperatura, evitando così la formazione di crepe che spesso affliggono materiali più rigidi come la ceramica. L'esiguo spessore contribuisce ulteriormente a una risposta termica immediata.
  • Quale tipo di resina scegliere per ambienti molto illuminati dal sole?
    Bisogna fare attenzione alle resine epossidiche standard, poiché hanno una resistenza ai raggi UV molto bassa e tendono a ingiallire rapidamente se esposte alla luce diretta del sole. Per balconi, terrazzi o stanze con grandi vetrate, è consigliabile optare per resine poliuretaniche o epossidiche modificate con additivi specifici anti-UV. Questi additivi proteggono il colore e mantengono l'integrità estetica del pavimento nel tempo, prevenendo quel fastidioso ingiallimento che rovinerebbe l'aspetto iniziale.
  • Come gestire l'usura e i graffi nel tempo?
    L'usura è inevitabile, ma la resina offre una grande comodità: non va sostituita interamente. Se la superficie perde lucentezza o presenta piccoli segni, è possibile carteggiarla leggermente e riapplicare un nuovo strato di finitura (top coat) per ripristinarla come nuova. Per chi ha bambini piccoli o animali domestici, è saggio evitare finiture troppo lucide e uniformi, che mostrano ogni graffio; preferire effetti spatolati, nuvolati o opachi nasconde meglio i segni del tempo e dell'uso quotidiano.