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Verifiche impianti elettrici

Aggiornato il 30 gennaio 20144 capitoli5 domande frequenti
impianti elettrici

Le verifiche degli impianti elettrici: informazioni preliminari

Secondo la normativa CEI e il DPR 462 del 2001, è obbligatorio un regolare e periodico controllo degli impianti elettrici, per evitare danni a persone e cose. I controlli devono essere eseguiti da tecnici specializzati, che dopo specifici test, stabiliranno se gli impianti sono a norma, rilasciando il certificato di conformità. I datori di lavoro sono tenuti a richiedere tali controlli ogni cinque anni. Il certificato di omologazione rilasciato va poi spedito alla sede competente territoriale (Arpal). Se invece sono presenti impianti e sistemi elettrici con pericolo potenziale di incendio, la verifica va fatta ogni due anni. La richiesta di controllo va inoltrata alla sede Arpal della propria città, o a qualsiasi altro Ente autorizzato. Il certificato di conformità va obbligatoriamente esposto sul luogo di lavoro, ed esibito ad eventuali controlli delle Autorià competenti. I datori di lavoro sono tenuti a sostenere le spese relative alla verifica degli impianti in atto.

Quali sono gli impianti elettrici che richiedono regolare verifica?

Secondo la normativa del DPR 2001, gli impianti che necessitano di regolare e periodica revisione sono quelli che potrebbero provocare incendi ed esplosioni, tutti i sistemi di messa a terra e i dispositivi volti a proteggere cose e persone dalle scariche elettriche provocate dagli agenti atmosferici. Le verifiche devono essere affidate a ditte competenti e di comprovata esperienza. Dall'anno 2002, tuttavia, sono state introdotte delle modifiche al DPR precedente. Prima, i test erano effettuati a carico dell'ASL, mentre dal 2002 è il datore di lavoro che deve provvedere alle spese necessarie. E' obbligatoria la verifica biennale per tutti gli impianti a terra e quelli con pericolo di esplosione ed incendio, per gli impianti elettrici a terra e per i dispositivi soggetti a scarica elettrica provocata da agenti atmosferici avversi. In tutti gli altri casi, la verifica va fatta ogni 5 anni.

Quali sono le attività che richiedono la verifica periodica degli impianti elettrici?

Esistono delle realtà dove le verifiche sono nello stesso tempo necessarie ed obbligatorie. Rientrano in questa categoria tutti i cantieri che hanno al loro interno impianti elettrici potenzialmente rischiosi e sitemi volti alla costruzione o alla demolizione di edifici. Inoltre, troviamo i locali pubblici e di intrattenimento, come bar, teatri, cinema e musei. Per quanto riguarda alberghi, motel e luoghi di pernottamento, le verifiche degli impianti elettrici sono obbligatorie se essi superano i 25 posti letto e una capienza interna di 100 persone. Ovviamente, tutti gli istituti di istruzione rientrano a pieno nella categoria. Ospedali, istituti di cura ed assistenza alla persona, carceri ed ospizi devono richiedere tale verifica ogni due anni. I proprietari degli edifici che prevedono l'utilizzo o il deposito di materiale infiammabile sono obbligati a fare la verifica elettrica ogni due anni, così come i datori di lavoro a capo di aziende e cantieri con potenziale pericolo di incendio. Infine, sono tenuti a richiedere regolare verifica anche tutti i locali finalizzati alla riablitazione, ai trattamenti estetici e medici.

Quali sono le conseguenze dell'inosservanza di tali verifiche?

Oltre a costituire una fonte di pericolo molto grave, l'inosservanza delle regolari verifiche degli impianti elettrici comportano anche pesanti sanzioni penali e pecuniarie. Le Autorità competenti, sono nel pieno diritto di controllare in qualsiasi momento la situazione degli impianti di un particolare edificio. Di conseguenza, il datore di lavoro dovrà esibire alla richiesta delle stesse, il certificato di conformità. Le eventuali inosservanze sono registrate dall'Ispettorato del Lavoro, dai Nas e dall'Ispesl. E' molto importante che il datore di lavoro conservi con cura tutti i certificati di omologazione rilasciati. La mancata adesione agli standard di conformità, nello specifico, comporta un arresto fino a 90 giorni oppure una pena pecuniaria che varia dai 258,23 Euro ai 1.032,91 Euro, secondo le Norme previste dall'Articolo 9, comma 2 del DPR 462/01. Se invece gli impianti elettrici non rispondono ai requisiti di conformità stabiliti dagli Articolo 32 e 35 del Decreto Legislativo 626 del 1994, si incorre nell'arresto fino a 6 mesi e in una multa compresa tra i 1.549,37 Euro e i 4.131,66 Euro. Tali sanzioni vengono applicate sia al datore di lavoro che a tutte le persone direttamente responsabili del mancato controllo.

Domande frequenti

  • Con quale frequenza devo effettuare le verifiche periodiche degli impianti elettrici?
    La frequenza dipende dalla tipologia di impianto e dal rischio associato. Per gli impianti che presentano pericolo potenziale di incendio o esplosione, nonché per quelli con sistemi di messa a terra e protezione contro le scariche atmosferiche, la verifica è obbligatoria ogni due anni. Per tutti gli altri impianti elettrici che non rientrano in queste categorie specifiche, il periodo di validità della verifica si estende a cinque anni. È fondamentale distinguere bene la natura dell'impianto per rispettare correttamente le scadenze normative e garantire la sicurezza continua.
  • Chi è tenuto a pagare e a organizzare le verifiche degli impianti elettrici?
    Dal 2002, la responsabilità economica e organizzativa grava interamente sul datore di lavoro. Non spetta più all'ASL o ad enti pubblici coprire questi costi, ma è compito del titolare dell'attività o del proprietario dell'immobile assicurare che i controlli vengano eseguiti da tecnici specializzati e abilitati. Il datore di lavoro deve inoltre esporre il certificato di conformità ottenuto presso il luogo di lavoro e custodirlo con cura, poiché dovrà esibirlo in caso di ispezioni da parte delle autorità competenti come l'Ispettorato del Lavoro o i NAS.
  • Quali tipologie di attività o edifici sono soggette a verifiche più stringenti?
    Le verifiche periodiche sono obbligatorie per una vasta gamma di strutture ad alto affollamento o rischio. Tra queste figurano cantieri edili, locali pubblici come bar, teatri, cinema e musei, nonché istituti di istruzione. Per alberghi e motel, l'obbligo scatta se superano i 25 posti letto o una capienza interna di 100 persone. Inoltre, ospedali, case di cura, carceri, ospizi e laboratori di riabilitazione o estetici devono sottoporsi a controlli rigorosi, spesso con cadenza biennale, data la presenza di utenti vulnerabili o materiali infiammabili.
  • Cosa succede se non si effettuano le verifiche elettriche obbligatorie?
    L'inosservanza delle norme comporta gravi sanzioni penali e amministrative. Chi non rispetta gli standard di conformità previsti dall'Articolo 9 del DPR 462/01 rischia un arresto fino a 90 giorni o una multa tra i 258,23 € e i 1.032,91 €. Se invece si violano gli articoli 32 e 35 del D.Lgs. 626/1994 sulla sicurezza sul lavoro, la pena può arrivare fino a 6 mesi di arresto e multe che variano da 1.549,37 € a 4.131,66 €. Queste sanzioni colpiscono sia il datore di lavoro sia i responsabili diretti del mancato controllo.
  • A chi devo rivolgermi per ottenere il certificato di conformità?
    Le verifiche devono essere effettuate esclusivamente da tecnici specializzati e ditte competenti dotate dei requisiti richiesti dalla normativa CEI. Una volta completati i test necessari, il tecnico rilascerà il certificato di conformità (omologazione). Questo documento va inviato alla sede territoriale competente dell'ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del proprio territorio) o a un Ente autorizzato. Conservare copia del certificato è essenziale per dimostrare la regolarità dell'impianto in caso di controlli ufficiali.

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