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norme tecniche delle costruzioni

Le norme che sottendono ad una costruzione, sono raccolte in un decreto emanato nel duemilanove, che interessa sia il territorio che i materiali edili usati.

di Redazione

16 luglio 2013

Norme tecniche costruzioni

Per effettuare delle costruzioni, esistono delle normative precise, alle quali bisogna rifarsi per legge. L’ultima normativa, appartiene al decreto legge del duemilacinque: essa ha apportato numerose modifiche e innovazioni, come il concetto di prestazionalità di un determinato luogo, o quello di durabilità delle opere stesse. Le norme tecniche sono state aggiornate al duemilanove e raccolgono una serie di leggi che sono state varate dal Ministero degli Interni e dei Trasporti, dalla Protezione Civile e dal Ministero degli Interni. Le norme vengono raccolte in un testo unico, e interessano sia i princ8ipi a cui fare riferimento per la costruzione, sia le normative inerenti la meccanica, la durevolezza, la resistenza, l’utilizzo di determinati materiali. Le norme, sono state varate per rispettare dei principi di sicurezza, relative allo stabile che verrà edificato. Le norme vanno applicate anche agli edifici in costruzione, o a quelli già edificati. Questo per un maggiore controllo ed una maggiore sicurezza. Le norme, sono utili per garantire la durevolezza dello stabile, soprattutto in caso di eventi sismici, o calamità atmosferiche di ogni genere. Tutte le costruzioni devono rispettare delle normative che interessino de principi di durabilità, antincendio, antisismico, e di incolumità per la pubblica sicurezza. Tutte le costruzioni che non rispettano le normative, non solo mettono a repentaglio la sicurezza e l’incolumità delle popolazioni, ma creano e innescano dei meccanismi negativi con il territorio sui quali vengono posizionati. E’ la natura, che reagisce e risponde in maniera autonoma a tutte le “infiltrazioni” umane, creando anch’essa dei pericoli notevoli. Entra in scena anche l’ingegneria sismica, che pone le basi per una sicurezza del territorio nelle zone a rischio. In primis, vengono eliminate quelle aree in cui esiste un alto tasso di rischio di quelle zone che sono considerate maggiormente esposte a questo rischio. Per quanto concerne la normativa che interessa le nuove costruzioni, s pianifica tutto in relazione al peso della struttura e ai materiali specifici utilizzati: il fabbricato deve possedere un a massa media, non troppo pesante né troppo leggera, resistente, ma non eccessivamente massiccia; La massa, va distribuita in maniera equa, creando dei vani di apertura come scale e ascensori e spiazzali che diano non solo spazio, ma anche maggiore distribuzione del peso. Creare un collegamento solido tra travi e piloni, utilizzare calcestruzzo e cemento a norma di legge.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra le Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008 e quelle del 2009?
    Le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) rappresentano il quadro normativo principale in Italia. Il Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008 ha introdotto i principi fondamentali, mentre il Decreto del 2009 ne ha approvato il testo completo e aggiornato. Questa evoluzione ha spostato l'attenzione verso approcci prestazionali, focalizzandosi sulle prestazioni finali dell'opera (sicurezza, durabilità, resistenza) piuttosto che su prescrizioni puramente prescrittive. È fondamentale distinguere tra le due date perché il 2009 segna l'entrata in vigore effettiva della maggior parte delle disposizioni tecniche attuali, integrando le precedenti circolari interpretative.
  • Chi emana ufficialmente le Norme Tecniche per le Costruzioni in Italia?
    Le Norme Tecniche per le Costruzioni sono emanate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, spesso in collaborazione con altri enti come la Protezione Civile e il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Sebbene il testo menzioni il Ministero degli Interni, la competenza tecnica primaria risiede nei ministeri competenti per le infrastrutture e la difesa del suolo. Queste norme hanno valore vincolante per tutti gli interventi edilizi, nuovi o esistenti, e definiscono i criteri di progettazione, calcolo e verifica strutturale per garantire la sicurezza pubblica contro eventi naturali come terremoti e condizioni climatiche estreme.
  • Come influisce il principio di 'prestazionalità' nella progettazione moderna?
    Il concetto di prestazionalità, introdotto dalle recenti normative, sposta il focus dal rispetto di regole fisse alla garanzia che l'edificio raggiunga obiettivi specifici di sicurezza e funzionalità. Invece di limitarsi a seguire formule predefinite, il progettista deve dimostrare che la struttura soddisfa requisiti minimi di resistenza, stabilità e durabilità sotto varie sollecitazioni. Questo approccio offre maggiore flessibilità nell'uso di materiali innovativi e soluzioni costruttive, purché venga dimostrata attraverso calcoli rigorosi e verifiche sperimentali la capacità dell'opera di resistere a eventi limite, come sismi o carichi eccezionali, senza collassare.
  • Quali caratteristiche strutturali sono richieste per bilanciare il peso di un edificio?
    La normativa impone una distribuzione equilibrata delle masse per evitare concentrazioni di stress che potrebbero compromettere la stabilità. Un edificio ideale presenta una massa media, evitando strutture eccessivamente pesanti o troppo leggere. È cruciale distribuire uniformemente il carico tramite elementi come scale, ascensori e diaframmi rigidi, che fungono da controventamento naturale. Inoltre, il collegamento solido tra travi e piloni è essenziale per trasmettere correttamente le forze. L'uso di calcestruzzo armato e acciaio conforme alle norme assicura che la struttura mantenga integrità anche durante deformazioni plastiche, dissipando energia e proteggendo gli occupanti.
  • Le Norme Tecniche si applicano solo alle nuove costruzioni o anche alle ristrutturazioni?
    No, le Norme Tecniche per le Costruzioni si applicano a tutte le tipologie di intervento edilizio, incluse le nuove costruzioni, le ristrutturazioni importanti e i consolidamenti di edifici esistenti. L'obiettivo è garantire un livello di sicurezza uniforme su tutto il territorio nazionale. Per gli edifici preesistenti, le norme definiscono criteri di adeguamento sismico e miglioramento strutturale, specialmente se l'intervento modifica significativamente la configurazione statica o la destinazione d'uso. Ignorare queste regole non solo espone a rischi legali e penali, ma aumenta drasticamente la vulnerabilità degli stabili durante calamità naturali, mettendo a repentaglio la vita delle persone.