Gelsomino riproduzione

vedi anche: Bonsai gelsomino

Gelsomino

Il fiore del gelsomino, deriva la sua nomenclatura dal latino “Jasminum”. Appartenente alla famiglia delle Oleaceae , il gelsomino, presenta un andamento rampicante, con un arbusto sottile e morbido e foglie sempreverdi. In natura, è possibile trovare circa trecento specie diverse di questo fiore. Originario dell’Asia, anche se con il tempo, esso si è perfettamente adattato alle zone sub-tropicali con un clima temperato. Può essere coltivato sia in terra che in vaso, e la sua bellezza caratteristica, lo rende il fiore prescelto per ornamenti di piante, terrazze, gazebo. La sua diffusione, è ampia e vasta, sia per la capacità posseduta da questo fiore di adattarsi alle diverse zone di terra, sia per la sua bellezza ornamentale.

Queste piante possono raggiungere un'altezza fino a 3mt, a seconda della varietà.

E' capace di adattarsi senza particolari problemi alle differenti condizioni ambientali.

fiori di gelsomino

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Gelsomino riproduzione

pianta gelsomino Esistono diverse tecniche di riproduzione del gelsomino: per talea, per propaggine, per divisione di cespi, per seme e per margotta. La tecnica maggiormente gettonata ed utilizzata, è la riproduzione per talea: questa tecnica viene eseguita durante il periodo primaverile, quando, i rami legnosi del gelsomino, sono pronti per essere recisi. E’ necessario tagliare un solo ramo, e dividerlo in varie talee. Queste ultime, sono proprio la parte del fusto semilegnoso, che provvederà all’attecchimento della pianta stessa e quindi alla sua crescita e fioritura. Ogni singola talea, andrà privata della foglie che sono alla sua base, e alla stessa “radice”, andranno applicate delle polveri specifiche che sono acquistabili in un punto vendita apposito, utili per migliorare e permettere la fioritura della pianta. Una volta pulite, le talee, vanno sistemate in un vaso, o in un terreno, a seconda delle esigenze, con metà terreno, e metà sabbia, facendo attenzione a non addossare eccessivamente le pianticelle, affinchè le radici di ogni singola talea, trovino lo spazio sufficiente per crescere. Una volta interrata la piantina, bisogna annaffiarla, lasciandola sempre in un ambiente fresco e soleggiato, ma non caldo. Per favorire una crescita più rapida della pianta, è necessario coprire tutte le talee con un piccolo panno plastificato, che andrà sollevato ogni giorno, per effettuare l’innaffiatura.

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Come riprodurre il gelsomino

riproduzione gelsomino Come detto, non esiste solo la riproduzione del gelsomino per talea, ma anche è possiibile anche procedere in altro modo.

La riproduzione per propaggine, è anch’essa molto utilizzata ed il procedimento può essere visto come simile a quello per talea: si stacca un ramo con radici, lo si piega al suolo e lo si interra in un luogo a parte, preferibilmente in una buca, dove le radici dovranno affondare. La pianta andrà pulita dalle foglie secche che possono provocare attacchi fungini, e inoltre andrà fissato al ramo stesso un oggetto pesante che non faccia spostare o deformare la pianta. Questa operazione, ha una durata complessiva di un anno. Il substrato ideale per effettuare questa operazione deve presentare un elevato grado di drenaggio, per evitare che si possano formare ristagni d'acqua che portano in fretta alla formazione di marciume radicale, molto pericoloso, soprattutto nel caso di nuove radici, più delicate.

Gli altri tipi di riproduzione, sono meno usati, per questioni di tempi di fioritura.


Moltiplicazione gelsomino

moltiplicazione gelsomino Oltre ai due metodi sopra descritti, che sono quelli che vengono praticati più comunemente per il fatto che danno buoni risultati e non richiedono interventi particolari, per la riproduzione gelsomino è anche possibile procedere per margotta, per seme o per divisione dei cespi. Chi decide di provare con la moltiplicazione gelsomino per seme deve sapere che questa tecnica ha tempi di riuscita piuttosto lunghi; di solito, la semina viene fatta direttamente nel terreno, senza utilizzare appositi contenitori, nella stagione primaverile o in quella autunnale. La pratica risulta ancora più diffusa in quanto non è semplice trovare piante che producano semi, essendo la maggior parte degli ibridi. La tecnica per margotta, invece, risulta piuttosto veloce, avendo un tempo di sviluppo che si aggira attorno ai 4 mesi; questa operazione consiste nel far sviluppare radici ad un ramo ancora attaccato alla pianta, predisponendo appositi contenitori attorno ad un'incisione praticata sul ramo scelto. Questa operazione si esegue in primavera.

Ultimo metodo praticabile è quello che prevede la divisione dei cespi, prelevando in autunno i possibili polloni basali che la pianta sviluppa.

La tecnica consigliata e che dà, di solito, migliori risultati è quella per talea.



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