tipo di parquet

Manutenzione

Parquet rovinato cosa fare

Il parquet, è un tipo di pavimentazione che richiede una cura ed un’attenzione costanti: per ovviare a graffi e deterioramenti, è necessario rifinirlo nuovamente.

di Redazione

22 ottobre 2013

Parquet rovinato cosa fare

Il pavimento in parquet, esprime sul piano estetico una bellezza antica, vintage, un’eleganza sottile, un senso di accoglienza molto forte, di calore, di casa. Questa bellezza, ostentata attraverso una serie di venature e fili d’oro, attraverso colori meravigliosi e forti, e attraverso la compattezza stessa del materiale, subiscono con il tempo danni che ne compromettono l’estetica. Il pavimento in parquet, si presenta estremamente delicato, incline allo scolorimento, ai graffi, a macchie, e a piccoli segni lasciati dal tempo. Per conservare la bellezza originale del parquet, è necessario averne cura, ed utilizzare delle precise tecniche di pulizia e manutenzione: a cicli di scadenza regolari, sarà necessario controllare accuratamente tutta la superficie del pavimento, ed individuare l’eventuale presenza di pezzi male incastrati, o particolarmente graffiati e usurati. La fase successiva, corrisponde a quella della sgrossatura: durante questa fase, la pavimentazione subisce una levigazione completa ed una primaria lisciatura; l’operazione, viene eseguita con dei macchinari appositi, che stendono inoltre la pasta abrasiva sulle zone particolarmente deteriorate ed usurate dal tempo. La superficie del pavimento, va levigata o orizzontalmente o verticalmente, per poi passare alla seconda levigatura, che va effettuata ad incrocio rispetto alla prima. A seguito della sgrossatura, viene eseguito un altro procedimento, la levigatura: in questo caso, viene utilizzata una grana leggera e più delicata, che porta all’eliminazione delle piccole imperfezioni presenti sulla superficie del pavimento. La levigatura, non costituisce la fase conclusiva del lavoro, poiché le imperfezioni, non saranno ancora state eliminate: la fase successiva è la stuccatura. Durante questa fase, il legno andrà riempito delle sue parti mancanti, con del materiale che verrà poi levigato, e che dunque, tenderà ad amalgamarsi con il resto della superficie. La stuccatura, è seguita dalla carteggiatura, un’operazione che elimina il materiale in eccesso, livellando nuovamente la superficie del pavimento, e rendendola liscia e uniforme, come fosse nuova. L’operazione di chiusura è la finitura, fase conclusiva, che prevede la lucidatura della superficie del pavimento: a seconda della tipologia di legno, potranno essere utilizzati diversi tipi di prodotti, come l’olio, o la vernice, o altri lucidanti, che restituiscano al legno lo splendore iniziale. Una volta lucidato il pavimento, sarà obbligatorio perseverare nella cura e nella manutenzione dello stesso.

Domande frequenti

  • Come si procede alla rigenerazione di un parquet gravemente danneggiato?
    La rigenerazione inizia con la sgrossatura, ovvero una levigatura completa della superficie tramite macchinari specifici che rimuovono gli strati superiori deteriorati. È fondamentale eseguire due passaggi di levigatura: il primo parallelo alle venature del legno e il secondo ad incrocio, per uniformare perfettamente il fondo. Successivamente, si passa alla stuccatura per colmare crepe e mancanze di materiale, utilizzando stucchi compatibili con il legno. Dopo l'asciugatura, si effettua una carteggiatura fine per eliminare eventuali irregolarità e garantire una superficie piana. Infine, la fase conclusiva prevede l'applicazione della finitura, che può essere olio, vernice o cera, a seconda del tipo di legno e dell'estetica desiderata, proteggendo così il pavimento nel tempo.
  • Quali sono i principali segnali che indicano la necessità di intervenire sul parquet?
    I segnali evidenti includono graffi profondi, macchie persistenti, scolorimenti dovuti all'esposizione solare o all'umidità, e segni di usura localizzati che compromettono l'estetica complessiva. Un altro campanello d'allarme importante è la presenza di doghe mal incastrate o mobili, che possono causare ulteriori danni se non sistemate tempestivamente. Inoltre, una sensazione di ruvidità sotto i piedi o la comparsa di piccole imperfezioni superficiali dopo anni di utilizzo indicano che lo strato protettivo si è consumato. Ignorare questi segni può portare a un deterioramento strutturale del legno, rendendo necessari interventi più invasivi e costosi. Una verifica periodica permette di intervenire precocemente, preservando il valore e la bellezza del pavimento.
  • È possibile ripristinare il parquet da soli o è necessario chiamare un professionista?
    Sebbene esistano kit fai-da-te per piccole riparazioni superficiali, la rigenerazione completa del parquet è un'operazione complessa che richiede attrezzature professionali come levigatrici orbitali e nastro-traino. Questi macchinari sono pesanti, costosi e richiedono esperienza per evitare di asportare troppo legno o creare avvallamenti irregolari. Inoltre, la corretta applicazione della finitura (verniciatura o oliatura) necessita di condizioni ambientali controllate e di prodotti specifici per garantire durabilità. Per graffi isolati o piccole macchie, un bravo hobbista può intervenire con carta vetrata manuale e stucchi mirati. Tuttavia, per un intervento generale di restauro, affidarsi a specialisti assicura un risultato uniforme, sicuro e durevole nel tempo, evitando errori irreparabili.
  • Quanto dura il processo di rigenerazione del parquet e quando si può calpestare?
    Il processo completo di rigenerazione, dalla sgrossatura alla finitura, richiede generalmente dai tre ai cinque giorni lavorativi, a seconda delle dimensioni della stanza e delle condizioni iniziali del pavimento. Ogni fase necessita di tempi di asciugatura specifici: la stuccatura deve essere completamente asciutta prima della carteggiatura finale, mentre la vernice o l'olio richiedono tempi di polimerizzazione variabili. In genere, si può calpestare leggermente dopo 24-48 ore dall'applicazione della finitura, ma è consigliabile attendere almeno una settimana prima di riposizionare mobili pesanti o tappeti. Rispettare questi tempi è cruciale per permettere al prodotto protettivo di indurirsi correttamente e garantire la massima resistenza all'usura quotidiana.
  • Che differenza c'è tra usare olio e vernice come finitura finale?
    La scelta tra olio e vernice dipende dalle preferenze estetiche e funzionali. L'olio penetra nel legno, esaltandone le venature naturali e il colore caldo, offrendo una sensazione tattile più morbida e naturale. Tuttavia, richiede una manutenzione più frequente e può essere più vulnerabile a macchie liquide se non trattato regolarmente. La vernice, invece, crea uno strato protettivo superficiale più resistente all'acqua, agli urti e all'usura quotidiana, ideale per ambienti ad alto traffico. Offre maggiore stabilità cromatica nel tempo ma tende a coprire parzialmente la trama del legno. Entrambe le soluzioni sono valide: l'olio è preferito per un aspetto rustico e naturale, mentre la vernice per praticità e durata senza frequenti ritocchi.