Difetto strutturale del legno: i nodi
La nodosità del legno è considerata un difetto in quanto ne riduce la qualità abbassandone il valore. Inevitabile, però, risulta la presenza di questi nodi in quanto sono i rami che escono dal tronco principale. La presenza di questi nodi è un difetto in quanto la continuità delle fibre e delle caratteristiche meccaniche del legno vengono interrotte. Quando si taglia il legno, i nodi possono essere stati tagliati trasversalmente e quindi la loro forma apparirà ovale oppure rotonda. E' possibile suddividere i nodi in tre categorie: nodi sani o vivi, nodi mobili o morti e nodi a baffo. La causa dei primi sono i rami giovani che si sono inseriti nel tronco in profondità. I secondi sono causati dai residui dei rami morti. I terzi hanno la forma a corno rovesciato ed appaiono così quando il legno è stato tagliato longitudinalmente. È consigliabile, dunque, scegliere un legno bello senza nodi oppure con nodi vivi piccolissimi altrimenti la sua resistenza alla flessione sarà compromessa.
Altri due difetti naturali del legno: spaccature e cipollature
Le spaccature sono abbastanza frequenti nel legno. Solitamente si trovano in corrispondenza delle estremità di tavole e listelli. Non sono considerate un difetto grave del legno se la loro lunghezza è quasi trascurabile. Infatti per risolvere questo difetto è sufficiente tagliare le parti che sono danneggiate. Le cipollature, invece, sono un difetto da non sottovalutare perché sta a significare che la resinosità del legno è troppo bassa. Durante la crescita degli alberi, nel tronco vi sono degli stati tensionali perché gli anelli più recenti perdono acqua e, ritirandosi, comprimono la zona centrale soprattutto alla base del tronco, dove il legno è più vecchio. Quando si taglia il tronco, tutte le tensioni vengono rilasciate e ciò provoca delle fratture rilevanti. Prima di acquistare tavole di legno è importante osservare se alle estremità vi sono delle evidenti spaccature o solo fessurazioni.
I legni teneri ed i difetti che li contraddistinguono
E' possibile suddividere il legno in due tipi di categorie: legni teneri e legni duri. E' molto difficile levigare la superficie di un legno tenero in quanto è decisamente meno compatta di quella di un legno duro. Quindi la sua finitura, essendo inferiore a quella di un legno duro, ne compromette il risultato finale e la bellezza del legno. I legni molto teneri sono quelli appartenenti al pioppo, all'abete, al tiglio, al salice, ecc. Mentre il legno dell'ebano e del guaiaco sono considerati extra duri. E' molto importante non sottovalutare la durezza del legno in quanto è considerata una delle sue qualità più importanti. Per stabilire la durezza di un determinato legno si usa una sfera di acciaio e si calcolano le dimensioni dell’impronta che essa lascia sulla superficie del legno. Ciò permette di capire se quel tipo di legno è adatto per il tipo di costruzione per cui verrà utilizzato.
Il più grande difetto del legno: assorbe molta umidità
A differenza di tanti altri materiali, come ad esempio i metalli, il legno possiede uno dei più grandi difetti. Infatti esso si comporta come una vera e propria spugna in quanto assorbe molta umidità. Le essiccazioni avvenute troppo rapidamente, ad esempio, provocano delle curvature nel legno oppure delle svergolature. Ciò avviene perché il legno ha assorbito l'umidità in maniera del tutto irregolare. Se si vuole costruire qualcosa di regolare, un legno che ha una svergolatura è assolutamente inadatto perché l'intero pezzo è coinvolto. Le variazioni di temperatura o di umidità avvenute nel legno provocano anche i cosiddetti imbarcamenti, ovvero esso tende a curvarsi. Questo tipo di difetto è meno frequente nei legni dolci. Inoltre, quando il legno assorbe troppa umidità, molto probabilmente si formeranno delle muffe, le quali provocano danni gravi al legno fino in profondità. Per salvaguardare il legno dall'assorbimento eccessivo di umidità è necessario effettuare accurate e periodiche operazioni di manutenzione.
Domande frequenti
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Come distinguere i diversi tipi di nodi nel legno e quale influisce maggiormente sulla resistenza?I nodi si classificano principalmente in tre categorie: nodi sani o vivi, causati da rami giovani inseriti profondamente; nodi mobili o morti, derivati da residui di rami secchi; e nodi a baffo, dalla forma a corno rovesciato visibili nei tagli longitudinali. Questi ultimi interrompono la continuità delle fibre, riducendo significativamente la resistenza alla flessione. Per garantire durabilità e integrità strutturale, è preferibile selezionare legni privi di nodi o dotati esclusivamente di piccoli nodi vivi, evitando quelli morti o a baffo che compromettono le proprietà meccaniche del materiale.
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Qual è la differenza tra spaccature e cipollature e quanto sono gravi?Le spaccature sono fenditure frequenti alle estremità di tavole e listelli, spesso trascurabili se brevi e risolvibili semplicemente tagliando la parte danneggiata. Le cipollature, invece, sono difetti più seri che indicano una bassa resinosità del legno. Si verificano quando le tensioni interne, accumulate durante la crescita per la perdita d'acqua negli anelli recenti, vengono rilasciate al taglio, causando fratture rilevanti. Prima dell'acquisto, è fondamentale ispezionare le estremità: piccole fessurazioni sono accettabili, mentre spaccature ampie segnalano un materiale fragile e potenzialmente inutilizzabile per strutture portanti.
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Perché i legni teneri sono difficili da lavorare e come si valuta la durezza?I legni teneri, come abete, pioppo e tiglio, presentano una struttura meno compatta rispetto ai legni duri, rendendo complessa la levigatura superficiale e compromettendo la qualità della finitura finale. La durezza è un parametro cruciale per determinare l'idoneità del legno a specifici usi costruttivi. Viene misurata scientificamente mediante la prova Brinell, che utilizza una sfera di acciaio pressata contro la superficie del legno per calcolare le dimensioni dell'impronta lasciata. Un'impronta più ampia indica minore durezza, suggerendo che il materiale potrebbe non essere adatto per applicazioni che richiedono elevata resistenza all'usura o alla deformazione.
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Come proteggersi dall'umidità e dalle deformazioni del legno?Il legno agisce come una spugna, assorbendo umidità in modo irregolare che può causare curvature, svergolature e imbarcamenti, specialmente dopo essiccamenti troppo rapidi. L'eccessiva umidità favorisce inoltre lo sviluppo di muffe penetranti. Per prevenire questi danni, è essenziale mantenere il legno in ambienti con umidità controllata e applicare trattamenti protettivi regolari. La manutenzione periodica include l'applicazione di vernici, oli o impregnanti che sigillano le porosità, limitando l'assorbimento idrico. In caso di svergolature già presenti, il pezzo va scartato poiché la deformazione interessa l'intera struttura, rendendolo inadatto a lavori di precisione.









