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Risparmio energetico: detrazioni fiscali e contributi locali

Risparmio energetico: detrazioni fiscali e contributi locali sono previsti per tutti coloro che apportano dei miglioramenti energetici ai propri immobili.

di Redazione

03 luglio 2015

Interventi di risparmio energetico: una definizione

Cosa si intende per interventi di risparmio energetico? Si tratta di una serie di lavori che possono essere intrapresi all'interno o all'esterno di un'abitazione o di un edificio per portare un miglioramento dei livelli di efficenza energetica dell'edificio stesso. Nello specifico, ci si riferisce ad interventi di climatizzazione, quindi lavori sulle caldaie; lavori sugli impianti di acqua calda; l' installazione di pannelli solari o di impianti fotovoltaici; la sostituzione di porte e finestre. Qualsiasi edificio che sia iscritto al Catasto e che sia soggetto alle imposte sugli immobili, come l'Imu, può avvalersi delle detrazioni fiscali o dei contributi locali. L'edificio sottoposto a lavori di risparmio energetico risulterà riqualificato e garantirà una riduzione delle emissioni inquinanti e una riduzione dei consumi. Fare lavori di risparmio energetico significa migliorare i nostri standard di vita e allo stesso tempo tutelare l'ambiente attraverso un atteggiamento "green friendly". E' un modo intelligente di investire perchè promuove la sostenibilità.

Le detrazioni fiscali per il risparmio energetico

Lo Stato ha indicato delle detrazioni fiscali che ciascun cittadino può richiedere per lavori di risparmio energetico. Tutti gli edifici sono ammissibili di detrazione, eccetto i fabbricati di nuova costruzione. La detrazione, applicata sull'Irperf, è il 65% sul totale della spesa sostenuta. Questo tipo di detrazione sarà valida sino al 31 dicembre 2015, poichè a partire dal 2016 sarà ridotta al solo 36%. La detrazione del 65% è applicabile per lavori sulle parti comuni dei condomini, per lavori sul sistema di climatizzazione e per l'acquisto di pannelli solari. Le spese ammesse per la detrazione non riguardano soltanto i lavori di edilizia, ma anche le prestazioni professionali di coloro che hanno eseguito i lavori. Tutte le spese vanno dimostrate e le detrazioni saranno suddivise in 10 rate a partire dalla data in cui sono stati svolti i lavori. Per ottenere il contributo, il richiedente deve ottenere tutti i permessi previsti per l'esecuzione dei lavori e alla loro conclusione deve inviare una copia della certificazione energetica all'Enea, Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.

I contributi locali

I contributi locali comprendono tutti quegli aiuti che vengono stanziati dalle Regioni, dai Comuni o dalle Province per lavori di risparmio energetico. Tali contributi vengono esposti su appositi bandi e sono limitati all'esaurimento della liquidità da parte dell'Ente che ha emanato il bando. I contributi locali non vengono distribuiti in 10 rate come le detrazioni fiscali nazionali, ma l'Ente eroga direttamente il denaro a chi ne fa richiesta. Il denaro da erogare viene stabilito in base ad una percentuale che varia a seconda della fascia di reddito del richiedente. Infatti i contributi locali favoriscono i soggetti più svantaggiati e con dichiarazioni Isee molto basse. Ad esempio, i redditi più bassi possono ottenere contributi pari al 100% delle spese, mentre i redditi di fascia intermedia avranno agevolazioni inferiori e così via. Presi i nominativi di tutti coloro che vogliono partecipare al bando, si stila una graduatoria definitiva e viene distribuito il contributo in base alla disponibilità.

Detrazioni fiscali o contributi locali: quali scegliere?

La prima cosa da fare prima di scegliere a quale contributo rivolgersi, è valutare se effettivamente l'intervento che si sta facendo in casa è incluso tra quelli previsti per legge dalle detrazioni fiscali nazionali o dai contributi locali per interventi di risparmio energetico. Le detrazioni fiscali per il risparmio energetico non possono essere applicate contemporaneamente ai contributi locali o altri contributi, come quelli comunitari, perciò si dovrà operare una scelta su quale dei due contributi richiedere. I contributi locali vanno preferiti nel caso in cui il richiedente abbia un reddito poco stabile tale da non poter richiedere le detrazioni dell'Irpef. Per scegliere l'agevolazione più adatta alla proprie esigenze il richiedente deve leggere accuratamente il bando, in modo da valutare se il suo reddito rientra tra i parametri previsti e nel dubbio rivolgersi ad un esperto.

Domande frequenti

  • Quali interventi specifici danno diritto alla detrazione fiscale del 65%?
    Le detrazioni fiscali del 65% si applicano a interventi mirati al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici esistenti. Tra le opere ammesse figurano la sostituzione e l’installazione di sistemi di climatizzazione invernale ed estiva, come caldaie e pompe di calore, nonché l’installazione di impianti solari termici e fotovoltaici. Sono inclusi anche i lavori di isolamento termico e la sostituzione di infissi esterni. È fondamentale ricordare che la detrazione non riguarda i fabbricati di nuova costruzione, ma solo gli immobili già esistenti e iscritti al catasto. Inoltre, oltre ai costi di manodopera e materiali, sono deducibili anche le spese per le prestazioni professionali degli esperti che certificano l’intervento.
  • Come funziona il rimborso delle detrazioni fiscali Irpef?
    Il beneficio fiscale non arriva sotto forma di un bonifico immediato, ma si ottiene tramite la compensazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). La detrazione del 65% della spesa sostenuta viene ripartita in dieci quote annuali di uguale importo a partire dall’anno in cui è stata sostenuta la spesa. Per accedere al beneficio, è necessario rispettare precisi obblighi burocratici: bisogna possedere tutti i permessi edilizi necessari prima di iniziare i lavori e, al termine degli stessi, trasmettere la certificazione energetica dell’intervento all’Enea entro 90 giorni. Senza questi adempimenti, il diritto alla detrazione decade.
  • In cosa differiscono i contributi locali dalle detrazioni fiscali nazionali?
    A differenza delle detrazioni fiscali nazionali, che funzionano come uno sconto sulle tasse da pagare nel tempo, i contributi locali sono veri e propri finanziamenti erogati direttamente dagli enti territoriali (Regioni, Comuni o Province). Questi fondi sono destinati specificamente a chi presenta richieste secondo bandi pubblici e sono soggetti all’esaurimento delle risorse disponibili. Una caratteristica distintiva è che l’erogazione avviene spesso in un’unica soluzione o secondo tempistiche definite dall’ente, anziché dilazionarsi in dieci anni. Inoltre, l’importo del contributo locale varia in base alla fascia di reddito del richiedente, calcolata tramite l’ISEE, privilegiando le famiglie con minori capacità economiche.
  • Posso cumulare la detrazione fiscale con un contributo locale?
    No, non è possibile usufruire contemporaneamente della detrazione fiscale nazionale e di un contributo locale o comunitario per lo stesso intervento. La normativa impone di scegliere una sola delle due forme di agevolazione. Questa regola vale per evitare doppi benefici sullo stesso costo. Pertanto, prima di avviare i lavori, è essenziale verificare quale opzione convenga di più in base alla propria situazione economica. Se si opta per il contributo locale, si rinuncia alla detrazione Irpef e viceversa. È consigliabile analizzare attentamente i bandi regionali o comunali per capire se il finanziamento diretto supera il valore dello sconto fiscale che si perderebbe.
  • Quando conviene preferire il contributo locale rispetto alla detrazione fiscale?
    Il contributo locale risulta particolarmente vantaggioso per i contribuenti con redditi instabili, bassi o nulli, che non hanno sufficiente pressione fiscale per sfruttare appieno la detrazione Irpef. Poiché i contributi locali sono spesso erogati in contanti o bonifici diretti e sono calcolati in percentuale sulla spesa in base all’ISEE, possono arrivare fino al 100% del costo per le fasce più deboli. Al contrario, chi ha un reddito elevato e una forte aliquota Irpef troverà più conveniente la detrazione del 65%, garantendosi un rimborso sicuro e certo nel tempo senza dipendere dalla disponibilità di fondi pubblici o dalla graduatoria del bando. La scelta va fatta valutando attentamente il proprio quadro reddituale.