Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Casa · Regole e Tasse

Imu, Tasi, Tari, mini guida alle tasse sulla casa 2015

Aggiornato il 06 novembre 20154 capitoli5 domande frequenti
tasse sulla casa

L'imposta Municipale propria, l'IMU

Se, fino a qualche anno fa, gli italiani sentivano parlare di ICI, a partire dal 2011 con il Decreto Salva Italia (DL 201/11) firmato da Mario Monti, si parla, invece, di IMU. L'Imposta Municipale propria, ovvero l'IMU, è una tassa dovuta da tutti coloro che possiedono un immobile sul territorio italiano. Vi sono, però, categorie di immobili per le quali è fatto obbligo di pagare ed altre per cui quest'obbligatorietà, invece, non esiste. L'IMU va pagata dai proprietari di immobili ricadenti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e adibiti ad abitazione principale. Si tratta, in parole povere, di immobili di lusso, rispettivamente abitazioni signorili, ville, castelli e palazzi storici o di interesse culturale. Sempre in riferimento alle abitazioni principali, sono escluse dal pagamento dell'IMU le categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7 ovvero le abitazioni civili, quelle economiche, le case popolari ed ultrapopolari, le abitazioni rurali e quelle situate in villini.

La Tassa sui Servizi Indivisibili, la TASI

La Tassa sui Servizi Indivisibili, la TASI (o il TASI) è stata istituita nel 2011 con la Legge di Stabilità. Questa tassa è finalizzata al finanziamento dei cosiddetti servizi comunali indivisibili, ovvero quelli di cui tutti i cittadini usufruiscono senza distinzione (esempi ne sono viabilità e polizia locale). Tale imposta è dovuta, per il 2015, sia dai proprietari di immobili sia dagli inquilini che ne hanno uno in locazione. Contrariamente all'IMU, per la TASI non vi è alcuna esclusione di pagamento. Non importa la categoria catastale dell'immobile e tutti sono tenuti al pagamento entro i termini previsti (16 Dicembre 2015, proprio come accade per il saldo dell'IMU). Dal momento che la TASI è dovuta anche dai conduttori nel caso di immobili locati è il Comune stesso a stabilire la quota di TASI che a questi spettano. Tale quota, può andare da un minimo del 10 ad un massimo del 30%.

La Tassa sui Rifiuti, la TARI

La Tassa sui Rifiuti, la TARI, dagli inizi del 2014 ha sostituito quella che prima era nota come TARES. Benché il nome sia cambiato, non vale altrettanto per il concetto. Si tratta, infatti, dell'imposta di cui il Comune richiede il pagamento ai cittadini a fronte della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Questa tassa viene calcolata sulla base delle superfici calpestabili che contraddistinguono le varie unità immobiliari. La calpestabilità indica la capacità di tali aree di produrre rifiuti e l'obbligo, conseguentemente, di pagare la tassa. Sono tassati tutti i locali che appartengono ad un immobile (indipendentemente dalla sua destinazione d'uso) insieme alle loro pertinenze e tutte le aree scoperte che non siano di tipo accessorio (come possono essere, ad esempio, le scale d'ingresso). Tutti coloro che occupano queste tipologie di aree o immobili sono tenuti al pagamento della TARI, il cui importo viene sempre stabilito mediante i regolamenti comunali.

Calcolare IMU e TASI

Se, come si è detto, l'importo della TARI viene fissato dai vari Comuni, per calcolare invece l'IMU e la TASI bisogna procedere diversamente, anche se i calcoli da eseguire sono identici per entrambe le imposte. Va, infatti, individuata la base imponibile. Come fare per ottenere questo risultato? Non è complicato. E' sufficiente prendere il valore corrispondente alla rendita catastale del proprio immobile, la si rivaluta al 5% e la si moltiplica, poi, per i coefficienti stabiliti dalla legge. In particolare, per immobili adibiti ad abitazione o pertinenza collocati nella categoria A (fatta esclusione per la A/10) e in quelle C/2, C/6 e C/7 il coefficiente da prendere in considerazione è 160. E' pari a 140 per gli uffici pubblici, i magazzini e i laboratori appartenenti alle categorie catastali B, C/3, C/4 e C/5. Il coefficiente scende a 80 per banche, studi professionali e uffici (categorie catastali A/10 e D/5), a 60 per alberghi ed edifici legati ad una funzione produttiva nel settore dell'agricoltura (categoria D esclusa D/5). Il valore più basso spetta alla categoria catastale C/1, relativa ai negozi e per cui il coefficiente è pari a 55. Una volta ottenuto il valore ricercato, si applica l'aliquota decisa dal Comune sia per la TASI che per l'IMU di cui la Legge di Stabilità 2015 ha bloccato l'aumento fino al 6 per mille.

Domande frequenti

  • Quali immobili sono esenti dall'IMU?
    L'IMU non si paga sulle abitazioni principali di categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7, che includono le abitazioni civili, economiche, popolari e rurale. L'unica eccezione riguarda gli immobili di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9), come ville, castelli e palazzi storici, che devono comunque essere tassati. Per le seconde case, invece, l'IMU è dovuta salvo specifiche riduzioni o esenzioni previste dalle normative vigenti per determinate fasce di reddito o tipologie immobiliari.
  • Devo pagare la TASI anche se sono solo un affittuario?
    Sì, la TASI è dovuta sia dai proprietari degli immobili sia dagli inquilini che li hanno in locazione. A differenza dell'IMU, non ci sono esclusioni basate sulla categoria catastale. Il Comune stabilisce la quota specifica che spetta al conduttore, la quale varia dal 10% al 30% del totale. È fondamentale verificare il regolamento comunale di riferimento per conoscere l'esatto ammontare della propria parte di contributo ai servizi indivisibili.
  • Come si calcola l'importo della TARI?
    La TARI si basa sulla superficie calpestabile degli immobili e delle relative pertinenze, poiché questa misura riflette la potenziale produzione di rifiuti. Vengono presi in considerazione tutti i locali indipendentemente dalla destinazione d'uso, ma si escludono le aree scoperte accessorie come le scale d'ingresso. L'importo finale non è fisso a livello nazionale, ma viene determinato dai singoli Comuni attraverso i propri regolamenti, tenendo conto dei costi di gestione del servizio di raccolta e smaltimento.
  • Quali coefficienti usare per calcolare IMU e TASI?
    Per calcolare la base imponibile, si prende la rendita catastale, la si rivaluta del 5% e si moltiplica per specifici coefficienti. Ad esempio, il coefficiente è 160 per le abitazioni (cat. A, esclusa A/10) e alcune cantine/magazzini; 140 per uffici pubblici e laboratori; 80 per studi professionali e banche; 60 per alberghi e attività agricole; infine 55 per i negozi (cat. C/1). Questi valori permettono di convertire la rendita in un valore imponibile su cui applicare l'aliquota comunale.
  • Quando scadono i termini per il pagamento di IMU e TASI?
    I termini di pagamento per il saldo dell'IMU e per la TASI coincidono generalmente con la data del 16 dicembre di ogni anno. È importante rispettare questa scadenza per evitare sanzioni e interessi di mora. Alcuni comuni potrebbero prevedere rateizzazioni o modalità di pagamento diverse, quindi è consigliabile consultare il sito del proprio Comune o il modello F24 per confermare le date esatte e le procedure operative valide per l'anno fiscale di riferimento.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche