local tax

Regole e Tasse

Local tax

A partire dal 2016 è in arrivo la local tax in sostituzione alle precedenti tasse sulla casa, come Imu, Tasi e Irperf.

di Redazione

29 ottobre 2015

Che cos'è la Local tax?

Il ministro Padoan ha recentemente annunciato l'arrivo per il 2016 di una tassa unica, la Local Tax, che avrebbe come scopo quello di diminuire la pressione fiscale sui cittadini. La Local Tax infatti dovrebbe inglobare oltre all'Imu e alla Tasi, le tasse sull'affissione pubblicitaria, quelle sull'utilizzo del suolo pubblico e dei passi carrai e anche l'Irpef. Risulta esclusa tuttavia da questa nuova imposta la Tari, ossia la tassa sui rifiuti che i cittadini dovranno quindi pagare a parte. L'esclusione della tassa sui rifiuti che ha suscitato alcune perplessità sull'efficacia della semplificazione da parte della Local Tax sembrerebbe dovuta al fatto che la Tari non è un'imposta ma una tariffa.

A quale ente è affidata la riscossione della Local Tax?

La riscossione della Local Tax sarà affidata, secondo quanto preannunciato, agli enti locali. Una tale decisone potrebbe essere vantaggiosa. Saranno i comuni dunque a decidere l'effettivo importo della tassa unica, ovviamente muovendosi all'interno di un range prestabilito. In questo modo a seconda della scelta del proprio comune di appartenenza i cittadini potranno pagare il massimo o il minimo previsto dalla legge, oppure una somma intermedia. Per quanto riguarda le aliquote applicate ancora nulla è dato sapere. L'iniziale progetto, tuttavia, prevedeva un'aliquota del 2,5 per mille aumentabile fino al 5 per mille sulle prime abitazioni. Mentre per le seconde abitazioni il progetto in germe aveva previsto un'aliquota del 12 per mille. L'aliquota del 12 per mille per quanto riguarda la seconda casa è di poco superiore a quella attualmente in vigore.

Quali sono le novità della Local Tax?

Ma quali dovrebbero essere le principali novità che questa legge dovrebbe introdurre? La Local Tax prevede l'abolizione della tassa sulla prima casa, nonchè la semplificazione del pagamento delle imposte. La tassa unica, tuttavia, doveva essere introdotta in contemporanea al rinnovamento del catasto, progetto che per il momento è stato pare del tutto accantonato. La Local Tax almeno nelle sue premesse e salvo alcune problematiche di incompatibilità col vigente sistema tributario, sembrerebbe essere un'imposta a salvaguardia delle fasce più deboli della popolazione dal punto di vista economico. La Local Tax, infatti, in disaccordo con quanto previsto dal trattato di Maastricht dovrebbe essere una legge tesa a salvaguardare un bene primario dei cittadini come la casa appunto. Bisognerà però attendere che la legge venga emanata per rendersi conto effettivamente delle reali caratteristiche della Local Tax, e per rendersi conto se questa tassa ci permetterà davvero di pagare meno.

La Local Tax è una soluzione applicabile?

Le premesse del governo sono state quelle di una graduale detrazione fiscale per i prossimi anni, con conseguente sblocco dei venti miliardi di euro circa destinati alle infrastrutture. Ma si tratta davvero di una soluzione applicabile? Ancora non lo si può sapere con certezza, ma conti alla mano, una risposta di questo tipo costerebbe allo Stato una marea di quattrini. Si è stimato infatti che una manovra economica di questa portata costerebbe alle casse statali all'incirca tre miliardi di euro. Si tratta allora di una legge deflazionistica che dovrebbe aiutare gli italiani a risollevarsi e a pagare meno tasse. Tuttavia l'Europa si è recentemente espressa in senso negativo nei confronti della Local Tax, dal momento che avrebbe ritenuto più auspicabile la variazione di una legge tesa a detassare il costo del lavoro e non le infrastrutture. Per ora il progetto della Local Tax sembra essere ripartito, ma è ancora tutto da vedere e da accertare. In conclusione possiamo dire tuttavia che le premesse sembrano positive: introducendo la Local Tax si potrebbe ridurre effettivamente la pressione fiscale sui cittadini e si dovrebbe avere uno strumento che riesca a rendere il pagamento delle imposte più semplice e agevole. In ogni caso non possiamo far altro che dire: ai posteri l'ardua sentenza.

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Domande frequenti

  • Cosa si intende esattamente per Local Tax e quali imposte sostituisce?
    La Local Tax era un progetto governativo volto a semplificare il sistema tributario immobiliare unificando diverse imposizioni esistenti. Nello specifico, l'intento era di inglobare nell'unica imposta l'IMU, la TASI e l'IRPEF relativa agli immobili, oltre a tributi minori come quelli per l'affissione pubblicitaria e l'uso del suolo pubblico. Un aspetto cruciale da notare è che la TARI (tassa sui rifiuti) rimaneva esclusa da questa unificazione, poiché classificata giuridicamente come tariffa e non come imposta, costringendo i cittadini a continuarne il pagamento separatamente.
  • Chi gestisce la riscossione della Local Tax e come vengono determinati gli importi?
    La gestione e la riscossione della Local Tax sarebbero state delegate agli enti locali, ovvero ai Comuni. Questa decentralizzazione avrebbe consentito alle amministrazioni comunali di stabilire l'importo effettivo dovuto dai cittadini, operando entro limiti percentuali stabiliti dalla legge nazionale. Di conseguenza, il carico fiscale finale sarebbe variato in base alla decisione del proprio Comune, permettendo ai residenti di pagare una cifra compresa tra il minimo e il massimo previsto, a seconda delle scelte di bilancio locale e delle aliquote applicate.
  • Quali erano le aliquote previste per la prima e la seconda casa?
    Secondo i progetti iniziali discussi, la Local Tax prevedeva un trattamento differenziato tra abitazioni principali e secondarie. Per la prima casa si ipotizzava un'aliquota base dello 0,25% (2,5 per mille), potenzialmente incrementabile fino allo 0,5% (5 per mille). Per le seconde case, invece, l'aliquota proposta era significativamente più alta, fissata al 1,2% (12 per mille). Questo schema mirava a tutelare il benessere abitativo principale, riducendo la pressione fiscale sui nuclei familiari, mentre manteneva un contributo maggiore sugli immobili non utilizzati come residenza abituale.
  • Perché la Local Tax non è stata mai introdotta definitivamente?
    Nonostante le premesse di semplificazione e riduzione della pressione fiscale, la Local Tax non è mai diventata realtà operativa a causa di complessi ostacoli normativi ed economici. Il progetto richiedeva un rinnovo catastale completo, che è risultato irrealizzabile nei tempi previsti. Inoltre, l'onere finanziario stimato per lo Stato era elevato (circa tre miliardi di euro), creando squilibri di bilancio. Infine, l'Unione Europea ha espresso preoccupazione riguardo all'impatto deficitario della misura, preferendo interventi che alleggerissero il costo del lavoro anziché tassare direttamente il patrimonio immobiliare, portando all'abbandono definitivo del progetto.