Cosa paga il proprietario
La Tasi deve essere pagata secondo aliquote e quote stabilite da ogni singolo Comune, quindi per prima cosa bisogna controllare questi dati presso il Comune di pertinenza. Per quanto riguarda il proprietario, possono esserci varie casistiche. Se possiede un'abitazione principale di una delle seguenti categorie: A1, A2, A3, A4, A5, A6, A7, A8, A9, l'importo è tutto a suo carico. Se l'immobile ha più proprietari, il versamento deve essere effettuato da uno solo di essi, con vincolo di solidarietà, cioè in caso di mancato pagamento, l'altra parte potrà essere chiamata a versare il contributo per intero. In caso di abitazione data in uso gratuito o comodato a parenti di primo grado che la occupano come abitazione principale, o data in locazione ad uso principale, al propietario spetta l'80%. In presenza di pluralità di proprietari per lo stesso immobile, essi sono tenuti a pagare in solido, cioè, tutti devono versare l'imposta. Esiste anche la possibilità che uno dei proprietari paghi per intero, ma in linea generale se uno dei due non paga, il secondo deve comunque versare la sua quota.
Cosa paga il proprietario di fabbricati
In caso di fabbricato non produttivo di reddito fondiario, in cui il proprietario esercita la sua attività, o che è sfitto, il tributo spetta al proprietario. Così come per i possessori di fabbricati sfitti, o comunque tenuti a disposizione di qualunque categoria catastale, oppure costruiti e destinati alla vendita, ma non affittati. La stessa cosa è prevista per un'area fabbricabile, o un fabbricato in fase di ristrutturazione. Tutte le restanti tipologie di immobili e fabbricati, diverse da quelle elencate, prevedono un'imposta dell'80% per il proprietario. Nel caso in cui esso non abbia a disposizione l'immobile stesso, l'imposta sarà sempre dell'80% per il proprietario e in ciascuno di questi casi, se sono presenti più proprietari, il versamento deve sempre essere effettuato da uno solo di loro, con il vincolo di solidarietà.
Cosa paga l'inquilino
La suddivisione del pagamento tra proprietario e inquilino avviene per le seconde case. L'inquilino deve avere un regolare contratto d'affitto registrato, con una durata superiore a sei mesi. La prima cosa da fare è verificare se, per il Comune in cui si trova l'immobile è previsto il pagamento della Tasi per le seconde case, o se le stesse sono esenti dal pagamento di questo tributo. Nel caso in cui sia previsto il pagamento, all'inquilino spetterà una quota di tributo compresa tra il 10% e il 30%, mentre al proprietario una quota compresa tra il 70% e il 90%. L'esatta percentuale viene stabilita da una delibera comunale, che non può prevedere, per l'inquilino, una quota inferiore al 10%. Inoltre, non è previsto il vincolo di solidarietà tra le due parti, quindi se l'inquilino non paga la sua quota, la stessa non può essere richiesta al proprietario. Perciò, l'inquilino è responsabile in prima persona e in caso di mancato pagamento, incorreranno le sanzioni. Il pagamento dell'imposta non spetta all'inquilino solo se l'importo da lui dovuto è inferiore a sei euro.
Cosa pagano i coniugi separati o divorziati
In genere, la casa coniugale viene assegnata ad uno dei due coniugi, separati o divorziati, molto spesso alla moglie, che ottiene anche la custodia dei figli. Quindi, il coniuge assegnatario viene considerato il titolare dell'abitazione e pertanto, gli spetta il pagamento dei tributi. Nel caso della Tasi, possono esserci due tipi di casistiche: se gli ex coniugi sono comproprietari, il pagamento riguarda entrambi, in base alle quote di possesso. Ma se l'ex coniuge a cui è stata assegnata l'abitazione non è proprietario di quote dell'immobile, la divisione del pagamento è simile a quella tra proprietario e inquilino. Quindi l'ex coniuge assegnatario deve pagare un'imposta compresa tra il 10% e il 30%, in base alle disposizioni della delibera comunale. L'anno scorso il MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze)ha rilasciato delle disposizioni in merito alle quali, l'ex coniuge assegnatario, essendo titolare del diritto d'abitazione, è il solo che paga la Tasi per l'abitazione principale. Ma, non avendo queste dichiarazioni, valenza legislativa, è consigliato verificare presso il Comune di riferimento quali sono le disposizioni a riguardo e comportarsi di conseguenza.
Domande frequenti
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Chi deve pagare la TASI quando l'immobile è dato in affitto?Per le seconde case date in locazione con contratto registrato superiore a sei mesi, il costo della TASI viene suddiviso tra proprietario e inquilino. L'inquilino paga una quota variabile dal 10% al 30%, stabilita dalla delibera del proprio Comune, mentre il proprietario copre la restante parte (dal 70% al 90%). È fondamentale verificare la specifica normativa locale, poiché alcuni comuni potrebbero prevedere esenzioni per le seconde case. L'inquilino è personalmente responsabile del proprio versamento: se non paga, il proprietario non può essere chiamato a saldare la sua quota, salvo eventuali sanzioni dirette all'inquilino.
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Cosa succede se ci sono più proprietari dello stesso immobile?Quando un immobile ha più proprietari, questi sono tenuti al pagamento della TASI in solido. Ciò significa che l'Agenzia delle Entrate può richiedere l'intero importo a uno solo dei proprietari, il quale dovrà poi rifondere le quote agli altri. Se il proprietario designato non effettua il pagamento, gli altri co-proprietari possono essere chiamati a versare l'intera somma. Questa regola del 'vincolo di solidarietà' garantisce il gettito fiscale indipendentemente dai conflitti interni tra i proprietari. Si consiglia sempre di chiarire internamente le modalità di ripartizione per evitare dispute successive.
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La TASI si paga sulla casa assegnata al coniuge separato o divorziato?La situazione varia in base allo status di proprietà. Se l'ex coniuge assegnatario della casa coniugale ne è anche il proprietario, paga l'imposta in base alla sua quota di possesso. Se invece non è proprietario, la gestione assomiglia a quella tra proprietario e inquilino: l'assegnatario paga una quota tra il 10% e il 30% (se il Comune lo prevede), mentre l'altro ex coniuge paga il resto. Attenzione: recenti indicazioni ministeriali suggeriscono che chi ha il diritto d'abitazione sull'abitazione principale sia l'unico soggetto passivo, ma la prassi locale può differire; verifica sempre con il tuo Comune.
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Devo pagare la TASI su un appartamento vuoto o in ristrutturazione?Sì, la TASI è dovuta anche sugli immobili non locati. Spetta interamente al proprietario per fabbricati sfitti, aree fabbricabili, unità in fase di ristrutturazione o costruite per la vendita ma non ancora vendute. Anche per i fabbricati non produttivi di reddito fondiario usati per attività professionali o semplicemente tenuti a disposizione, il proprietario sostiene il 100% del tributo. Non esistono riduzioni automatiche per la vacanza immobiliare o i lavori di recupero, a meno che non si applichino specifiche agevolazioni comunali o nazionali vigenti nel periodo di riferimento.
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Qual è la soglia minima sotto cui non si paga la TASI?Esiste un'esenzione automatica per importi molto bassi. Nello specifico, l'inquilino non è tenuto a pagare la propria quota di TASI se l'importo calcolato risulta inferiore a sei euro. Questa norma tutela i piccoli contribuiscenti evitando oneri amministrativi sproporzionati rispetto al debito. Per il proprietario, non vi è generalmente una soglia di esenzione diretta legata all'importo minimo, poiché la sua quota è preponderante; tuttavia, le regole generali sulle imposte locali possono prevedere altre fasce di esonero in base al valore catastale o alla situazione familiare. Controlla sempre le delibere comunali per dettagli specifici.




