Quanto paga l'inquilino
Nel caso sia previsto il pagamento della Tasi, l'inquilino deve versare una quota compresa tra il 10% e il 30%. La percentuale esatta viene stabilita dalla delibera comunale. Nel caso in cui questa preveda il versamento dell'imposta per le seconde case, l'inquilino non dovrà versare un importo inferiore al 10%. Se nell'abitazione sono presenti più persone che non appartengono allo stesso nucleo famigliare, la Tasi deve essere suddivisa tra gli inquilini. Ad esempio, se la quota Tasi è di 100€ e la delibera comunale prevede per l'inquilino il 20%, quindi 20 euro, la somma dovrà essere divisa tra le due famiglie che abitano l'immobile, quindi 10 euro a famiglia. Perciò l'inquilino non deve pagare il 20%, ma la sua parte dovuta per l'intero immobile. Se dai calcoli effettuati, l'importo dovuto risulta inferiore a 6 euro, l'inquilino è tenuto a pagare l'imposta.
Come si calcola la Tasi
Per sapere con esattezza l'importo della Tasi, innanzitutto bisogna conoscere le delibere comunali, per questo si può fare anche una rapida ricerca sul web. Una volta appurato che il pagamento è previsto, si può passare alla fase successiva. In genere è disponibile il collegamento al link Riscotel che permette di calcolare automaticamente l'importo esatto dell'imposta e compilare anche il relativo modello F24. Per questo calcolo si deve essere in possesso di alcuni dati, primo tra tutti la rendita catastale dell'abitazione, che può trovarsi, in alcuni casi, nel contratto di affitto. In alternativa, l'inquilino può richiederla al proprietario, o reperirla tramite l'Agenzia delle Entrate o l'Ufficio Tributi. Una volta ottenute le rendite catastali occorre seguire dei passaggi: sommarle tra di loro, moltiplicare il risultato per 105 e poi moltiplicare nuovamente per 160. Il risultato sarà la base imponibile a cui si applicheranno le relative aliquote. Se non sono state emanate nuove aliquote di Imu e Tasi entro il 23 maggio dell'anno in corso, esse rimangono invariate.
Come si paga la Tasi
L'inquilino può pagare la Tasi tramite bollettino di conto corrente postale o modello F24. L'invio dei bollettini non è previsto dai Comuni, anche se si può fare richiesta per riceverli direttamente a casa. Presso gli uffici postali sono disponibili i bollettini, in parte già precompilati. Quindi è necessario aggiungere i propri dati anagrafici e le informazioni dell'immobile per cui si sta pagando l'imposta. Se si decide di pagare tramite modello F24, l'operazione può risultare ancora più veloce, poiché si può eseguire anche online, se la Banca lo prevede. Basta indicare i propri dati anagrafici e il codice catastale del Comune. Inserire il codice tributo, che per le abitazioni principali e relative pertinenze è il 3958, mentre per altri fabbricati è il 3961. In seguito, specificare il numero di immobili ed infine, barrare la casella "Acc" relativa all'acconto, l'anno di riferimento e la somma dovuta.
Cosa succede se l'inquilino non paga
Ci sono alcuni casi in cui l'inquilino non è tenuto a pagare la Tasi. Ad esempio, come è descritto sopra, se il Comune decide di non imporre la tassa per le seconde abitazioni. Un altro caso fa riferimento alla delibera del Comune per un'aliquota al 10.6 per l'Imu. Se non decidono di usare l'aliquota supplementare dello 0.8 per mille, esauriscono già con l'Imu la possibilità di intervento fiscale attuabile sulle seconde case e quindi il versamento dell'imposta non è previsto. Inoltre, se l'inquilino ha un contratto di locazione che non supera i sei mesi, la Tasi è dovuta solo al proprietario. In caso di mancato pagamento dell'imposta, il proprietario non ha alcuna responsabilità a riguardo. In caso di mancato pagamento o versamento parziale, l'inquilino può avvalersi del ravvedimento operoso, versando la somma dovuta con gli interessi, in relazione ai giorni di ritardo: fino a 14 giorni, fino a 30 giorni e oltre i termini appena elencati. La sanzione amministrativa che viene applicata è pari al 30% dell'importo della somma dovuta.
Domande frequenti
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Qual è la percentuale di TASI che devo pagare come inquilino?La quota di TASI a carico dell'inquilino varia dal 10% al 30% del totale dell'imposta, stabilendo esattamente quale percentuale applicare spetta alla singola amministrazione comunale attraverso le proprie delibere. È fondamentale verificare la normativa locale specifica, poiché ogni comune può determinare aliquote diverse. In nessun caso la quota dovuta dall'inquilino può scendere sotto il 10% se il comune prevede il versamento per le seconde case. Questa percentuale si applica sulla base della rendita catastale dell'immobile e non è fissa a livello nazionale, quindi la prima azione da compiere è consultare il sito del proprio comune o contattare l'ufficio tributi per conoscere l'aliquota vigente.
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Come si calcola l'importo esatto della TASI se vivo in condominio o con altri?Il calcolo inizia con la rendita catastale dell'unità immobiliare. Una volta ottenuto questo dato, bisogna sommare le rendite catastali di tutte le unità costituenti l'edificio (se si tratta di un condominio), moltiplicare il totale per 105 e successivamente per 160; il risultato costituisce la base imponibile. Su questa base si applicano le aliquote comunali. Se nella stessa abitazione convivono nuclei familiari diversi, la quota complessiva dell'inquilino (calcolata col 10-30%) va divisa equamente tra tutti i coinquilini non appartenenti allo stesso nucleo. Attenzione: se il singolo importo calcolato per persona è inferiore a 6 euro, si è comunque tenuti al pagamento.
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Quando non sono obbligato a pagare la TASI come affittuario?Non devi pagare la TASI in tre casi specifici. Primo: se il tuo comune non ha deliberato l'applicazione dell'aliquota aggiuntiva per le seconde case, sfruttando solo quella base Imu al 10,6 per mille. Secondo: se il contratto di locazione ha una durata inferiore a sei mesi, in tal caso l'onere ricade esclusivamente sul proprietario. Terzo: se l'immobile è classificato come abitazione principale e il comune non ha previsto imposte specifiche per essa. In questi scenari, la responsabilità fiscale rimane interamente al proprietario dell'immobile, liberandoti da qualsiasi obbligo di versamento diretto all'erario.
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Come posso pagare la TASI e quali codici devo usare?Puoi effettuare il pagamento tramite Modello F24 o utilizzando un bollettino di conto corrente postale. Il metodo F24 è spesso più rapido e permette il pagamento online tramite home banking. Devi inserire il codice tributo 3958 per le abitazioni principali e relative pertinenze, oppure il 3961 per altri tipi di fabbricati. Ricorda di indicare correttamente i tuoi dati anagrafici, il codice catastale del comune, il numero degli immobili e l'importo calcolato. Non dimenticare di barrare la casella 'Acc' se stai versando l'acconto e di specificare l'anno di riferimento. I bollettini postali possono essere richiesti al comune o ritirati presso gli uffici postali, compilandoli manualmente con i dati dell'immobile.
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Cosa rischio se pago la TASI in ritardo o non la pago affatto?Il mancato o ritardato pagamento comporta sanzioni amministrative pari al 30% dell'importo dovuto, oltre agli interessi legali calcolati sui giorni di ritardo. Tuttavia, il sistema prevede il 'ravvedimento operoso', uno strumento che ti permette di regolarizzare la posizione pagando quanto dovuto insieme agli interessi ridotti, evitando la sanzione piena se intervieni tempestivamente. Le agevolazioni variano in base alla tempistica: meno di 14 giorni, fino a 30 giorni o oltre. È importante agire subito per minimizzare i costi aggiuntivi. Il proprietario non risponde del tuo inadempimento, quindi la pressione fiscale e le eventuali notifiche riguardano esclusivamente te come contribuente diretto.





