come lucidare legno

Restauro

Lucidare il legno

Per lucidare il legno bisogna conoscere le varie tecniche e i prodotti da poter utilizzare; esistono vari tipi di intervento: la lucidatura a cera, con gommalacca e a tampone.

di Redazione

30 settembre 2016

Lucidare il legno

Il legno per essere lucidato richiede delle tecniche particolari che possono essere applicate in diversi modi. Si può procedere con la finitura di prodotti industriali a base acrilica che tuttavia hanno un inconveniente di base, ovvero con il tempo si opacizzano creando una pellicola resistente ma del tutto antiestetica soprattutto se si tratta di mobili di gran pregio. Ecco quindi che tornano prepotentemente alla ribalta i vecchi e cari metodi tradizionali, migliori, duraturi e soprattutto non inquinanti. Tra questi troviamo la lucidatura a cera e quella a tampone. Tuttavia un’alternativa potrebbe essere quella di acquistare delle aniline contenenti prodotti lucidanti e di buona qualità. Ma se miriamo ad ottenere il meglio dal punto di vista della lucidatura del legno, allora i metodi tradizionali sono senza alcuna esitazione quelli migliori da utilizzare. Ogni lucidatura, per ottenere l’effetto desiderato richiede delle superfici lisce, perfettamente levigate e soprattutto pulite quindi prima di applicare le sostanze lucidanti, è opportuno utilizzare un panno di tela con all’interno un batuffolo di ovatta leggermente imbevuto di acqua da strofinare sulla superficie da lucidare, avvalendosi di pomice in polvere che è l’ideale per smerigliare leggermente il legno.

Lucidare il legno a cera

La lucidatura a cera è senz’altro la più antica, la più diffusa ed ha il pregio di essere eseguita in modo facile, dona lucentezza, nutre il legno ed è duratura e bella da vedersi. E’ l’ideale per "rinfrescare" il legno di un mobile già precedentemente trattato a cera che si applica dopo averla accuratamente preparata. Conviene infatti acquistare un barattolo di cera per finitura, e aggiungendo l’essenza di trementina, viene messa in un contenitore e scaldata a bagnomaria mescolando di tanto in tanto per evitare grumi. Quando è completamente sciolta allora è pronta per l’uso; tuttavia c’è da aggiungere che così preparata può essere mescolata con piccole quantità di colorante simile a quello preesistente o alla tonalità che vogliamo creare. L’applicazione della cera per lucidare il legno si può effettuare con il pennello, con la spazzola a setole morbide ma anche con un tampone. Quest’ultimo sistema però, è da riservarsi a mobili che presentano ampi piani lisci e continui, senza modanature, incisioni o rilievi.

Lucidare il legno con gommalacca

E’ il trattamento di finitura e lucidatura più classico e di maggiore bellezza. I mobili classici di maggior valore (inglesi, epoca vittoriana) sono appunto trattati con gommalacca. La sostanza si può applicare a pennello o a tampone. Con il primo conviene quando il legno è tenero o è molto sagomato, il secondo invece è migliore su ampi piani perfettamente levigati. Per applicare la gommalacca a pennello bisogna preparare una soluzione concentrata di circa 250 grammi di gommalacca da sciogliere in un litro di alcool. Quando si scioglie del tutto, va distribuita sulla superficie seguendo la venatura naturale del legno facendo attenzione alle colature. E’ ben lavorare in un ambiente piuttosto caldo e asciutto poiché in un luogo freddo potrebbero formarsi delle zone chiare sul legno. Come tutte le "verniciature" anche l’applicazione della gommalacca richiede più di una mano. Infine è da tenere presente che ad ogni applicazione il legno tende a diventare più scuro quindi, è consigliabile regolarsi con la quantità di gommalacca che ridotta genera una tonalità più chiara.

Lucidare il legno a tampone

L’applicazione del lucido a tampone permette di stendere sul legno strati estremamente sottili di gommalacca particolarmente uniformi che consentono una finitura e lucidatura di alta qualità. Non si tratta di un lavoro semplice: va fatta quindi un poco di esperienza prima di lavorare su di un mobile di una certa qualità. La preparazione del liquido avviene utilizzando circa 100 grammi di gommalacca da sciogliere in un litro di alcool. A questo punto bisogna preparare il tampone ritagliando dei rettangoli di stoffa di circa 15X15 centimetri, e inserendo all’interno dell’ovatta imbevuta nella soluzione con gommalacca, dopo di chè viene ripiegata ai quattro angoli facendo assumere la forma di un tampone. L’applicazione avviene con una prima passata lenta seguendo il verso delle venature ed esercitando una pressione leggera all’inizio, aumentandola poi man mano che il tampone si asciuga. Se lo scorrimento del tampone diventa difficoltoso va lubrificato con un po’ di olio paglierino o di lino. Noterete che ad ogni passata il legno diventa sempre più lucido. Tuttavia questa lucentezza tende a diminuire man mano che il liquido si asciuga. Per mantenere quindi lucida la parte è importante caricare nuovamente un tampone con gommalacca molto diluita, in modo da ottenere una pellicola sottilissima che funge da lucidatura finale.

Domande frequenti

  • Qual è il metodo migliore per lucidare il legno di un mobile antico o di pregio?
    Per i mobili antichi o di alto valore, i metodi tradizionali come la lucidatura a cera e quella a gommalacca sono nettamente superiori alle finiture industriali acriliche. Le vernici moderne tendono a opacizzarsi nel tempo creando una pellicola antiestetica, mentre la cera nutre il legno mantenendolo bello e duraturo. La gommalacca, invece, offre la finitura classica e di maggiore bellezza, ideale per pezzi vittoriani o inglesi. Entrambi i metodi rispettano la natura del materiale e garantiscono risultati esteticamente gradevoli nel lungo periodo, a differenza delle alternative sintetiche.
  • Come si prepara correttamente la cera per la lucidatura del legno?
    Per preparare la cera, acquista un barattolo di cera per finitura e aggiungi essenza di trementina. Metti il composto in un contenitore e scalda a bagnomaria, mescolando costantemente per evitare la formazione di grumi. Una volta che la cera è completamente sciolta, il prodotto è pronto all'uso. Puoi inoltre incorporare piccole quantità di colorante simile alla tonalità originale del mobile o desiderata. Questa preparazione manuale garantisce una consistenza uniforme e permette di personalizzare il colore per un risultato armonioso con l'arredo esistente.
  • In cosa differisce l'applicazione della gommalacca a pennello rispetto al tampone?
    La scelta dello strumento dipende dalla struttura del mobile. Il pennello è consigliato quando il legno è tenero o presenta forme molto sagomate, grazie alla sua capacità di raggiungere le fessure. Il tampone, invece, è superiore per ampi piani perfettamente levigati, poiché permette di stendere strati sottilissimi e uniformi di gommalacca, ottenendo una finitura di alta qualità. In entrambi i casi, la soluzione si ottiene sciogliendo circa 250 grammi di gommalacca in un litro di alcool, distribuendola seguendo la venatura naturale del legno.
  • Quale precauzione devo prendere durante l'applicazione della gommalacca?
    È fondamentale lavorare in un ambiente caldo e asciutto. Se l'ambiente è troppo freddo, potrebbero formarsi delle zone chiare indesiderate sulla superficie del legno. Inoltre, ricorda che ad ogni applicazione il legno tende ad assorbire il prodotto diventando progressivamente più scuro. Per questo motivo, è consigliabile regolare attentamente la quantità di gommalacca: ridurne l'uso aiuta a mantenere una tonalità più chiara. Applicare più mani è necessario per una copertura completa, ma la pazienza evita effetti cromatici eccessivi.
  • Come si realizza e si utilizza il tampone per la lucidatura?
    Prepara il tampone ritagliando rettangoli di stoffa di circa 15x15 cm e inserendo all'interno ovatta imbevuta nella soluzione di gommalacca (circa 100g per litro di alcool). Piega i quattro angoli per formare il tampone. Applica con una passata lenta seguendo la venatura, iniziando con pressione leggera e aumentandola man mano che il tampone si asciuga. Se lo scorrimento diventa difficile, lubrifica con olio paglierino o di lino. Man mano che il liquido si asciuga, la lucentezza cala: ricarica il tampone con gommalacca molto diluita per stendere una pellicola sottile finale che ripristina il brillo.