restauro mobili

Restauro

restaurare mobili fai da te

Il restauro dei mobili, è un’operazione, che richiede una serie di attenzioni e cure, oltre che un gran senso dell’estetica e della bellezza.

di Redazione

31 luglio 2013

Restauro mobili

La prima dote di un restauratore è l’amore per il proprio lavoro, la cura del dettaglio, il gusto del particolare, l’arte della bellezza, l’essenza del ricordo. L’arte del restauro, richiede una serie di tecniche minuziose, una conoscenza notevole del materiale da trattare, innovazione, conservazione, senso dell’estetica. La restaurazione di un mobile, richiede una serie di passaggi graduali, che partono dall’analisi della struttura, dalla finitura, dal materiale con cui è stato costruito, dal tempo che lo ha invecchiato. Il restauro, può essere di tipo conservativo o integrativo: le due tecniche, sposano due tipologie di risultato differenti, l’una volta alla conservazione identica del mobile e la ripristino dell’estetica strutturale iniziale, l’altro, volto ad una metodologia di innovazione unica che cambia in parte la finitura. A seguito dell’analisi della struttura, si andranno ad effettuare operazioni di falegnameria, pulitura e lucidatura. I lavori di falegnameria, sono votati al reintegro di parti della struttura, all’applicazione di stucco e altre sostanze solide, che possano restituire al mobile la compattezza e la solidità iniziale. Costituiscono il primo passaggio, perché è necessario il recupero della forma, dalla quale si procederà con operazioni di pulitura e abbellimento. La pulitura, è un’operazione molto delicata e complessa, che va effettuata con l’utilizzo di prodotti idonei e poco aggressivi. L’obbiettivo è quello di ravvivare la lucentezza del colore, senza alterarne la patina iniziale; l’utilizzo di prodotti aggressivi, potrebbe compromettere irreversibilmente la colorazione che il mobile ha acquisito nel tempo, danneggiandolo inevitabilmente sia sotto il profilo estetico, nel valore stesso della struttura. Il processo di pulitura, è immediatamente seguito da quello di lucidatura, che viene seguito con della cera e con della gommalacca, a seconda della tipologia e della qualità del legno. L’obbiettivo principale, è dunque quello di ricreare la bellezza perduta nel tempo, di rinnovare il sapore antico e lo splendore di un oggetto che sa di antico, di tradizione, di conservazione, di ricordo. Il lavoro di falegnameria, va effettuato per primo con la sostituzione di pezzi mancanti di notevole portata; questi stessi pezzi, andranno scelti sulla stessa falsariga del legno del mobile; il procedimento di stuccatura, viene invece eseguito per riempire piccoli fori lasciati dall’azione dei tarli o dei chiodi. Lo stucco in eccesso andrà poi rimosso con della carta vetrata, mentre la finitura verrà effettuata con uno strato di gommalacca.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra restauro conservativo e integrativo?
    Il restauro conservativo mira a preservare l'identità originale del mobile, mantenendo intatta la sua storia e la patina del tempo senza alterazioni estetiche significative. Al contrario, il restauro integrativo cerca di ripristinare l'estetica strutturale iniziale, intervenendo sulle finiture per far sembrare il mobile come nuovo o come appariva quando fu creato. La scelta dipende dagli obiettivi: se si vuole mantenere il valore storico e l'invecchiamento naturale, si opta per la conservazione; se si desidera un aspetto più brillante e 'nuovo', si sceglie l'integrazione.
  • Come si effettua correttamente la pulitura di un mobile antico?
    La pulitura è un'operazione delicata che richiede l'uso di prodotti specifici, poco aggressivi e non abrasivi. L'obiettivo è rimuovere lo sporco superficiale ravvivando la lucentezza senza cancellare la patina storica, ovvero quella pellicola sottile formata dall'usura e dal tempo che conferisce valore al pezzo. Evitare assolutamente detergenti domestici comuni, ammoniaca o solventi forti, poiché potrebbero alterare irreversibilmente i colori originali e degradare la verniciatura antica, causando danni estetici permanenti alla struttura lignea.
  • Quando bisogna intervenire con la falegnameria durante il restauro?
    Gli interventi di falegnameria costituiscono il primo passo fondamentale del restauro, poiché è necessario recuperare la solidità e la forma geometrica del mobile prima di qualsiasi operazione estetica. Si procede sostituendo i pezzi di legno mancanti di grande portata scegliendo essenze simili a quelle originali per garantire coerenza visiva e strutturale. Successivamente, si utilizzano stucchi specifici per riempire piccoli difetti come buchi lasciati da chiodi vecchi o tane di tarli, assicurando così che la struttura sia solida e pronta per le fasi successive di finitura.
  • Come si rimuove lo stucco in eccesso dopo aver riparato il mobile?
    Dopo aver applicato lo stucco per colmare fori o crepe, è essenziale lasciare asciugare il prodotto secondo le indicazioni del produttore. Una volta indurito, l'eccesso deve essere rimosvo con attenzione utilizzando carta vetrata di grana fine. Questa operazione va fatta con cautela per livellare perfettamente la superficie riparata rispetto al resto del mobile, evitando di graffiare il legno circostante. Solo dopo aver ottenuto una superficie liscia e uniforme si potrà procedere con l'applicazione della gommalacca o della cera per uniformare la finitura finale.
  • Quale prodotto usare per la lucidatura finale: cera o gommalacca?
    La scelta tra cera e gommalacca dipende dalla tipologia e dallo stato del legno e della vernice originale. La gommalacca è spesso utilizzata per creare una base protettiva lucida e duratura, specialmente su legni duri o quando si vuole un effetto vetro. La cera, invece, offre una protezione più morbida e un effetto satinato, ed è ideale per riverniciature leggere o per dare nutrimento al legno senza appesantirlo. Spesso si combinano entrambi: la gommalacca come fondo e la cera come finitura superficiale per proteggere e alimentare il legno nel tempo, recuperando il suo splendore antico.