orchidea cymbidium

Orchidee

Orchidee in casa

Le orchidee sono una delle piante decorative più belle ed affascinanti. Curarle, però, non è sempre facile, Scopriamo quali sono le specie d'orchidee che più si adattano meglio agli ambienti domestici

di Redazione

09 luglio 2013

Le diverse specie d'orchidee

L'orchidea è uno dei fiori più amati e coltivati al mondo, Ma non tutti sanno che le orchidee non sono tutte uguali. Le orchidee appartengono alle grande famiglia delle Orchidaceae (conosciute anche come Asparagales) e si suddividono in un numero incredibile di specie (circa 25.000) e generi (circa 650). Solo in Italia, sono state classificate più di ottantamila specie spontanee di orchidee che nascono e crescono in ambienti molto diversi tra di loro (alcune sono tipiche dei luoghi di mare, altre di quelli di montagna). Per semplificare un po' le cose, dunque, ci limiteremo a dire che dal punto di vista biologico, le diverse orchidee vengono classificate in: - EPIFITE: sono orchidee caratterizzate dalla semplice presenza di radici aeree. Si sviluppano fissandosi agli alberi che utilizzano come supporto. I generi più coltivati sono: Cymbidium, Odontoglossum, Cattleya, Phalaenopsis e Vanda. - SCADENTI: queste orchidee sono radicate al suolo grazie a dei fusti volatili che si attaccano a diversi substrati e sono caratterizzati da radici di tipo aereo. La Vanilla (Vanilla planifolia), proveniente dal Messico, è forse l'orchidea più conosciuta di questo gruppo. - TERRESTRI: sono tipiche dei paesi caratterizzati da un clima temperato. Queste orchidee crescono nel terreno e sviluppano radici in grado mantenersi ben salde nella terra (dalla quale prendono tutti gli elementi nutritivi più importanti). Sono tipici esempi di orchidee terrestri: Cymbidium, Bletilla, Cypripedium e Paphilopedilum. - ORCHIDEE CHE VIVONO PARASSITICAMENTE: queste piante non sono dotate di clorofilla e sono, dunque, portate a condurre un'esistenza eterotrofa (si nutrono di materiale organico presente nell'ambiente circostante). Per questa loro caratteristica, queste orchidee, ricordano un po' i funghi che si sviluppano grazie all'humus o ai materiali presenti nel terreno. Tra questa classe di orchidea, il genere Corallorhiza è quello più conosciuto

Le orchidee più note: le phalaenopsis

Abbiam visto che esistono tantissime specie di orchidee. Tra queste, la più famosa e diffusa è la Phalaenopsis, bellissima pianti originaria di alcune zone asiatiche e dell'Australia. Il suo particolare nome deriva da "Phalaena = farfalla" e "Opsis= simile" e ricorda la particolare forma di farfalla del fiore. Queste orchidee hanno, generalmente, dalle 2 alle 6 foglie (grandi, carnose e da un verde molto brillante) . Grosse, numerose e ben ramificate sono, invece, le radici.grazie ad esse la pianta può aderire al substrato in maniera salda.

Come curare le orchidee phalaenopsis in casa: alcuni accorgimenti

Se desiderate che la vostra Phalaenopsis cresca sana e forte in tutto il suo splendore dovrete, innanzitutto, sistemarla in una stanza luminosa, caratterizza da temperature gradevoli (le massime non dovrebbero mai superare i 23°C). Ricordate che le orchidee amano la luce, però soffrono l'esposizione diretta ai raggi del sole. Esponete la vostra Phalaenopsis alla luce diretta solo nei mesi invernali, quando i raggi del sole non risultano particolarmente intensi. Con l'arrivo della primavera,invece, abbiate l'accortezza di schermare i vetri della finestra con una tenda leggera. Fate molta attenzione alle correnti d'aria ed evitate di sistemare la vostra orchidea in linea tra una finestra ed una porta. Per quanto riguarda l'annaffiatura, è bene tener presente che durante i mesi autunnali ed invernali la Phalaenopsis non necessita di frequenti innaffiature. Anzi, troppa acqua potrebbe causare una serie di problemi, anche gravi: le radici, così come le foglie, potrebbero marcire, i boccioli potrebbero cadere ed i batteri potrebbero diffondersi. Attenti anche alle vaporizzazioni che possono creare un pericoloso ristagno dell'acqua tra le ascelle fogliari. Se vaporizzate, non fatelo mai di sera, ma sempre di primo mattino. Il modo migliore per regolarsi con le innaffiature delle Phalaenopsis è quello di tenere in considerazione il colore delle radici. Quando noterete che queste prendono dei riflessi argenterei potete procedere con l'innaffiatura (senza però esagerare!). Durante i mesi estivi, potete innaffiare, regolandovi con le condizioni climatiche, dalle 2 e alle 4 volte settimanali. Infine, la concimazione. Le orchidee non sono particolarmente esigenti e non necessitano di particolari elementi nutritivi, Potete concimare la vostra orchidea una volta al mese. Ricordate di scegliere un concime ad alto contenuto di azoto (N) nei mesi primaverili, e con un discreto contenuto di fosforo (P) e potassio (K).

L'orchidea tra miti, leggende, curiosità

La bellissima piantina che avete in casa nasconde una storia affascinante. Le orchidee, infatti, vengono da molto lontano. Leggenda narra che nell'antica Grecia, viveva un giovane dall'aspetto incantevole e dal temperamento focoso. Il suo nome era Orchis, ed era figlio di un satiro e di una ninfa.. Durante i festeggiamenti in onore di Dioniso, Orchis, insidiò una sacerdotessa, convinto le divinità lo avrebbero lasciato impunito in virtù dei suoi natali. Dioniso, però, non tollerò il suo atteggiamento e lo fece sbranare dalla sue feroci belve. Gli dei, a quel punto, provando pietà per la crudele fine di quel giovane tanto bello, decisero di perpetuare la sua memoria. Dalle spoglie mortali di Orchis nacque così una meravigliosa pianta caratterizzata dalla presenza di due tuberi rotondeggianti (simbolo della virilità del giovane): l'orchidea, appunto. In virtù del loro seducente profumo e del loro particolare fascino, le orchidee, sono considerate il simbolo dell'eleganza, della bellezza raffinata, della regalità, ma anche della sensualità.

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Domande frequenti

  • Come capire quando è il momento giusto per annaffiare la mia Phalaenopsis?
    Il metodo più affidabile per stabilire l'intervallo di irrigazione è osservare il colore delle radici. Quando le radici sane, solitamente verdi, assumono un riflesso argenteo o grigiastro, significa che la pianta ha bisogno di acqua. È fondamentale non aspettare che le radici diventino completamente bianche e secche. Durante l'estate, l'annaffiatura può essere necessaria da 2 a 4 volte a settimana, mentre in inverno le esigenze idriche diminuiscono drasticamente; in questa stagione, evita eccessi per prevenire il marciume radicale e fogliare. Non lasciare mai acqua stagnante nel sottovaso.
  • Qual è l'illuminazione ideale per far fiorire le orchidee in casa?
    Le orchidee, in particolare le Phalaenopsis, richiedono una luminosità intensa ma filtrata. Posizionale vicino a una finestra esposta a est o nord, oppure usa tende leggere per schermare i raggi diretti durante la tarda primavera e l'estate. L'esposizione solare diretta può bruciare le foglie, creando macchie marroni. Nei mesi invernali, quando il sole è meno intenso, puoi esporla direttamente alla luce per favorire la fotosintesi e la futura fioritura. Evita assolutamente posizioni buie, poiché la pianta sopravviverà ma non fiorirà mai.
  • Posso usare acqua del rubinetto per le mie orchidee?
    In generale, sì, purché l'acqua non sia troppo calcarea. Le orchidee sono sensibili ai sali minerali disciolti nell'acqua dura, che possono accumularsi nel substrato e danneggiare le radici. Se l'acqua di casa tua è molto dura, è consigliabile utilizzare acqua piovana, demineralizzata o quella rimasta a riposare in un recipiente aperto per 24 ore, così da far evaporare parte del cloro. Assicurati sempre che l'acqua sia a temperatura ambiente per evitare shock termici alle radici, specialmente in inverno.
  • Quanto spesso devo concimare un'orchidea Phalaenopsis?
    Le orchidee non sono piante particolarmente esigenti in termini di nutrienti. Una frequenza mensile è generalmente sufficiente durante il periodo vegetativo attivo, ovvero dalla primavera all'autunno. Scegli fertilizzanti specifici per orchidee: in primavera prediligi prodotti ricchi di azoto (N) per stimolare la crescita delle foglie e dei nuovi getti. Successivamente, verso l'estate, passa a concimi con maggiore contenuto di fosforo (P) e potassio (K) per favorire la formazione dei boccioli floreali. In inverno, sospendi quasi totalmente la concimazione.
  • Cosa fare se ho vaporizzato l'acqua e questa si è accumulata tra le foglie?
    L'accumulo di acqua nelle ascelle fogliari (dove la foglia incontra il fusto) è pericoloso perché favorisce il rapido sviluppo di muffe e batteri, causando il marciume del colletto, che spesso porta alla morte della pianta. Se noti ristagni, tampona delicatamente l'area con carta assorbente. Per future vaporizzazioni, limitati a nebulizzare l'aria intorno alla pianta piuttosto che le foglie stesse, e fallo sempre al mattino presto. Questo permette all'acqua di evaporare completamente durante la giornata, evitando che resti intrappolata nelle nicchie fogliari durante la notte.