bonsai in miniatura

Bonsai

Il bonsai

Una pianta che, secondo la filosofia orientale, rappresenta l'unione perfetta tra la natura e l'arte: scopriamo nel dettaglio il bonsai

di Redazione

24 aprile 2013

Il bonsai: bello e utile

Più passa il tempo, più stare al computer diventa un’azione di routine, qualcosa di quotidiano con cui tutti hanno a che fare in maniera più o meno frequente. Oramai, infatti, la soglia di coloro che trascorrono al pc almeno un’ora al giorno si sta alzando. Anzi, sarebbe più corretto dire che la forbice si sta ampliando sempre di più, sia verso l’alto che verso il basso. Sempre più bambini stanno al pc, così come lo fanno sempre più anziani. Non è più come una volta, quando il personal computer era un oggetto appannaggio di pochi: oggi tutti vogliono avere un computer in casa, e pochissimi vi rinunciano. Basti pensare al successo straordinario che riscuotono i social network e all’indiscussa capacità degli strumenti di comunicazione di massa, di favorire l’interazione tra le persone. Non abbiate paura, non siamo su un sito di informatica e non parleremo né di tecnologia né di pirateria, ma abbiamo preso in considerazione l’informatica per introdurre un argomento che, apparentemente, con questo ambito, ha poco o nulla a che vedere. Apparentemente, dicevamo, e non lo abbiamo fatto a caso. Tutt’altro. Se da un lato, infatti, connettersi a internet e utilizzare costantemente il personal computer, offre l’occasione di compiere un certo numero di azioni, dall’altro può causare danni anche gravi alla salute umana. State pensando sicuramente alla vista e all’apparato cerebrale, invece noi focalizzeremo la nostra attenzione con un fattore che contraddistingue non solamente i computer, ma tutti i dispositivi elettronici: le radiazioni. Esse scaturiscono dall’utilizzo di qualunque device elettronica e possono danneggiare il nostro organismo. La soluzione per attutire l’impatto di queste con la nostra vita si chiama botanica. Nella fattispecie, si chiama bonsai e consiste in una delle piante da tavolo, ma non solo, più famose e affascinanti della storia umana. A chi non è mai capitato di imbattersi in una scrivania con sopra un personal computer, una televisione e altri oggetti elettronici, senza notare nei paraggi un bonsai. Stiamo parlando di una pianta che, oltre all’indiscutibile valore estetico e vegetale, può dare una mano all’uomo a vivere meglio ed evitare pericoli. Il bonsai è, insieme ad alcune piante grasse, infatti, capace di neutralizzare le radiazioni e permettere all’uomo di usare il computer senza correre il minimo rischio. Vi starete chiedendo quale sia l’utilizzo migliore di questo prodotto, e noi vi rispondiamo che questa pianta è veramente un jolly, qualcosa di utilizzabile in ogni ambito. Che vi piaccia decorare il vostro balcone, oppure che vogliate proteggervi dalle radiazioni, il bonsai è senza ombra di dubbio ciò che fa per voi.

La tecnica di coltivazione

In base a quanto abbiamo affermato fino a questo punto, dunque, possiamo dire senza il timore di essere smentiti, che quando si parla del bonsai si faccia riferimento a una delle piante più duttili in assoluto. Se da un lato, questo oggetto consente di garantire al proprio spazio un colpo d’occhio assolutamente notevole, dall’altro ha ottime funzioni salutari. Chi non ha mai voluto qualcosa (una pianta, un quadro, un soprammobile) capace di assolvere a una o più funzioni? Ebbene, il bonsai ci riesce: se da un lato questa pianta riesce a neutralizzare il pericolo derivante dalle radiazioni, dall’altro riesce a migliorare l’immagine del vostro studio, del vostro ufficio e della vostra cameretta. Lasciando il campo dell’informatica e della qualità della vita, abbracciamo direttamente quello della botanica, e passiamo a parlare di tutto quanto c’è dietro a una piantina piccola, ma innegabilmente diversa dalle altre. Contrariamente a quanto si possa pensare, per parlare di bonsai bisogna un po’ prendere le distanze da quella splendida scienza chiamata botanica. I botanici stessi, infatti, sono concordi nel ritenere che quella di realizzare bonsai non sia un’azione agricola, per così dire, ma una vera e propria arte, qualcosa che avvicina l’uomo a un artista. Quando si parla di Bonsai, infatti, ci si riferisce all’arte di creare alberi in miniatura: può sembrare strano, ma è così. Quelle che noi abbiamo fino a qualche riga fa chiamato piantine, quelle che quasi tutti ritengono a tutti gli effetti delle piantine, sono in realtà degli alberi. Coltivati in miniatura ad hoc mediante un trattamento speciale: essi vengono curati per tutto il tempo in vasi appositivi, e crescono con quantità di acqua specifiche, con un irradiamento solare particolare, tale da consentire una crescita assolutamente esigua. La tecnica del Bonsai è senza ombra di dubbio una delle più interessanti e affascinanti in assoluto, quando si varca la soglia del mondo vegetale. Mediante questa tecnica, infatti, l’uomo applica il proprio intelletto e il proprio desiderio alle caratteristiche di un prodotto vegetale: con i processi tipici di questa metodologia, l’uomo riesce a dare a un prodotto vegetale la forma e le peculiarità che vuole, e a modellare la pianta in base alle proprie esigenze. Si tratta di qualcosa di straordinario.

Dal Lontano Oriente...

In passato, c’è da dire che alcuni ecologisti hanno avuto da ridire sulla tecnica del bonsai, ritenendola addirittura capace di violare quelle che sono le caratteristiche e i tempi di vita della pianta, ma possiamo essere assolutamente certi che le cose non stiano così. La tecnica del bonsai, oltre a rappresentare qualcosa di straordinario per gli occhi e per la botanica, è rispettosa al 100% di quello che è l’equilibrio naturale delle piante. Si tratta di una tecnica non invasiva, che muta le caratteristiche della pianta ben prima che cominci lo sviluppo. Anzi, ad analizzare nel dettaglio il procedimento con cui arriva alla vita un albero bonsai, ci si rende conto senza la minima difficoltà che queste piante ricevono addirittura quattro volte le cure che ricevono le piante normali. Chi ha intenzione di creare un albero bonsai, infatti, non può perdere di vista un attimo la propria coltivazione nella fase iniziale, e deve assicurare a quest’ultima, cura e attenzioni a dir poco maniacali, onde assicurarsi un prodotto finito che rispetti le peculiarità del bonsai. Si tratta di abituare la pianta a crescere nella maniera corretta in spazi ristretti, e non è una cosa facile, se non si conoscono le regole di questo mestiere e non si ha la minima dimestichezza con quella che, ripetiamo, è una vera e propria arte. Il bonsai, dal canto suo, richiede cure specifiche che le piante normali non vogliono assolutamente: bisogna regolare in maniera giusta la quantità di acqua necessaria alla pianta per crescere, ma al contempo bisogna regolarsi in maniera impeccabile con i tempi di potatura. Il pericolo principale, ovverosia l’oggetto da potare al momento giusto, sono le cosiddette radici fittonanti, quelle che penetrano in profondità nel terreno. Questo non deve mai accadere affinché il bonsai cresca sano e forte. Anche i rami vanno potati periodicamente, più o meno quando si effettua il rinvaso periodico di quella che considerare una pianta come le altre rappresenta un vero e proprio errore madornale. A questo punto della nostra breve rassegna, il lettore medio si starà ponendo domande relative alla storia, alla nascita di questa filosofia, ma al contempo, la maggior parte di coloro che stanno leggendo questo articolo, sa benissimo come un simile arte non possa che arrivare dall’Estremo Oriente, da quel Giappone tanto misterioso quanto affascinante. Ebbene, nelle righe che seguono faremo un excursus sulla storia del Bonsai e vedremo come nasce questa intrigante branca della botanica.

Focus sulla tecnica dello "sheishi"

Sul sito rifaidate.it, nella sezione apposita abbiamo concentrato la nostra attenzione su un altro elemento vegetale legato alla filosofia e alla cultura giapponesi: il giardino zen, specchio della vita e fattore tutto da scoprire. Come abbiamo fatto in quel caso, anche adesso sottolineiamo quelle che sono le caratteristiche precipue della filosofia bonsai, estremamente da scoprire. Non ci si affida al caso: questa è la prima cosa che ci sentiamo in dovere di chiarire: è vietato pensare che in questo, come in altri casi, si possa lavorare senza un criterio. In ambito naturale, parlando della natura vista dai giapponesi, tutto ha un suo significato, tutto ha un suo perché, tutto è nel posto in cui deve essere per un motivo preciso. Come nel giardino zen le striscioline sulla ghiaia rappresentano l’acqua che imita lo scorrere del tempo, anche in questo caso gli elementi hanno delle loro ragioni. Il bonsai non fa altro che riprodurre la natura in tutto il suo insieme, ma in piccole dimensioni. La prima regola da osservare è la forma conica del tronco della piantina, poi si passa alle foglie, che devono necessariamente avere una dimensione ridotta, nel rispetto delle dimensioni altrui. E’ impensabile coltivare un bonsai dove gli elementi abbiamo dimensioni discordanti, è praticamente improponibile. Il terzo elemento da tenere in serissima considerazione, e che dipende anche dagli altri due, è la naturalezza della pianta stessa: un fattore non misurabile ma ugualmente capace di fare la differenza, qualcosa che salta all’occhio immediatamente e prima di quello che si possa pensare. La filosofia Bonsai, nata in Cina ma perfezionata dai Giapponesi in tempi recenti, è ispirata a sua volta ad un’altra visione della natura, conosciuta tra gli esperti di “mondo orientale”, come sheishi, che vuol dire “dare una forma, modellare coltivando, sempre nel rispetto della pianta”. Stiamo parlando di una visione che, a dispetto delle sue radici estremamente antiche, è sempre stata avveniristica e non smetterà mai di esserlo. Il bonsai, per intenderci e per racchiudere il pensiero orientale su questa pianta, è l’unione perfetta tra la natura e l’arte. Bastano poche foglioline e un piccolo tronco conico, a suggellare in maniera perfetta la simbiosi tra questi due elementi, tutti da difendere e tutti da scoprire. Se andate in Giappone, dunque, non perdetevi una visita in uno dei tanti musei del Bonsai, dislocati su tutti e tre gli arcipelaghi della nazione del Sol Levante.

Domande frequenti

  • Il bonsai è realmente in grado di filtrare le radiazioni emesse dai computer?
    È importante fare chiarezza scientifica: il bonsai, come tutte le piante, contribuisce a migliorare la qualità dell'aria interna assorbendo anidride carbonica e rilasciando ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana. Tuttavia, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che le piante possano "neutralizzare" o schermare le radiazioni elettromagnetiche (come Wi-Fi o campi magnetici) emessi dagli apparecchi elettronici. Attribuire al bonsai proprietà di protezione contro le radiazioni è una credenza diffusa ma infondata. Il vero beneficio per la salute deriva piuttosto dalla riduzione dello stress visivo e mentale grazie alla presenza di un elemento naturale nell'ambiente di lavoro, favorendo un benessere psicologico generale.
  • Quali sono le differenze principali tra un bonsai e una normale pianta ornamentale?
    La distinzione fondamentale non risiede nella specie botanica, poiché quasi qualsiasi albero o arbusto può diventare un bonsai, ma nella tecnica di coltivazione e nell'estetica. Un bonsai è un albero vivo mantenuto in miniatura attraverso tecniche specifiche come la potatura radicale e aerea, il wireing (piegatura dei rami con filo di rame) e la scelta di vasi piccoli. Mentre una pianta normale cresce liberamente seguendo i suoi cicli naturali, il bonsai viene modellato artificialmente per replicare l'aspetto di un albero adulto e maestoso in scala ridotta. Richiede cure molto più frequenti e mirate, specialmente per quanto riguarda il controllo delle radici e la gestione dell'acqua, per impedire che la pianta raggiunga le sue dimensioni naturali.
  • Come si esegue correttamente la potatura di un bonsai?
    La potatura del bonsai si divide principalmente in due categorie: la potatura di mantenimento e quella di struttura. La potatura di mantenimento avviene durante la stagione vegetativa per accorciare i nuovi germogli e preservare la forma dell'albero, stimolando inoltre la crescita di nuove foglioline più piccole. La potatura di struttura, invece, è più drastica e si effettua generalmente in inverno, quando la pianta è dormiente, per rimuovere rami indesiderati, correggere la silhouette o ridurre la densità del fogliame. È cruciale sterilizzare gli attrezzi per prevenire infezioni e tagliare appena sopra un nodo o una gemma rivolta verso l'esterno per indirizzare la futura crescita della pianta.
  • Quanto spesso va annaffiato un bonsai e quali sono gli errori comuni?
    Non esiste un calendario fisso per l'annaffiatura; la frequenza dipende da fattori come la specie, la dimensione del vaso, il terriccio e le condizioni ambientali (temperatura, umidità, ventilazione). In generale, il substrato deve rimanere leggermente umido ma mai zuppo. L'errore più comune è l'eccesso di irrigazione, che causa il marciume radicale, letale per la pianta. Per verificare se annaffiare, si può toccare superficialmente il terreno: se è asciutto, si procede con l'irrigazione fino a far fuoriuscire acqua dai fori di drenaggio. Al contrario, lasciare asciugare completamente il pane di terra per lunghi periodi porta allo stress idrico e alla morte delle radici fini essenziali per l'assorbimento dei nutrienti.
  • Posso tenere un bonsai all'interno della mia casa vicino a una finestra?
    Dipende interamente dalla specie di bonsai. Esistono bonsai tropicali (come il Ficus o il Carmona) che prosperano all'interno, purché abbiano molta luce indiretta e un ambiente umido. Tuttavia, la maggior parte dei bonsai classici, come pini, ginepri e aceri, sono piante temperate o fredde che richiedono un periodo di dormienza invernale con temperature basse (spesso sotto i 5-7 gradi) per sopravvivere e fiorire/fruttificare correttamente. Tenere questi tipi all'interno tutto l'anno li indebolisce progressivamente. Se hai un bonsai di specie temperata, dovrai spostarlo all'esterno in primavera/estate e proteggerlo dal gelo in inverno, magari in un balcone o giardino non eccessivamente ventoso.