Etimologia del nome e origine
I romani chiamavano la pianta del melograno Punica granatum, indicando in questo modo l'origine e la caratteristica peculiare del frutto: punica ad indicare i cartaginesi, quindi localizzando la pianta come originaria dell'Africa del Nord, e granatum ad indicare i semi legnosi, quindi i grani di cui si compone il frutto. Oggi si sposta l'origine della pianta all'Asia Minore, Iran precisamente, e all'India Occidentale.
Descrizione
Appartiene alla famiglia delle Punicaceae, si presenta come arbusto o albero che può raggiungere anche i 6 metri d'altezza. E' ricoperto, sul tronco come sui rami da una corteccia che assume le tonalità dei grigi mescolati al rossiccio. I rami spesso espongono spine, ed esibiscono foglie disposte in opposizione fra loro, lanceolate, arrotondate ai vertici e di un verde brillante all'interno. La fioritura, che avviene tra la primavera e l'estate, da maggio a luglio, produce fiori tubolari, solitari o in gruppi di 5 o 8, di colore rosso- arancio. Dopo la fioritura vengono prodotte le balauste, bacche sferiche che assumono le tonalità del giallo, sino all'ocra e all'arancio. I balausti sono suddivisi al loro interno in loculi da una sottile membrana di colore giallo, che a sua volta contiene i semi rivestiti da un arillo rosa trasparente, che è la parte commestibile del frutto, dal sapore dolce, lievemente acidulo. I balausti possono essere raccolti da Ottobre a Dicembre. Esistono circa 70 specie di pianta del melograno, la maggior parte create a scopi puramente ornamentali, che possono avere rispetto ai comuni fiori rosso- arancio, una fioritura bianca o anche gialla, e le foglie leggermente pallide. A queste si aggiunge anche la specie "nana" che non supera il metro e mezzo d'altezza, ha fiori rossi molto piccoli, e frutti altrettanto piccoli. Le varietà di melograno sono essenzialmente tre, indicate secondo il quantitativo di acido citrico presente. Si dividono in zuccherine, agrodolci e acide. I frutti della specie nana invece non sono commestibili.
Tipologia di terreno e clima
La pianta del melograno predilige i climi temperati caldi o subtropicali. La pianta potrebbe essere danneggiata dai climi invernali troppo rigidi, che scendono al di sotto dei -10°C. Il posizionamento ideale per la pianta, sarebbe in una zona riparata, tale da proteggerla da eventuali piogge torrenziali, che durante il periodo della maturazione potrebbero comprometterne la fruttificazione. E' un arbusto che si adatta facilmente a qualsiasi tipo di terreno povero, così come ai terreni salini o calcarei, non tollerando quelli troppo compatti: soffre di asfissia radicale. Preferisce terreni profondi e freschi, ben drenati e fertili. L'annaffiatura va effettuata con cadenza settimanale per gli esemplari piantati direttamente nel terreno, bisettimanale per quelli in vaso. Per entrambe durante i mesi primaverili ed estivi, dovrà essere somministrato un fertilizzante minerale, ogni 20 giorni.
Coltivazione
Il melograno va piantato seminandolo direttamente nella terra nei mesi autunnali o primaverili. Il seme prima di essere piantumato, va tenuto ammollo in acqua calda per 48 ore. La pianta dovrà essere protetta dalle intemperie per i primi due anni. Si può ottenere la propagazione per talea, che è fra le altre la tecnica più utilizzata, ma anche per margotta, propaggine, o utilizzando i polloni radicati ai piedi della pianta. La propagazione per talea, si ottiene tagliando sotto un nodo un ramo della lunghezza di 20-25 cm inserendolo in un terreno composta da sabbia e torba.
Concimazione e potatura
Non avendo bisogno di interventi di concimazione particolari, si possono effettuare delle semplici concimazioni di letame maturo o un concime ternario complesso. Durante la potatura si deve prestare attenzione a non tagliare i rami che hanno fruttificato nell'anno in corso. Essendo una pianta pollonifera, se non si effettuano opportune potature, crescerà come un cespuglio. Per donarle l'andamento di un albero, si dovrà prestare attenzione ad eliminare i polloni che solitamente crescono ai piedi della pianta. Per garantire una prolifica fruttificazione, si dovranno tagliare i rami secchi, e che comunque hanno fruttificato negli anni precedenti, spuntando semplicemente quelli che hanno prodotto frutti nell'anno in corso.
Malattie
Il melograno generalmente è una pianta robusta; può essere colpita dall'Afide verde, debellato con un insetticida al piretro.
Domande frequenti
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Qual è il momento migliore per piantare il melograno e come preparare il seme?Il melograno si consiglia di piantarlo direttamente in piena terra durante i mesi autunnali o primaverili, quando le temperature sono miti. Se parti da seme, è fondamentale pre-trattarlo: immergi i semi in acqua calda per 48 ore prima della semina per favorire la germinazione. Una volta messa a dimora, la giovane pianta richiede protezione dalle intemperie e dal gelo intenso per almeno i primi due anni di vita. Assicurati che il terreno sia profondo, fresco e soprattutto ben drenato, poiché il melograno soffre fortemente i ristagni idrici che causano asfessia radicale.
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Quanto resiste al freddo il melograno e dove posizionarlo?Il melograno predilige climi temperati caldi o subtropicali e non tollera gelate prolungate inferiori ai -10°C. Per proteggerlo, scegli una posizione riparata dal vento e, soprattutto, evita zone soggette a piogge torrenziali durante il periodo di maturazione dei frutti (autunno), poiché l'eccessiva umidità può compromettere la qualità del raccolto. In caso di inverni particolarmente rigidi nella tua zona, considera di coltivare varietà nane in vaso, che possono essere spostate in luoghi più protetti o ricoperte con teli antighielo durante le ondate di freddo intenso.
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Come si effettua la potatura corretta per avere molti frutti?La potatura del melograno è delicata perché i fiori e i frutti nascono sui rami dell’anno corrente. Non tagliare mai i rametti che hanno già fruttificato quest'anno, altrimenti perderai il raccolto. Intervieni eliminando i rami secchi, quelli vecchi degli anni precedenti e i polloni che crescono alla base del fusto principale, necessari per mantenere la forma ad albero invece che a cespuglio. Taglia a livello del suolo i polloni basali. Questa pratica favorisce la crescita di nuovi rami vigorosi pronti a produrre fiori e frutti l'anno successivo, garantendo una raccolta abbondante.
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Con quale frequenza devo annaffiare e concimare il melograno?L’irrigazione varia in base alla collocazione: per le piante in piena terra, annaffia settimanalmente, mentre quelle in vaso richiedono irrigazioni bisettimali, specialmente in estate. Evita i ristagni. Per la concimazione, il melograno non è esigente: somministra un fertilizzante minerale completo ogni 20 giorni durante primavera ed estate. In alternativa, puoi apportare letame maturo o un concime ternario complesso in autunno o inizio primavera. Un corretto apporto nutrizionale supporta la fioritura estiva e la formazione dei caratteristici frutti ricchi di semi succulenti.
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Come posso moltiplicare il melograno senza usare i semi?Oltre alla semina, il metodo più efficace e utilizzato è la propagazione per talea. Preleva un ramo sano lungo circa 20-25 centimetri, assicurandoti di tagliare appena sotto un nodo fogliare. Inserisci la talea in un substrato composto da parti uguali di sabbia e torba, mantenendo il terriccio leggermente umido fino alla radicazione. Altre tecniche meno comuni includono la margotta, la propaggine o l’utilizzo di polloni radicati già presenti alla base della pianta madre. Queste metodologie garantiscono piante geneticamente identiche alla genitrice, preservando le caratteristiche qualitative dei frutti.








