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ristrutturazione tetto

Aggiornato il 19 luglio 20133 capitoli5 domande frequenti
ristrutturare il tetto

Sembra quasi scontato, ma proprio come per la parte più delicata ed esposta del nostro corpo come la pelle, così anche il tetto, sottoposto all'azione di venti, piogge, sole, sbalzi di temperatura, neve e qualsiasi altro evento atmosferico, col passare degli anni, indebolisce la sua struttura ed il suo potere isolante. Magari inizialmente non ci accorgiamo di nulla, proprio perché il tetto è difficilmente osservabile dall'alto a meno che non ci si salga intenzionalmente. Ma poi appare la prima "macchietta" nell'angolino del muro di casa, una macchiolina piccola piccola che, forse, in un primo tempo attribuiamo ad un poco di "condensa" ma che poi, inizia ad allargarsi ed a fare danni consistenti a tutta la parete. Da qui, è evidente che, la guaina protettiva del tetto, che dovrebbe isolare gli ambienti sottostanti sia dal freddo che dal caldo, e proteggere dalle infiltrazioni di umidità, ha iniziato a deteriorarsi. Allora bisogna proprio iniziare una bella ristrutturazione del tetto, ed anche in fretta, prima che le cose peggiorino, con il conseguente aggravio di costi. Ma cosa dobbiamo valutare per poterlo ristrutturare al meglio delle nostre esigenze e delle nostre tasche? I due punti principali che si devono prendere in considerazione sono l'isolamento e la ventilazione. Più un tetto avrà una buona ventilazione ed un buon isolamento, più ottimizzeremo la resa, anche in termini economici. Infatti, isolare in maniera ottimale un tetto, significa principalmente, permettere, nel periodo invernale, meno dispendio di calore, con un conseguente risparmio sui costi del riscaldamento, e nel periodo estivo, la possibilità di avere ambienti più freschi e fruibili.

Come ventilare un tetto

Naturalmente in commercio ci sono tante proposte che possono fare al nostro caso, soprattutto di ditte specializzate proprio in ristrutturazione dei tetti. E' subito evidente che dobbiamo fare i conti con le nostre tasche e, se non abbiamo budget illimitati, trovare soluzioni che ottimizzino la qualità con il costo. Intanto precisiamo che la ventilazione di un tetto si ottiene dall'inserimento di una intercapedine, compresa tra i 4 ed i 6 cm, posta tra il materiale isolante e la copertura. L'intercapedine, facendo passare l'aria, permette che l'acqua non ristagni e crei umidità in eccesso. Un buon materiale che può essere utilizzato è il sughero, ponendone un primo strato liscio in basso ed un secondo strato lievemente in rilievo subito sopra, sul quale poi, andranno appoggiate le tegole direttamente. Questo procedimento, permetterà un risparmio, perché si eviterà l'acquisto di materiale ondulato. Ma che materiale utilizzeremo per fissare le tegole al sughero? Di solito viene utilizzata la malta, anche se negli ultimi tempi, visto che questo prodotto un poco blocca la microventilazione, si stanno preferendo delle tecniche che utilizzano dei ganci particolari che "legano" l'una all'altra le tegole e le fissano al sottomanto. Ricordiamo, infine, che, i tetti ventilati, devono essere certificati dalla norma "UNI 9460/2008" che ne definisce i criteri costruttivi, dal punto di vista della progettazione ed esecuzione.

Tegola o non tegola

Al di là dell'aspetto estetico, dei vincoli urbanistici, che esistono in determinate aree come i centri storici e delle tradizioni secolari che si tramandano in alcune zone d'Italia (basti pensare, per esempio, ai bellissimi tetti in pietra di scisto in val di Susa), di solito, la scelta cade sulle tradizionali tegole in laterizio, che rappresentano un'ottima soluzione, anche dal punto di vista economico. Ma se vogliamo aggiungere un poco di novità e modernità (potendo spendere anche qualcosa di più) potremmo optare per tegole in alluminio che sono resistentissime al calore, alle intemperie e sono abbastanza facili da mettere in posa. Infine, una copertura che sta prendendo piede in questi ultimi tempi, è costituita da lastre costruite con resine termoplastiche. Questo tipo di copertura, che è totalmente impermeabile, garantisce anche una protezione massima dal pericolo umidità.

Costo od investimento

Alla luce di quanto detto sinora, appare evidente che, ciò che spenderemo per la ristrutturazione del tetto, se avremo fatto le scelte giuste, diventerà un "investimento" perché, nel tempo, durerà più a lungo e ci permetterà di risparmiare anche sull'energia. Le ditte autorizzate per smantellare, ristrutturare, isolare e smaltire i materiali, hanno costi che variano a seconda delle zone d'Italia e dei materiali utilizzati. Possiamo dire, però, che la media si aggira tra i 250 ed i 300 euro al mq.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi segnali che indicano la necessità di ristrutturare il tetto?
    I campanelli d'allarme principali includono la comparsa di macchie di umidità sulle pareti interne, specialmente agli angoli, che spesso vengono confuse erroneamente con la semplice condensa. Se queste chiazze tendono ad espandersi e causano danni strutturalli alla muratura, è probabile che la guaina protettiva abbia perso efficacia. Inoltre, la presenza di tegole mancanti o rotte, infiltrazioni durante forti piogge e un generale deterioramento visivo della copertura sono indicatori chiari. Ignorare questi sintomi porta a un aggravio dei costi di riparazione, poiché l'umidità penetra nella struttura indebolendola progressivamente. È fondamentale intervenire tempestivamente per evitare danni maggiori all'edificio.
  • Come funziona correttamente la ventilazione del tetto e quali norme deve rispettare?
    La ventilazione efficace si ottiene creando un'intercapedine d'aria spessa tra i 4 e i 6 centimetri, posizionata tra il materiale isolante e la copertura esterna. Questa camera d'aria permette il ricambio continuo dell'aria, impedendo il ristagno dell'umidità e proteggendo la struttura. Per garantire standard qualitativi e di sicurezza, i tetti ventilati devono essere progettati ed eseguiti secondo la norma UNI 9460/2008, che definisce i criteri tecnici specifici. L'utilizzo di materiali come il sughero stratificato favorisce questa circolazione, mentre l'uso di malta tradizionale va limitato per non bloccare la microventilazione. Rispettare queste norme assicura durata e efficienza energetica.
  • Quanto costa mediamente una ristrutturazione completa del tetto?
    Il costo medio per la ristrutturazione del tetto si attesta generalmente tra i 250 e i 300 euro al metro quadro. Questa cifra include le attività di smontaggio della vecchia copertura, posa del nuovo sistema di isolamento e ventilazione, installazione della nuova copertura e corretto smaltimento dei materiali di risulta. Il prezzo finale può variare significativamente in base alla zona geografica, alla complessità dell'intervento e ai materiali selezionati. Considerando che una corretta isolazione riduce i consumi energetici per riscaldamento e raffrescamento, l'investimento iniziale si ripaga nel tempo attraverso il risparmio in bolletta e la maggiore longevità dell'immobile.
  • Quali sono le migliori opzioni per coprire un tetto ristrutturato oggi?
    Le opzioni principali variano in base a budget, estetica e funzionalità. Le tegole in laterizio rimangono la scelta più comune ed economica, adatta alla maggior parte delle abitazioni. Chi cerca durabilità estrema e resistenza alle intemperie può optare per tegole in alluminio, sebbene il costo sia superiore. Una soluzione moderna e molto efficace è rappresentata dalle lastre in resina termoplastica: offrono un'impermeabilizzazione totale, eliminando il rischio di infiltrazioni e garantendo una protezione massima contro l'umidità. La scelta dipende anche dai vincoli urbanistici, specialmente nei centri storici, dove potrebbero essere obbligatorie specifiche tipologie di copertura tradizionali.
  • Perché è importante investire in un buon isolamento e ventilazione del tetto?
    Un tetto ben isolato e ventilato agisce come una barriera termica efficiente, mantenendo il calore interno durante l'inverno e tenendo fresco l'ambiente d'estate. Questo si traduce direttamente in un minore consumo energetico per il riscaldamento e il condizionamento, con conseguenti risparmi economici tangibili sulla bolletta. Inoltre, una corretta ventilazione previene la formazione di muffe e il degrado strutturale causato dall'umidità, prolungando la vita utile dell'intera costruzione. Investire in qualità fin dall'inizio evita costose manutenzioni correttive future e aumenta il valore complessivo dell'immobile, rendendo l'operazione un vero investimento a lungo termine piuttosto che una semplice spesa.

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