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Tetto ventilato

Quando si è intenzionati a trasformare il proprio sottotetto, rendendolo abitabile, la prima questione che occorre affrontare è senza ombra di dubbio quella termoigrometrica

di Redazione

11 luglio 2013

Tetto ventilato

Una delle soluzioni più apprezzate è quella del tetto ventilato. Questa scelta a dire il vero non è propriamente libera se si decide di realizzare un tetto a falde di qualsiasi tipo, dal momento che è la legge UNI 9460 a decidere in tal senso. Al fine di un corretto processo d'isolamento del proprio soffitto è necessario realizzare, lungo tutta la falda, un'intercapedine ben areata, il che riuscirà a migliorare notevolmente le prestazioni dello strato termoisolante. Tale scelta comporta un risparmio energetico del 40%.

Caratteristiche

A dire il vero realizzare un tetto ventilato non è un'operazione complessa, dal momento che non è affatto necessario ricostruire l'intera struttura, bensì ci si dovrà limitare a rifarne soltanto una sezione. Questo particolare tipo di struttura prevede la sovrapposizione di un gran numero di strati, tutti composti da materiali differenti. L'elenco, partendo dal basso, si compone in questa maniera: 1) la struttura di base, ovvero portante 2) una barriera per contrastare il vapore 3) uno strato per isolare il freddo e il caldo 4) una guaina che riesca a contenere sia l'acqua che l'aria 5) un manto che funga da ultima copertura Lo strato atto alla ventilazione dev'essere posto tra il manto finale e la precedente guaina. I metodi d'intervento in casi del genere sono svariati, ma quello più adoperato si esplica con l'aggancio dei cosiddetti elementi di tenuta, un comune esempio sono le tegole, a un'orditura che sia adeguatamente forata. In questo modo si otterrà una corretta ventilazione al di sotto dello strato delle tegole. Lo spazio d'aria lasciato di proposito favorirà di gran lunga le condizioni interne, dal momento che in estate si formano i moti convettivi, i quali riescono a contrastare la formazione di una fastidiosa cappa di calore proprio al di sotto lo strato di copertura. Durante l'inverno invece essi contrastano la formazione di umidità che, col passare del tempo, genera condensa, la quale può danneggiare sia le strutture portanti che lo strato isolante.

Vantaggi estivi

Nel corso dell'estate è normale che le alte temperature e l'effetto costante dei raggi solari portino a un surriscaldamento dello strato d'aria che s'incanala nello strato intermedio al di sotto delle tegole. Tutto ciò crea uno sbalzo di temperatura notevole rispetto allo spazio circostante, che provoca in breve tempo delle correnti ascensionali, che conducono poi l'aria surriscaldatasi al di fuori, passando dal colmo, facendo invece entrare, attraverso la gronda, l'aria più fredda. Questo spostamento d'aria fa in modo di ridurre il calore che viene generato dalle tegole, a più stretto contatto con gli agenti atmosferici, che grava ovviamente sull'ambiente presente al di sotto, ovvero sul resto dell'abitazione, attraverso la ventilazione, dal momento che esse non rientrano tra gli elementi che confinano con la coibentazione. Tenendo presente che, nei momenti più caldi delle giornate estive, le tegole possono raggiungere temperature fino a 80 gradi.

Vantaggi invernali

Nel corso della stagione invernale invece la gran differenza di temperatura tra l'interno dell'abitazione e l'esterno porta alla formazione di vapore acqueo, che spinge per fuoriuscire dalla struttura, portando inevitabilmente alla comparsa di condensa a causa della presenza di vari strati di coibentazione. In questo caso lo spazio atto alla ventilazione porta a un rapido smaltimento del vapore creatosi e a una migliore distribuzione del calore generatosi all'interno.

Considerazioni finali

Lo spessore di cui dev'essere dotato lo spazio atto alla ventilazione varia a seconda delle caratteristiche del proprio tetto, dalla pendenza e dalla lunghezza della falda, dal tipo di copertura e, non di certo meno importante, dalle tipiche condizioni meteo del luogo in cui sorge l'abitazione. Una caratteristica necessaria è l'assenza totale di listellature trasversali, dal momento che ostruiscono il flusso ascensionale. Le prese d'aria non devono essere inoltre in corrispondenza del colmo, interrompendo così la copertura e provocando delle infiltrazioni d'acqua, che possono col tempo annullare del tutto l'effetto dello strato isolante dell'intera struttura.

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Domande frequenti

  • Perché è obbligatorio realizzare un tetto ventilato secondo la normativa?
    La realizzazione di un tetto ventilato non è solo una scelta estetica o di comfort, ma un requisito normativo imposto dalla norma UNI 9460 per garantire un corretto isolamento termoigrometrico. Questa soluzione prevede la creazione di un'intercapedine aerata lungo tutta la falda, fondamentale per proteggere lo strato isolante dall'umidità e migliorare le prestazioni energetiche dell'edificio. Il rispetto di questa norma permette di ottenere un significativo risparmio energetico, stimato intorno al 40%, assicurando al contempo la salubrità degli ambienti interni e la durata nel tempo della struttura edilizia.
  • Qual è la sequenza corretta degli strati in un tetto ventilato?
    Un tetto ventilato è composto da una serie di strati sovrapposti con funzioni specifiche. Partendo dall'interno verso l'esterno, la struttura include: 1) la struttura portante di base; 2) una barriera al vapore per impedire il passaggio dell'umidità interna; 3) lo strato di isolamento termico; 4) una guaina impermeabilizzante che protegge da acqua e aria; 5) infine, il manto di copertura esterno (es. tegole). La chiave del sistema è l'intercapedine di ventilazione, posizionata tra la guaina e il manto finale, che permette il ricambio d'aria necessario per eliminare condense e calore eccessivo.
  • Come funziona l'effetto camino per raffrescare la casa in estate?
    In estate, il sole può far raggiungere alle tegole temperature elevate, fino a 80 gradi. Il tetto ventilato sfrutta l'effetto camino: l'aria riscaldata nell'intercapedine tende a salire (moti convettivi) ed esce dal colmo, mentre l'aria fresca entra dalle gronde. Questo flusso continuo asporta il calore prima che possa penetrare nell'abitazione, proteggendo l'isolamento sottostante. Di conseguenza, si riduce drasticamente il carico termico sugli ambienti interni, mantenendo la casa più fresca e riducendo la necessità di condizionatori artificiali durante i mesi caldi.
  • Quale ruolo svolge la ventilazione in inverno contro la condensa?
    D'inverno, la forte differenza di temperatura tra l'interno caldo e l'esterno freddo genera vapore acqueo che cerca di fuoriuscire dalla struttura. Senza ventilazione, questo vapore condenserebbe negli strati isolanti, causando muffe e danni alle strutture. L'intercapedine ventilata permette uno smaltimento rapido di tale vapore, trasportandolo verso l'esterno prima che possa liquefarsi. Inoltre, favorisce una migliore distribuzione del calore interno, prevenendo la formazione di ponti termici e garantendo che l'isolamento rimanga efficace e asciutto nel tempo.
  • Quali accorgimenti tecnici sono necessari per garantire una corretta ventilazione?
    Per assicurare il funzionamento ottimale del tetto ventilato, è essenziale rispettare alcune regole costruttive. Innanzitutto, deve esserci assenza totale di listellature trasversali nell'intercapedine, poiché queste ostruirebbero il flusso ascensionale dell'aria. Le prese d'aria inferiori (gronde) e superiori (colmo) devono essere dimensionate correttamente in base alla pendenza e alla lunghezza della falda. È cruciale evitare di installare prese d'aria direttamente sul colmo che interrompano la continuità della copertura, per prevenire infiltrazioni d'acqua che potrebbero compromettere l'efficacia dell'isolamento e causare danni strutturali.