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Blocchi di termolaterizio per muri portanti

Aggiornato il 29 febbraio 20164 capitoli5 domande frequenti
esempio di muro in termolaterizio

Uso principale dei blocchi di termolaterizio per muri portanti

L'Italia è da sempre stata considerata una zona ad elevato rischio sismico. Questo ha comportato e comporta tuttora che si debbano progettare le nuove costruzioni e procedere alla ristrutturazione di quelle già esistenti, tenendo in debita considerazione questo fattore. Molto spesso per costruire e ristrutturare si usano dei blocchi termici oppure dei blocchi forati in una determinata percentuale in base alla funzione che sono chiamati ad assolvere. Nello specifico, per le zone a rischio sismico, esiste una specifica disciplina dettata dal Decreto Ministeriale 14/01/2008 che reca le Norme tecniche da seguire per progettare e ristrutturare gli edifici in muratura. Usando i blocchi di termolaterizio a facce laterali lisce oppure ad incastro si riuscirà ad ottenere un elevato valore di isolamento e di inerzia termica.

Come scegliere il blocco di termolaterizio

Regola fondamentale per progettare e poi realizzare un edificio, o in alternativa per ristrutturarlo, è conoscere il grado di rischio sismico. In Italia esistono diversi produttori dei blocchi di termolaterizio per muri portanti e tra questi si segnala "Poroton", un consorzio che ha concesso in licenza il proprio marchio a diverse aziende sparse in tutto il paese. I forati realizzati da questo consorzio, detti anche porizzati, sono alleggeriti in pasta, con determinate caratteristiche rispondenti alla normativa vigente. La produzione di questi blocchi avviene mediante l'uso di sferette in polistirolo espanso, con un diametro ridotto, tra 1 e 2 millimetri, che insieme alla materia prima, alle alte temperature brucia decomponendosi in anidride carbonica ed acqua, dando luogo ad una serie di macroporizzazioni all'interno del mattone, rendendolo di fatto più leggero. Le microporizzazioni invece si ottengono con l'uso di legno, cellulosa o farine vegetali.

Caratteristiche dei blocchi di termolaterizio

La diminuzione del peso dei blocchi, ottenuta con i metodi illustrati, in media del 20-25%, aumenta la capacità di isolamento termico e l'inerzia termica con conseguente riduzione della conducibilità del materiale. Molto valido anche per l'isolamento acustico, con una buona lavorabilità nel tagliare e nell'inchiodare. Una delle principali caratteristiche di questi blocchi è la loro versatilità: possono infatti essere usati sia per creare delle strutture portanti sia per muri di tamponatura o divisori. In questo ambito, si inseriscono i prodotti che alle caratteristiche enunciate aggiungono anche quelle di garanzia di risparmio energetico. Questi blocchi sono realizzati con speciali argille, che rispettano tutte le norme ma soprattutto che si differenziano in base al risultato che si intende ottenere. Molti consorzi si stanno specializzando nella produzione di questo tipo di blocchi. Il risultato che si intende ottenere è sempre quello di garantire un forte risparmio energetico, grazie a diversi elementi aggiunti alla materia prima base, come legno, farine vegetali o sfere di polistorolo, in base al risultato che si intende ottenere. Di recente si aggiungono granuli di perlite che realizzano prodotti con le stesse caratteristiche ma privi di fori.

Le varie fasi di lavorazione

Fondamentale per ottenere un buon prodotto è la scelta della materia prima e di conseguenza, la scelta della cava dalla quale approvigionarsi. Una volta scelta l'argilla, questa subirà una serie di lavorazioni quali alimentazione, frantumazione, miscelazione, raffinatura, omogeneizzazione fino ad ottenere un impasto uniforme. La fase successiva è quella della formatura del prodotto che avviene grazie ad un procedimento di estrusione realizzato a caldo o a freddo. Successivamente il blocco ottenuto sarà essiccato artificialmente tramite aria calda. I blocchi di termolaterizio per muri portanti saranno cotti in appositi forni, simili ad una galleria, all'interno della quale sono presenti una serie di carrelli che fanno girare ciclicamente i blocchi; sono presenti inoltre una serie di fori per immettere il combustibile. Una volta terminata la cottura, i blocchi vengono imballati, avvolgendoli in fogli di polietilene termoretraibile o estensibile. Appena confezionati, vengono poi depositati in attesa di passare all'effettiva consegna al cliente finale.

Domande frequenti

  • I blocchi di termolaterizio sono adatti per costruire muri portanti in zone ad alto rischio sismico?
    Sì, i blocchi di termolaterizio sono ampiamente utilizzati per muri portanti anche nelle zone a rischio sismico, purché rispettino le normative vigenti. In Italia, il riferimento principale è il Decreto Ministeriale 14/01/2008, che stabilisce le norme tecniche per la progettazione e la ristrutturazione degli edifici in muratura. Questi blocchi offrono un'elevata inerzia termica e buona resistenza meccanica. È fondamentale però affidarsi a produttori certificati, come quelli aderenti al consorzio Poroton, che garantiscono che i materiali siano leggeri ma strutturariamente validi, rispondendo ai requisiti antisismici richiesti dalla legge per garantire la sicurezza dell'edificio.
  • Come viene ridotta la densità dei blocchi di termolaterizio durante la produzione?
    La leggerezza dei blocchi, inferiore del 20-25% rispetto ai mattoni tradizionali, si ottiene introducendo agenti espandenti nella pasta d'argilla. Si utilizzano principalmente sferette di polistirolo espanso (diametro 1-2 mm) che, alle alte temperature della cottura, si decompongono rilasciando anidride carbonica e acqua, creando macroporizzazioni interne. In alternativa, per le microporizzazioni, si impiegano materiali organici come legno, cellulosa o farine vegetali che bruciano lasciando vuoti microscopici. Questo processo rende il materiale più isolante e maneggevole senza comprometterne la stabilità strutturale.
  • Quali sono i vantaggi termici e acustici dei muri realizzati con termolaterizio?
    Il termolaterizio garantisce eccellenti prestazioni sia termiche che acustiche. La presenza di pori interni riduce significativamente la conducibilità termica del materiale, aumentando l'inerzia termica e migliorando l'isolamento dall'esterno verso l'interno, il che si traduce in un concreto risparmio energetico. Inoltre, la struttura porosa assorbe efficacemente le onde sonore, offrendo un buon isolamento acustico. Grazie a queste caratteristiche, i muri in termolaterizio contribuiscono a mantenere stabili le temperature interne e a ridurre i rumori esterni, rendendoli ideali non solo per la struttura portante ma anche per tamponamenti e pareti divisorie.
  • È facile lavorare i blocchi di termolaterizio durante la posa in opera?
    Assolutamente sì, uno dei punti di forza del termolaterizio è la sua elevata lavorabilità. Essendo più leggero e meno denso dei mattoni pieni, può essere tagliato facilmente con seghe specifiche o utensili manuali per adattarlo alle esigenze progettuali. Inoltre, permette un'agevole inchiodatura e fissaggio di infissi, mensole o altri elementi decorativi senza il rischio di crepature tipico dei materiali più compatti. Questa facilità di manipolazione accelera i tempi di cantiere e semplifica le operazioni di posa, specialmente per chi realizza interventi di ristrutturazione o divisioni interne.
  • Cosa sono i blocchi di termolaterizio "senza fori" e quando conviene usarli?
    Recentemente sono stati sviluppati blocchi di termolaterizio privi di fori visibili, ottenuti utilizzando additivi specifici come granuli di perlite insieme alle argille speciali. A differenza dei classici mattoni porizzati, questi prodotti mantengono le elevate proprietà isolanti e la leggerezza tipiche del termolaterizio, ma presentano una superficie continua e compatta. Questa variante è particolarmente indicata quando si richiede un finitura superficiale diversa o quando si desidera evitare la penetrazione di umidità attraverso eventuali fori, pur mantenendo i benefici energetici e strutturali. Sono comunque soggetti alle stesse normative di costruzione e certificazione.

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