edifici

Muratura

consolidamento edifici

Consolidare un edificio vuol dire intervenire strutturalmente su manufatti esistenti con azioni volte al recupero o al restauro degli stessi.

di Redazione

06 giugno 2013

Un edificio può essere sottoposto ad interventi di consolidamento per cause diverse: cedimento delle fondazioni, degrado, dissesti statici, perdita delle caratteristiche strutturali determinata da fenomeni sismici o da dissesto idrogeologico, necessità di assicurarne la stabilità in seguito all’ampliamento o alla modifica della sua struttura, necessità di restauro per il suo valore storico e/o artistico. Il consolidamento degli edifici riguarda soprattutto le strutture portanti, ovvero quelle strutture che sono state realizzate senza fare opportuni calcoli strutturali, eseguite quindi secondo la cosiddetta "regola dell’arte". Ogni intervento, sia che debba essere attuato su un edificio in muratura ad uso civile o industriale, sia che riguardi monumenti o edifici storici e/o di alto valore artistico, dovrà essere attentamente studiato, e dovranno altresì essere valutati i pro e i contro di ogni eventuale azione. Bisognerà infatti garantire, in fase esecutiva, l’efficacia degli interventi, ed evitare che un’esecuzione non conforme alla normativa vigente e attuata nella maniera sbagliata possa peggiorare le condizioni dell’edificio e, nelle ipotesi più gravi, renderlo assolutamente inagibile e inutilizzabile. Gli interventi volti al consolidamento di un edificio o di una sua parte strutturale sono diversi, così come diversi sono i criteri che servono a determinare le cause e a stabilire quale tipo di intervento sia più adatto allo scopo.

Fasi preliminari all'intervento

Le indagini preliminari da svolgere per stabilire se un edificio, civile, industriale oppure storico, necessiti di interventi di consolidamento sono: conoscere la storia statica dell’edificio, il sottosuolo e le fondazioni; individuarne le caratteristiche e lo schema portante; rilevare il quadro complessivo di fessurazione; analizzare i dissesti; individuare le tecniche di costruzione, i materiali utilizzati e lo stato di degrado. Dopo aver effettuato tutte queste operazioni, si potrà passare alla progettazione dell’intervento più consono e alla sua realizzazione, sempre però verificandone e monitorandone preliminarmente gli esiti.

Come e dove intervenire

Il consolidamento di un edificio può riguardare la costruzione nel suo complesso oppure alcune sue parti. Consolidare le fondazioni e il terreno diventa necessario quando si verificano cedimenti strutturali di un edificio e si formano gravi lesioni ai muri. Le cause all’origine di questo tipo di intervento sono molte, e vanno ricondotte in primo luogo al cedimento del terreno, a sua volta dovuto a fattori diversi quali lo stesso peso dell’edificio, scavi nelle aree vicine, incremento dei carichi applicati alla stessa fondazione, variazioni del grado di saturazione o della distribuzione delle pressioni interstiziali, eventuali vibrazioni ambientali o antropiche, sia in superficie sia in profondità. Prima di attuare qualsiasi intervento occorrerà stabilire quali sono le condizioni del terreno con la tecnica del carotaggio, che consiste nel prelevare campioni di sottosuolo, sia in superficie sia in profondità, con l’ausilio di macchinari specifici. Sarà inoltre opportuno monitorare periodicamente lo stesso edificio e, in particolare l’evolversi di fenomeni locali quali lo spostamento della costruzione e il movimento delle lesioni murarie. Consolidare le fondazioni significa rinforzare l’area soggetta alle pressioni legate al peso della struttura. I possibili interventi sono: iniettare nel terreno, con l’ausilio di una macchina, cemento e bentonite oppure resine espandenti per migliorarne le caratteristiche (intervento consigliato anche a scopo preventivo); eseguire delle perforazioni con la trivella che consentano di inserire barre metalliche e malte (o resine); realizzare una sottomurazione oppure delle sottofondazioni con pali o micropali trivellati; allargare la base fondale. I solai vengono sottoposti ad interventi di consolidamento sia per ridurne l’eccessiva deformabilità, sia per rinforzarne gli elementi strutturali. Nel caso dei solai lignei, dopo averne rilevato lo stato di fatto si dovrà intervenire fissando dei connettori ai travetti e ancorandoli alle murature perimetrali portanti, in modo da rinforzare la soletta e quindi la stessa struttura lignea, costituita da travi e assito, e il nuovo massetto di consolidamento. Invece per quanto riguarda i solai in cemento, a soletta piena, con nervature oppure a cemento armato e laterizi, il problema principale è l’ossidazione delle armature di acciaio, che può essere causata dalla scarsa qualità del calcestruzzo, dalla poca attenzione prestata al momento della gettata o dalle fessurazioni lasciate nel calcestruzzo. In queste condizioni risulta frequente che l’armatura del solaio entri in contatto con l’ossigeno presente nell’aria, e che quindi si ossidi. Bisognerà quindi procedere dapprima con dei saggi, per verificare lo stato di ossidazione dell’armatura. Sarà poi necessario mettere a nudo l’armatura di acciaio asportando il copriferro, pulire l’ossidazione con prodotti specifici e, infine, dopo aver applicato un primer aggrappante, ricostruire il copriferro con della malta cementizia. Oltre a fondazioni e solai però anche altri elementi strutturali di un edificio possono avere bisogno di interventi di consolidamento. Pilastri e colonne andranno eventualmente rinforzati affinché siano in grado di sostenere e sopportare i carichi verticali e orizzontali e, in caso di ossidazione, bisognerà procedere in maniera analoga ai solai in cemento. Per le scale e le aperture bisognerà invece intervenire senza alterare i caratteri architettonici, rinforzando la struttura portante delle scale e le pareti intorno alle aperture. Infine, per quanto i muri, gli interventi saranno volti a risanare e riparare murature in degrado o danneggiate. Dopo aver verificato l’entità del danno, si potrà stabilire quale tipo di intervento mettere in opera. Si potranno ad esempio inserire dei tiranti verticali, che hanno lo scopo di contrastare le spinte laterali dovute al peso, oppure praticare iniezioni di miscele leganti per migliorare le caratteristiche meccaniche della muratura o, ancora, intervenire con lo scuci e cuci, demolendo cioè parte della muratura e ripristinandola, in modo da restituire la continuità muraria lungo le linee di fessurazione e risanare le zone troppo deteriorate.

Domande frequenti

  • Quali sono le fasi preliminari indispensabili prima di iniziare un intervento di consolidamento edilizio?
    Prima di agire, è fondamentale condurre indagini approfondite per comprendere la storia statica dell'edificio, la natura del sottosuolo e lo stato delle fondazioni. Bisogna mappare lo schema portante, rilevare il quadro fessurativo completo e analizzare i materiali originali e il loro grado di degrado. Solo dopo questa diagnosi accurata si può progettare l'intervento più idoneo. È cruciale monitorare preventivamente l'evoluzione dei dissesti per valutare l'efficacia delle soluzioni proposte e garantire che la scelta operativa rispetti la normativa vigente, evitando di peggiorare la stabilità della struttura.
  • Come si consolida un edificio affetto da cedimenti delle fondazioni?
    I cedimenti richiedono spesso tecniche specifiche come l'iniezione di cemento, bentonite o resine espandenti per migliorare il terreno. Altre opzioni includono la realizzazione di sottofondazioni con pali o micropali trivellati, l'allargamento della base fondale o l'inserimento di barre metalliche e malte tramite perforazioni. Prima di intervenire, è obbligatorio effettuare carotaggi per analizzare il sottosuolo e monitorare periodicamente lo spostamento dell'edificio e l'apertura delle lesioni, assicurandosi che il carico venga redistribuito correttamente senza creare nuovi punti di debolezza.
  • Qual è la procedura corretta per consolidare un solaio in cemento armato con armature ossidate?
    L'ossidazione delle armature deriva spesso da calcestruzzo di scarsa qualità o fessurazioni non curate. La procedura inizia con saggi per verificare il livello di corrosione. Successivamente, si deve rimuovere il copriferro per mettere a nudo l'acciaio, pulirlo accuratamente dall'ossidazione con prodotti specifici e applicare un primer aggrappante. Infine, si ricostruisce il copriferro utilizzando malta cementizia adeguata. Questo processo ripristina la protezione dell'armatura e recupera la capacità portante del solaio, prevenendo ulteriore degradazione strutturale.
  • Come si interviene sulle murature degradate o fessurate durante il consolidamento?
    Per le murature, gli interventi mirano a risanare il degrado mantenendo l'integrità strutturale. Si possono inserire tiranti verticali per contrastare le spinte laterali dovute al peso della struttura. In alternativa, si effettuano iniezioni di miscele leganti per migliorare le proprietà meccaniche della pietra o del mattone. Un metodo classico è lo 'scuci e cuci', che prevede la demolizione controllata delle parti danneggiate e il successivo ripristino della continuità muraria lungo le fessure, garantendo stabilità senza alterare eccessivamente l'aspetto originale dell'edificio.