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Stufe a legna in ghisa

Aggiornato il 24 dicembre 20133 capitoli5 domande frequenti
Stufe a legna in ghisa

Caratteristiche principali

Le stufe a legna in ghisa riscaldano le abitazioni per irraggiamento infatti riescono ad accumulare grandi quantitativi di calore nelle pareti e lo rilasciano poco a poco mantenendo una temperatura costante dell’ambiente. Sono caratterizzate da camere di fuoco molto spaziose e possono essere caricate di legna una sola volta per giorno. La combustione che avviene in questa tipologia di stufe crea un calore piacevole ed è in grado di riscaldare anche grandi ambienti consumando quantitativi di legna assai ridotti se paragonati a quelli di altre tipologie di stufe. La ghisa è una lega che si ottiene con elevate percentuali di ferro e carbonio, fosforo, alluminio e magnesio. È un materiale particolarmente indicato per la costruzione di impianti riscaldanti perché resiste in maniera ottimale all’usura nonché alla corrosione. La ghisa è un ottimo conduttore termico ma è poco malleabile e piuttosto difficile da lavorare. Nelle stufe in ghisa i singoli pezzi che le compongono vengono colati uno ad uno separatamente e poi rifiniti in modo meccanico con le apposite strumentazioni. In un secondo momento le varie parti vengono assemblate con viti che resistono molto bene alle alte temperature mentre le fessure vengono sigillate con mastici appositi o con malte refrattarie che non vengono compromesse dal calore. Tutti i margini dei vari pezzi sono sagomati in modo tale da incastrarsi l’uno con l’altro alla perfezione per una tenuta migliore. I pezzi hanno uno spessore maggiore rispetto a quelli delle stufe in acciaio e di conseguenza sono molto più pesanti.

I vantaggi e svantaggi delle stufe in ghisa

Le stufe in ghisa, rispetto ad altre tipologie di stufe, offrono maggiori prestazioni termiche e trattengono per molto tempo il calore per rilasciarlo poi in maniera molto graduale. Impiegano molto più tempo a riscaldarsi ma una volta raggiunta la temperatura di esercizio consumano molta meno legna se paragonate ad altre tipologia di stufe. La ghisa è un materiale particolarmente resistente che non necessita di particolari interventi di manutenzione per rimanere sempre in perfetto stato. Alcune stufe sono dotate di un apposito piano di cottura sulla brace che consente di cucinare cibi in maniera salutare. Oltre a tutti questi vantaggi fino ad adesso elencati le stufe in ghisa presentano però anche qualche svantaggio. La ghisa può fessurarsi se le varie componenti sono il frutto di una cattiva fusione. I continui sbalzi termici possono portare uno o più elementi alla rottura oppure può rompersi se viene urtata violentemente con un oggetto duro. Mettere troppa legna all’interno della camera di combustione oppure abbassare improvvisamente la temperatura immettendo un pezzo molto grande e freddo di legna all’interno della stufa può provocarne la rottura. Per evitare che la ghisa crepi è necessario sottoporre le stufe nuove ad una sorta di rodaggio termico. All’inizio vanno accese solo per brevi periodi e con un carico di legna limitato e poi successivamente si procederà con l’aumentare i quantitativi di legname e il tempo di funzionamento. Altro svantaggio di queste stufe è il peso. Basti pensare che alcuni modelli possono arrivare addirittura ad un peso complessivo pari a 300 chili. Non possono essere movimentate molto agevolmente e quindi in fase d’acquisto è indispensabile pensare già dove si vogliono posizionare stabilmente per non doverle poi spostare in un secondo momento rischiando di rovinare i pavimenti.

Cosa controllare in fase d’acquisto

Le stufe a legna in ghisa sono molto costose e non sono proprio alla portata di tutti. Prima di acquistarne una bisogna verificare bene ogni suo singolo dettaglio per sincerarsi che non presenti difetti. La qualità della sigillatura delle pareti è fondamentale. Una stufa di buona qualità deve garantire una tenuta ottimale e l’aria che serve per la combustione deve entrare unicamente dalle apposite aperture. Per verificare che tutte le sigillature siano state effettuate a regola d’arte è sufficiente inserire all’interno la stufa una torcia accesa e controllare che non fuoriesca alcun raggio luminoso dalle sigillature. Inoltre prima di concludere l’acquisto verificate l’efficienza della porta di caricamento. Se serra male la stufa non potrà funzionare alla perfezione. Verificate l’integrità delle guarnizioni e il loro adattamento al corpo della stufa. Evitate poi di comprare una stufa che presenti delle superfici piuttosto ruvide perché è sicuramente sinonimo di una cattiva fusione.

Domande frequenti

  • Perché le stufe a legna in ghisa consumano meno legna rispetto ad altri modelli?
    La ghisa possiede un'elevata capacità termica e agisce come un eccellente accumulatore di calore. A differenza di materiali più sottili, le pareti spesse della stufa assorbono grandi quantità di energia durante la combustione e la rilasciano gradualmente nell'ambiente per irraggiamento, mantenendo una temperatura costante. Questo processo permette di ottenere un riscaldamento duraturo con un unico caricamento giornaliero di legna, ottimizzando i consumi rispetto a stufe che disperdono rapidamente il calore.
  • Come si effettua correttamente il rodaggio iniziale di una nuova stufa in ghisa?
    Il rodaggio è fondamentale per prevenire crepe dovute agli sbalzi termici iniziali. Si consiglia di accendere la stufa per brevi periodi nei primi giorni, utilizzando un carico limitato di legna. Man mano che il materiale si abitua al calore, si possono aumentare progressivamente sia la quantità di combustibile sia la durata delle accensioni. Questa procedura graduale permette alla struttura metallica di espandersi uniformemente, riducendo il rischio di fratture future causate da shock termici improvvisi.
  • Quali controlli pratici posso fare prima di acquistare una stufa in ghisa usata o nuova?
    Verifica innanzitutto la tenuta ermetica: inserisci una torcia accesa all'interno della stufa spenta in un ambiente buio; se vedi uscire luce dalle giunzioni, la sigillatura è difettosa. Controlla inoltre che la porta di caricamento chiuda perfettamente senza giochi e che le guarnizioni siano integre e ben aderenti. Infine, ispeziona le superfici esterne: una finitura troppo ruvida può indicare una fusione di scarsa qualità, mentre una superficie liscia garantisce maggiore resistenza e durata nel tempo.
  • È vero che la ghisa è fragile e si rompe facilmente? Come evitarlo?
    La ghisa è resistente ma sensibile agli shock termici e meccanici. Può fessurarsi se subisce urti violenti o se viene introdotta legna bagnata e fredda direttamente in un fuoco acceso, creando contrasti termici eccessivi. Per evitare rotture, evita di sovraccaricare la camera di combustione e non abbassare bruscamente la temperatura. Assicurati inoltre che la fusione sia di alta qualità: difetti di produzione rendono il metallo più soggetto a cedimenti strutturali sotto stress.
  • Quanto pesa mediamente una stufa in ghisa e quali implicazioni ha?
    Una stufa in ghisa è notevolmente pesante, con modelli che possono superare i 300 kg. Questo peso deriva dallo spessore elevato delle pareti necessarie per accumulare calore. Di conseguenza, tali apparecchi non sono mobili: devono essere posizionate stabilmente nel punto definitivo fin dall'inizio. È cruciale valutare la capacità portante del pavimento per evitare danni strutturali e considerare che spostarla successivamente richiederebbe attrezzature specifiche e potrebbe comprometterne l'integrità.

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