Caratteristiche principali norme impianti elettrici

Norme impianti

Normative impianti elettrici

Ogni anno nel nostro paese hanno luogo ben 45 mila incidenti di natura domestica dovuti tutti a problematiche causate dagli impianti elettrici. Facendo una stima approssimativa è ipotizzabile pensare che in Italia siano ancora 12 milioni le case o gli appartamenti edificati prima del 1990 che ancora non abbiano adeguatamente aderito alle normative impianti elettrici.

di Redazione

25 ottobre 2013

Caratteristiche principali

In fase di ristrutturazione la prima cosa da mettere a norma è senza ombra di dubbio l’impianto elettrico per esser reso non solo più funzionale ma anche più sicuro e adattarlo alle nuove esigenze delle famiglie contemporanee. Spesso gli impianti di vecchia generazione sono sovradimensionati e di fatto costituiscono un vero e proprio spreco di energia elettrica del tutto evitabile. Le normative atte a regolare la messa in posa dei nuovi impianti subiscono costantemente delle modifiche e l’ultima legislazione in merito che ha modificato la norma CEI 64/8 impone il modo di realizzare gli impianti elettrici fino a 1000 V in tensione nominale a corrente continua e 1500 per la corrente alternata. Le ultime novità prevedono uno standard minimo di qualità per ottenere un impianto considerato a norma. Le specifiche caratteristiche di ciascun impianto sono descritte accuratamente nell’allegato A della normativa e prendono in considerazione tutti quegli accorgimenti atti a garantire un livello minimo di efficienza.

Classificazione degli impianti elettrici in tre livelli

Per incrementare i livelli di sicurezza ed evitare il maggior numero di incidenti possibili è stata fatta alla norma CEI 64-8 una nuova variante al fine di classificare secondo tre diversi livelli gli impianti elettrici istallati nelle residenze a scopo abitativo. Se si decide di rinnovare il vecchio impianto elettrico o di realizzarne uno nuovo si può richiedere all’elettricista che ne realizzi uno classificabile come di livello uno, due o tre. Gli impianti di livello uno sono quelli che offrono i requisiti minimi per essere definiti a norma mentre quelli di livello due hanno degli standard di sicurezza più elevati. Infine gli impianti classificati come di livello tre sono i più sicuri in assoluto e offrono le migliori prestazioni adeguate alle esigenze degli abitanti della casa o dell’appartamento in questione. Il livello uno deve avere un numero di punti luce e di prese di corrente relazionate alla metratura della casa a seconda dell’utilizzo dei vari locali. Anche il numero dei circuiti viene calcolato in base alla grandezza dell’abitazione e per essere a norma l’impianto deve avere perlomeno due interruttori differenziali. Quelli di livello due devono avere tutte le caratteristiche del primo livello e in più devono poter contare sulla presenza di un videocitofono, del sistema anti-intrusione e ci deve essere un controllo automatico dei carichi di tensione. Il terzo livello aggiunge anche la domotica in funzione del risparmio energetico. Infatti vengono istallati particolari sistemi capaci di regolare automaticamente la temperatura all’interno dell’abitazione e un’efficiente gestione del comando luci.

Dotazioni minime

Gli impianti delle abitazioni con una superficie fra i 75 metri quadrati e gli 85 devono avere impianti elettrici che peromeno rispondano alle dotazioni minime di sicurezza. L’impianto deve essere già predisposto per ospitare potenze elettriche che abbiano una forbice di potenza compresa fra i 3 kilowatt e i 6 kilowatt. Affinché ciò sia possibile la montante di collegamento che va dal centralino al contatore deve necessariamente avere una sezione superiore o uguale ai sei millimetri e tutti i cavi devono essere sfilabili e possedere gli opportuni certificati di sicurezza. Ogni appartamento o abitazione deve possedere un interruttore cosiddetto generale che abbia la funzione inclusa di un interruttore d’emergenza. I quadri elettrici installati devono poter essere idonei per ospitare perlomeno un 15% in più di modularità rispetto a quella di regime. Inoltre in tutto l’impianto deve possedere due interruttori differenziali per avere la garanzia di una continuità del servizio usufruito. Il gruppo prese deve essere alimentato indipendentemente da un’apposita linea che non sia derivata da altre alimentazioni preesistenti. Tutte queste misure sono obbligatorie per ottenere perlomeno il primo livello di sicurezza e devono essere previste prima in fase di progettazione e poi durante la realizzazione da parte di un elettricista competente di tutto l’impianto elettrico. È consigliabile sempre istallare interruttori differenziali che possano ammortizzare eventuali disturbi di natura elettromagnetica.

Domande frequenti

  • Quali sono i tre livelli di classificazione degli impianti elettrici domestici previsti dalla norma CEI 64-8?
    La norma CEI 64-8 classifica gli impianti residenziali in tre livelli distinti per garantire gradi di sicurezza e funzionalità progressivamente superiori. Il Livello 1 offre i requisiti minimi essenziali, calcolando punti luce e prese in base alla metratura e richiedendo almeno due interruttori differenziali. Il Livello 2 include tutte le caratteristiche del primo, aggiungendo obbligatoriamente videocitofono, sistema anti-intrusione e controllo automatico dei carichi. Il Livello 3 rappresenta lo standard massimo, integrando la domotica per la gestione efficiente di illuminazione e climatizzazione, ottimizzando così i consumi energetici e il comfort abitativo.
  • Quanta potenza elettrica deve garantire un impianto a norma per un appartamento tra 75 e 85 mq?
    Per un'abitazione con superficie compresa tra 75 e 85 metri quadrati, la normativa impone che l'impianto sia predisposto per assorbire una potenza compresa tra 3 kW e 6 kW. Per supportare questa richiesta, la montante di collegamento dal centralino al contatore deve avere una sezione minima di 6 mm². Inoltre, tutti i cavi utilizzati devono essere certificati e facilmente sfilabili per future manutenzioni. Questa configurazione garantisce che l'utenza possa utilizzare contemporaneamente diversi elettrodomestici senza sovraccaricare la rete, assicurando stabilità e sicurezza operativa.
  • È obbligatorio installare più interruttori differenziali nell'impianto elettrico domestico?
    Sì, la normativa vigente richiede espressamente la presenza di almeno due interruttori differenziali per ogni impianto residenziale a norma. Questo accorgimento è fondamentale per garantire la continuità del servizio elettrico: se un differenziale interviene a causa di una dispersione verso terra, gli altri circuiti protetti dall'altro dispositivo rimangono attivi, evitando che tutta la casa resti al buio. Si consiglia inoltre di scegliere interruttori sensibili ai disturbi elettromagnetici per proteggere l'installazione da interferenze esterne che potrebbero causare falsi interventi o malfunzionamenti dei dispositivi elettronici.
  • Come deve essere dimensionato il quadro elettrico rispetto alle esigenze attuali?
    Il quadro elettrico deve essere installato con una capacità modulare superiore del 15% rispetto al numero attuale di interruttori e dispositivi presenti. Questo margine di riserva è essenziale per permettere futuri ampliamenti dell'impianto senza dover sostituire l'intera struttura. Inoltre, il gruppo prese deve essere alimentato tramite una linea indipendente, distinta dalle altre alimentazioni preesistenti, per isolare eventuali guasti. L'interruttore generale deve fungere anche da interruttore d'emergenza, permettendo di staccare immediatamente l'energia in caso di pericolo.