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elettrovalvola

Aggiornato il 25 giugno 20145 capitoli5 domande frequenti
elettrovalvola

Caratteristiche principali

Le elettrovalvole più elementari sono formate da dispositivi meccanici che consentono l’apertura o la chiusura della valvola per mezzo di un solenoide. Questo elemento viene percorso da corrente alternata o continua e riesce ad attirare un apposito nucleo di natura ferrosa dentro un canale in modo tale da causarne la chiusura o l’apertura a seconda delle esigenze. Le elettrovalvole possono essere classificate in base a varie caratteristiche come ad esempio il sistema di alimentazione, la collocazione dei condotti interni oppure in base all’equilibrio monostabile o bistabile. È possibile sapere quante bocchette di connessione abbia la valvola e gli stati finali in uscita per mezzo di apposite norme siglate con DIN ISO 1219. Le elettrovalvole monostabili sono in equilibrio quando si trovano nella fase di riposo cioè quando non vengono alimentate mentre quando ricevono l’alimentazione si attivano. Invece le elettrovalvole bistabili sono munite di ben due solenoidi ed ognuna ha un’alimentazione autonoma. La valvola si trova in posizione di equilibrio nell’ultima fase raggiunta. Per farla mutare di posizione è necessario fornire corrente al solenoide che si trova nell’altra posizione. Se invece vengono alimentati i due solenoidi contemporaneamente la posizione della valvola rimane immutata. Tuttavia esistono altre tipologie di elettrovalvole comandate che hanno un’azione progressiva. L’impulso elettrico può essere inviato direttamente da un motore capace di movimentare i rinvii occludenti di tipo meccanico. Hanno un controllo a vista comandato da appositi rilevatori di posizione oppure con speciali anelli di controllo automatizzati. Questi controlli hanno la funzione di garantire il raggiungimento della posizione desiderata nei sistemi più semplici mentre in quelli elaborati hanno la funzione di regolare continuamente la chiusura e l’apertura dell’elettrovalvola secondo l’effetto che si desideri ottenere.

Componenti fondamentali delle elettrovalvole

Il corpo dell’elettrovalvola è la parte principale dove sono collocati gli attacchi, i vari orifizi e le sedi. In genere sono fatti con materiali termoplastici anche se talvolta possono essere prodotti in altro materiale di natura metallica a seconda delle caratteristiche che si vogliono ottenere. Il nucleo fisso invece ha la funzione di chiudere il flusso ed è in acciaio inox mentre l’anello di sfasamento è in rame e una volta inserito sopra il nucleo fisso, evita le forti vibrazioni in caso di alimentazione a corrente alternata. Il tubo di guida serve per guidare il nucleo mobile ed è fatto completamente in nylon. Infine il nucleo mobile scorre dentro il canotto una volta messo in moto dalla bobina ed è in acciaio inossidabile magnetico. Nel caso in cui le elettrovalvole siano munite di un apposito servocomando, la membrana serve ad aprire e a chiudere l’orifizio principale per mezzo di un elettromagnete pilota che ne guida la disposizione.

Impiego delle elettrovalvole

Le elettrovalvole vengono impiegate nel funzionamento dei motori con iniezione elettronica e sono comandate da una centralina capace di aprirle e chiuderle nell’ordine nel tempo di pochi millisecondi per far fluire il carburante verso i cilindri. Le elettrovalvole sono impiegate correntemente in tutti i settori industriali come ad esempio il trattamento delle acque, per il riscaldamento e la refrigerazione, per la creazione di elettrodomestici, apparecchiature medicali, nell’industria alimentare, tessile e in altri molteplici processi industriali. Le elettrovalvole vengono molto adoperate anche per l’irrigazione automatizzata dei giardini. Sono fondamentali per controllare la quantità d’acqua che scorre nei condotti dell’intero impianto. Vengono abbinate ad una centralina di programmazione che può regolare i cicli di irrigazione secondo il volere dell’installatore.

Materiali di costruzione

In commercio esiste un’ampia gamma di elettrovalvole che si differenziano l’una dall’altra per i materiali per foggia e per i materiali adoperati per la loro costruzione. La qualità delle materie prime può influire in maniera significativa sul funzionamento dell’elettrovalvole stesse. Di solito vengono prodotte in acciaio inox, ottone e in materiali di natura plastica.

impianto irrigazione : Elettrovalvola

L’elettrovalvola idraulica ha la funzione di aprire o chiudere il passaggio dell’acqua a seguito di un comando elettrico. In pratica è una delel ultime invenzioni venuta in aiuto degli agricoltori che quando dovevano innaffiare un campo, dovevano attivare e disattivare il tutto a mano, e quando c'era brutto tempo, oppure i comandi erano molto distanti essi impiegavano molto tempo per disattivare gli innaffiatoi, cosi che i campi venivano innaffiati il più del solito ed il prato si inzuppava d'acqua. In loro aiuto sono arrivati le elettrovalvole, che sono una specie di telecomando elettrico, infatti grazie al loro impulso elettromagnetico, riescono a far attivare e disattivare gli irrigatori anche a grandi distanze.

Domande frequenti

  • Come funziona esattamente un'elettrovalvola per l'irrigazione?
    Un'elettrovalvola agisce come un rubinetto automatico controllato elettricamente. Al suo interno, una bobina elettrica crea un campo magnetico quando riceve corrente, attirando un nucleo metallico che apre o chiude il passaggio dell'acqua. Questo meccanismo permette di gestire l'irrigazione senza intervento manuale, collegandosi a una centralina programmabile. Grazie a questa tecnologia, è possibile innaffiare aree vaste o difficili da raggiungere, evitando sprechi d'acqua causati da dimenticanze o condizioni meteorologiche avverse, garantendo un controllo preciso dei tempi e delle quantità di distribuzione.
  • Qual è la differenza tra elettrovalvole monostabili e bistabili?
    La distinzione principale risiede nello stato di riposo e nel numero di bobine. Le elettrovalvole monostabili possiedono una sola bobina e tornano automaticamente alla posizione di chiusura (o apertura, a seconda del modello) non appena viene meno l'alimentazione elettrica; sono ideali per sicurezza e semplicità. Quelle bistabili, invece, dispongono di due bobine indipendenti: mantengono la posizione assunta finché non si invia un nuovo segnale all'altra bobina per cambiarla. Questa caratteristica le rende utili in sistemi complessi dove è necessario memorizzare lo stato finale senza consumo energetico costante.
  • Che materiali vengono utilizzati per costruire le elettrovalvole?
    I materiali variano in base alle esigenze di resistenza chimica e pressione. Il corpo esterno è spesso realizzato in termoplastica resistente o metalli come ottone e acciaio inox, quest'ultimo preferito per durabilità e igiene. Internamente, il nucleo fisso che chiude il flusso è solitamente in acciaio inox, mentre l'anello anti-vibrazione per le alimentazioni in corrente alternata è in rame. Il tubo di guida del nucleo mobile è comunemente in nylon per ridurre l'attrito. La scelta del materiale influenza direttamente la longevità della valvola, specialmente in ambienti aggressivi o ad alta pressione.
  • Dove oltre ai giardini si usano le elettrovalvole?
    Oltre all'agricoltura e all'irrigazione domestica, queste valvole sono fondamentali in numerosi settori industriali. Vengono impiegate nel trattamento delle acque, negli impianti di riscaldamento e refrigerazione, e nella produzione di elettrodomestici. Nell'automotive, gestiscono l'iniezione elettronica dei motori, aprendosi e chiudendosi in millisecondi sotto comando della centralina. Sono inoltre essenziali in ambito medico, alimentare e tessile, dove il controllo preciso e rapido del flusso di fluidi specifici è cruciale per il corretto funzionamento dei macchinari e la qualità del prodotto finito.
  • Cosa sono le elettrovalvole a azione progressiva?
    A differenza delle valvole on/off tradizionali che aprono o chiudono completamente il passaggio, quelle a azione progressiva permettono una regolazione continua e graduale del flusso. Questo risultato si ottiene tramite impulsi elettrici inviati da motori o rilevatori di posizione che muovono meccanismi di rinvio. In sistemi avanzati, anelli di controllo automatizzati modulano l'apertura in tempo reale in base alle esigenze operative. Questa tecnologia offre una precisione superiore, utile quando non basta un semplice interruttore ma serve variare l'intensità del fluido per ottenere effetti specifici o ottimizzare i consumi energetici.

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