Piante spontanee

Fiori in giardino

piante spontanee

Le piante spontanee sono specie vegetali che in genere non vengono coltivate negli orti e nei giardini ma considerate spesso infestanti ed eliminate come "erbacce". Sono piante rustiche ed estremamente resistenti, in grado di adattarsi alle peggiori condizioni del suolo ed atmosferiche.

di Redazione

10 settembre 2013

Piante spontanee

Spesso si tratta di piante pioniere che riescono ad attecchire in suoli aridi e siccitosi, tra le pietre e i greti, dove altre specie meno resistenti non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivere. Sono piante miglioratrici del suolo che riescono a creare, nel tempo, le condizioni necessarie allo sviluppo di tutte le altre specie vegetali e dunque la loro importanza è fondamentale.

Cosa raccontano le piante spontanee

Le piante spontanee sono ottime rivelatrici del suolo e sono una preziosa fonte di informazioni per coloro che sanno decifrare il loro linguaggio e ne conoscono le esigenze e le caratteristiche: esse rivelano le condizioni di umidità o aridità, acidità o basicità del terreno, degli elementi nutritivi e dei minerali presenti, del clima prevalente, dei venti, delle acque presenti nel sottosuolo, come anche delle precedenti coltivazioni effettuate sul terreno in cui compaiono.

Le rivelazioni delle piante spontanee

Per fare qualche esempio, le erbe che vivono in terreni acidi sono il romice, il polygonum, la potentilla e la coda cavallina, la pelosella e la centaurea marrone e la loro presenza, specie se consistente, rivela che il terreno sta acidificandosi e il suo Ph si sta abbassando. Questo può essere dovuto alla presenza di acqua che ristagna per lunghi periodi, a coltivazioni di monocolture anno dopo anno, a lavorazioni sbagliate o effettuate quando il terreno era bagnato, compromettendone l'aerazione. La proliferazione di senape dei campi, vilucchio, gramigna, camomille rivela la presenza di una crosta o di uno strato impermeabile nel sottosuolo. Piantaggine, centonchio, ranuncolo, dente di leone e ortica indicano la presenza di coltivazioni e un terreno ricco di azoto e sostanze nutritive; nei terreni con molto potassio si diffonde lo stoppione. Non si guarda la presenza della singola erba per determinare la natura del terreno, ma la prevalenza di alcune specie o di altre. Il segnale più importante del variare della natura del terreno, inoltre, è dato proprio dalla tendenza a comparire o a scomparire di alcune erbe.

Piante spontanee, una risorsa preziosa: impieghi fitoterapici e gastronomici di alcune erbe

Moltissimi sono anche i benefici che le "erbacce" producono all'organismo, oltre che al terreno. Vediamo alcuni utilizzi di alcune tra quelle più conosciute: - la cicoria selvatica è comunissima e perenne; la radice è usata in erboristeria come amaro e tonico. E' ipoglicemizzante e depurativa e rappresenta una delle migliori insalate selvatiche, ottima anche lessata o stufata. Anticamente, dalla radice si otteneva un surrogato del caffè. - la gramigna è cosmopolita e onnipresente; si usano le foglie tenere e i germogli prima che fuoriescano dal terreno. Molto usata in fitoterapia per le spiccate capacità coadiuvanti nella calcolosi e come potente diuretico. I teneri germogli, lessati e conditi con olio, sono nutrienti e gustosi. - l'ortica è un'altra pianta conosciutissima della quale si utilizza tutta la pianta ed è buonissima lessata. Ha proprietà emostatiche, antireumatiche, cicatrizzanti, vasocostrittrici e antiflogistiche. E' famosa come ripieno, nelle sfoglie o anche in zuppe e frittate. - del tarassaco, comune ovunque, nei prati incolti, si utilizza la pianta intera o le foglie ed è il simbolo delle piante selvatiche commestibili; crudo, ha un gusto amarognolo molto piacevole, mescolato ad altre insalate. E' tonico, diuretico e colagogo ed un potente depurativo del fegato. - la malva viene qualche volta coltivata per uso medicinale. Le cime tenere e le giovani foglie hanno proprietà antiflogistiche, lassative, oftalmiche. Cruda, ha un ottimo sapore ed è buona anche in zuppe o risotti; si utilizzano anche i fiori. - la portulaca si propaga con grande facilità per l'elevatissimo numero di semi che produce. Depurativa e diuretica, si usa cruda o cotta; lessata e condita con buon olio risulta gustosissima. - i topinambur sono un cibo poco conosciuto ma buonissimo dal sapore che ricorda il carciofo; la loro coltivazione è facilissima, crescono ovunque e non hanno bisogno di cure. Si mangiano i tuberi e sono adatti a diete per diabetici non contenendo glucosio. Una ricetta per una insalata primaverile gustosa, depurativa e diuretica? Mescoliamo lattuga, songino, tarassaco, foglie tenere di cicoria selvatica e fiori di malva.

Domande frequenti

  • Come posso usare le piante spontanee per capire la qualità del mio terreno?
    La presenza predominante di specifiche erbe spontanee funge da indicatore naturale dello stato del suolo. Ad esempio, la comparsa di romice, coda di cavallo o potentilla segnala un terreno acido, spesso causato da ristagni idrici o lavorazioni errate. Al contrario, ortica, piantaggine e dente di leone indicano un suolo ricco di azoto e nutrienti, tipico di aree precedentemente coltivate. Se noti la proliferazione di gramigna o vilucchio, potrebbe esserci uno strato impermeabile nel sottosuolo che ostacola il drenaggio. Osservare quali specie prevalgono ti permette di diagnosticare problemi di pH, struttura e fertilità senza analisi chimiche immediate.
  • Quali piante spontanee sono commestibili e come si preparano?
    Numerose 'erbacce' sono eccellenti risorse gastronomiche. La cicoria selvatica offre radici amare e foglie ottime crude o cotte; il tarassaco ha foglie dal gusto amarognolo perfette in insalate miste; la portulaca è delicata e si usa cruda o lessata. L’ortica, privata delle sue difese termiche, diventa un ingrediente nutriente per frittate, zuppe e ripieni. Anche i teneri germogli di gramigna, lessati e conditi con olio, sono gustosi. Un mix primaverile può includere lattuga, songino, tarassaco e fiori di malva. Assicurati sempre di raccogliere piante in ambienti incontaminati e identifica correttamente le specie prima del consumo.
  • Quali sono i benefici medicinali delle principali erbe spontanee?
    Le piante spontanee offrono numerosi effetti terapeuti comprovati. L’ortica possiede proprietà emostatiche, antinfiammatorie e cicatrizzanti, utile contro reumatismi e problemi circolatori. Il tarassaco è un potente epatoprotettore, diuretico e depurativo del fegato. La gramigna agisce come diuretico efficace e coadiuva nella gestione della calcolosi renale. La cicoria selvatica è ipoglicemizzante e depurativa, mentre la malva, ricca di mucillagini, ha azione antinfiammatoria e lassativa. Queste piante possono essere utilizzate sotto forma di tisane, decotti o applicazioni esterne, sfruttando i principi attivi concentrati nelle foglie, radici o fiori.
  • È vero che le piante spontanee migliorano la salute del suolo?
    Assolutamente sì. Molte piante spontanee sono specie pioniere fondamentali per la rigenerazione ecologica. Riescono ad attecchire in suoli aridi, pietrosi o degradati dove altre piante non sopravvivono, contribuendo a stabilizzare il terreno. Nel tempo, queste specie agiscono come 'miglioratori': arricchiscono il suolo di materia organica, fissano nutrienti e creano le condizioni microclimatiche necessarie affinché possano insediarsi successivamente altre specie vegetali più esigenti. Eliminarle indiscriminatamente significa perdere un servizio ecosistemico gratuito e vitale per la fertilità a lungo termine del tuo orto o giardino.
  • Cosa indica la presenza di stoppione nel mio prato o orto?
    La presenza massiccia di stoppione (o erba strega) è un indicatore specifico della carenza o abbondanza di determinati minerali. In particolare, questa pianta tende a diffondersi nei terreni ricchi di potassio. A differenza di altre erbe che segnalano acidità o ristagni, lo stoppione ci avverte sulla composizione chimica specifica del suolo relativa ai sali minerali. Monitorare la sua espansione ti aiuta a comprendere l'equilibrio nutrizionale del terreno, suggerendo eventualmente interventi di correzione o semplicemente confermando che il suolo presenta elevate concentrazioni di questo elemento essenziale per molte colture.