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Chiodi e Viti

viti per cartongesso

Le viti per cartongesso: le informazioni di base, le caratteristiche principali e i consigli pratici per non fare i soliti errori

di Redazione

30 giugno 2014

Le informazioni di base sulle viti per cartongesso

Ogni qual volta parliamo in prima persona o sentiamo parlare, semmai ad onor del vero non propria da persone appartenenti al più o meno ristretto cerchio degli addetti ai lavori dei differenti tipi di viti oggi presenti in commercio possiamo cadere nel più classico degli equivoci e delle incomprensioni. In effetti quello che accade è abbastanza facile da capire da un lato ma altrettanto difficile da evitare: perchè, obiettivamente, tutti noi possiamo pensare che i tipi di viti non hanno segreti per la maggioranza di chi ne parla tranne, semmai, solo qualche esempio di tipi di viti molto poco diffuse o comunque difficili da reperire. Eppure, a ben guardare, l'errore è proprio questo, vale a dire sottovalutare la molteplicità di tipi di viti che sono state messe in commercio dalle aziende operative nel settore.

Le caratteristiche principali delle viti per cartongesso

Ovviamente, in maniera intuibile, tutti noi possiamo immaginare come il progresso della tecnica applicato alla meccanica e a tutto quanto vi sia più o meno strettamente collegato abbia dato i suoi frutti soprattutto nel corso degli ultimi anni. E questo è senza dubbio un dato tanto intuibile quanto incontrovertibile. Quello che di contro vogliamo sottolineare è che pochi hanno la percezione effettiva di quanto realmente oggi si possa parlare senza tema di essere smentiti di una vera e propria infinità di tipi di viti: esistono infatti viti in ottone, a testa bombata, in alluminio, metriche, speciali, per plastica, per cartongesso, senza testa, imperdibili, per cemento, a pressione, per mobili, per calcestruzzo, a testa piatta e tanti altri esempi di tipi di viti ognuno con le proprie peculiarità specifiche.

Consigli pratici per le viti per cartongesso

Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a considerare alcuni degli elementi di base che più potrebbero esserci di aiuto e di sostegno nel corso della nostra disanima in materia di differenti tipi di viti in generale e di viti per cartongesso in particolare, una riflessione la nostra anche abbastanza sintetica ad onor del vero ma che ci auguriamo rimanga sempre e comunque sufficientemente chiara ed esauriente per tutti coloro che ci leggono. In effetti una delle prime considerazioni che ci pare opportuno formulare parlando di differenti tipi di viti e di viti per cartongesso più da vicino riguarda proprio alcune delle principali caratteristiche che sono riconoscibili nelle viti per cartongesso rispetto a tanti altri prodotti simili. Le viti per cartongesso, infatti, presentano una filettatura differente rispetto alle normali viti e, in un qualche modo paragonabile alla filettatura propria delle viti per plastica. Le viti per cartongesso possono infatti avere una filettatura molto “dolce” per perforare il legno sottile tipico del cartongesso senza fare danni.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra una vite per cartongesso e una vite standard?
    La differenza sostanziale risiede nella filettatura. Le viti per cartongesso possiedono una filettatura molto 'dolce', simile a quella delle viti per plastica, progettata specificamente per penetrare il legno sottile o il profilo metallico senza spezzarsi o creare troppa resistenza. Al contrario, le viti standard hanno una filettatura più aggressiva e profonda, ideale per materiali densi come il legno massiccio o il metallo spesso, ma che rischierebbe di rovinare il gesso o di non garantire una presa sufficiente nei sottili profili metallici utilizzati nell'installazione del cartongesso.
  • Come devo posizionare la vite durante il fissaggio del pannello?
    È fondamentale inserire la vite perpendicolarmente alla superficie del pannello, puntandola direttamente verso il centro del profilato metallico o del listello di legno sottostante. La punta deve affondare nel materiale di supporto, mentre la testa deve rimanere leggermente incassata ('sottosuperficie') senza però bucare completamente il gesso. Questo garantisce una tenuta sicura e prepara la superficie per la successiva stuccatura, evitando sporgenze che renderebbero difficile livellare il muro in fase di finitura.
  • Quale passo filettato è consigliato per il fissaggio su profilati metallici?
    Per il fissaggio su profilati metallici (lamiere zincate), si raccomandano viti con passo filettato medio-grande, tipicamente indicate come autoforanti o con punta a trivella. Il passo deve essere sufficientemente ampio per espellere rapidamente i trucioli di metallo generati dalla foratura, prevenendo il surriscaldamento della vite e il grippaggio. Solitamente, le lunghezze variano dai 25 mm ai 75 mm a seconda dello spessore del profilato, assicurando sempre una penetrazione minima di almeno 10 mm nel metallo portante.
  • Posso usare le stesse viti per fissare il cartongesso al legno?
    Sì, le viti per cartongesso sono generalmente adatte anche per il fissaggio su listelli di legno, purché il legno non sia eccessivamente duro. Tuttavia, per legni molto duri o resistenti, potrebbe essere preferibile utilizzare viti specifiche per legno con punta a trivella per facilitare l'inserimento e ridurre lo sforzo sulla vite. Assicurati sempre che la lunghezza della vite permetta una presa adeguata nel legno, evitando di fuoriuscire dall'altra parte se stai fissando pannelli sottili.
  • Cosa succede se uso una vite troppo lunga per il mio lavoro?
    Utilizzare una vite troppo lunga comporta il rischio concreto di attraversare completamente il pannello di cartongesso e il profilato sottostante, sporgendo dall'altro lato. Questo non solo compromette la stabilità del fissaggio, ma può anche danneggiare tubazioni, cavi elettrici o isolamenti eventualmente presenti dietro la parete. Inoltre, una vite eccessivamente lunga potrebbe non avere abbastanza filetti impegnati nel materiale portante, riducendo la forza di tenuta necessaria per sostenere il peso del pannello e degli eventuali carichi successivi.