faretti da incasso

Lampade

Faretti da incasso

Qualche decennio fa i faretti da incasso avevano spessori elevati, poiché adatti a ospitare solo lampadine a incandescenza. Oggi, con le lampade alogene e dicroiche, gli spessori sono ridotti.

di Redazione

25 ottobre 2013

I faretti da incasso

Illuminare gli ambienti con i faretti da incasso è un aspetto molto interessante: sotto pensili della cucina, stanze, l’interno degli armadi, valorizzati con, ad esempio, una luce "spot", senza creare alcuna sporgenza dalla superficie che ospita il punto luce, diventa una scelta moderna e ragionata. Se poi, oltre ad usare lampade dicroiche o alogene, si punta sulle nuove lampade a LED, che hanno una ridotta produzione di calore, il faretto da incasso può essere alloggiato in arredi che hanno un’alta sensibilità al calore. A questi vantaggi delle lampade a LED, si sommano l’alta resa, l’efficienza e la capacità di produrre un rilevante risparmio energetico. Inoltre, non emettono calore e non si surriscaldano, quindi si possono orientare su superfici chiare, senza preoccuparsi di segni e aloni, classici delle lampade a incandescenza. Altro dato da considerare, le lampada a LED non contengono mercurio o altre sostanze dannose per la salute. Questi faretti da incasso hanno una durata di circa cinquanta volte superiore alle classiche lampadine, e una resa che può arrivare anche a 50.000 ore.

Scegliere il faretto da incasso

Prima di tutto occorre scegliere il faretto. Normalmente il faretto da incasso è composto di un cilindro, che poi va introdotto nel foro che si farà nella struttura, una ghiera più ampia per occultare l’immancabile spazio tra il foro e il cilindro e, infine, l’attacco dove sarà inserita la lampada. Anche se di solito, nelle istruzioni di montaggio, è indicato il diametro del foro per il montaggio del faretto, in sua assenza si dovrà misurare il diametro della ghiera e del cilindro e preparare un foro di diametro intermedio fra quello della ghiera e del cilindro. L’offerta è abbondante: faretti LED con luce bianca naturale, calda o fredda, con ghiera quadrata o rotonda; luci da incasso di potenze e dimensioni diverse, adatte a illuminare il salotto, l’ingresso o la camera; faretti con luce fissa o orientabile con vari angoli di apertura.

Il montaggio dei faretti da incasso

Innanzitutto, se si vuole installare un faretto da incasso a soffitto, si dovrà rilevare la struttura di quest’ultimo. Infatti, potrebbe essere in muratura, in legno o un controsoffitto in cartongesso. Ovviamente, di qualunque materiale sia realizzato il soffitto, si saranno previsti i punti luce, ossia i punti dove fuoriescono i fili elettrici. Generalmente, questi ultimi, sono di colore blu, per la fase, nero, per il neutro e, se presente, giallo-verde per la terra. Stabilito il diametro del foro, dovrà essere realizzato sulla superficie di supporto del faretto. Si dovrà, cioè, allargare il foro del punto luce dove escono i fili elettrici alle misure richieste dal faretto da incasso. Poiché i normali trapani non possono usare punte di tali dimensioni, si dovrà utilizzare la cosiddetta "punta a tazza", che può essere ospitata nei mandrini dei trapani più comuni. La punta a tazza dovrà essere realizzata con materiale adatto al supporto da forare: cartongesso, muro, legno. Per fissare i faretti da incasso, questi sono provvisti di mollette che, una volta penetrato il cilindro nel foro, si allargano da sole ancorando il faretto nella posizione ottimale, con la ghiera a contatto della superficie del supporto dove è inserito il faretto.

I collegamenti del faretto a incasso

Una volta montato il faretto, ci saranno da collegare i fili elettrici – dopo aver interrotto l’energia elettrica. Si devono collegare i fili blu e neri ai terminali che saranno poi ancorati allo zoccolo della lampada, mentre il filo di terra, quello giallo-verde, andrà fissato alla parte metallica del faretto. A questo punto si deve inserire la lampadina, a LED o alogena. L’attacco di questo tipo di lampada, solitamente, è a baionetta di tipo GU10 oppure di tipo GU5.3. Gli attacchi a vite sono ormai quasi scomparsi. Importante è la tensione con la quale sono alimentate queste lampade. Le lampade con attacco GU5.3 hanno una tensione di alimentazione di 12 V, mentre le altre sono alimentate tramite la tensione di casa, 220 V. Per le prime occorre, quindi, utilizzare un trasformatore con in ingresso 220 V e in uscita 12 V, potenza adatta per alimentare i faretti da incasso.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra faretti a LED e quelli tradizionali in termini di sicurezza e installazione?
    I faretti a LED rappresentano un'opzione nettamente superiore rispetto alle vecchie lampade a incandescenza o alogene per quanto riguarda la sicurezza termica. A differenza delle fonti luminose tradizionali, i LED producono pochissimo calore, il che permette di installarli in arredi sensibili alle alte temperature o su superfici chiare senza rischiare di creare aloni scoloriti o danni. Questa caratteristica, unita all'assenza di mercurio e a una durata fino a 50.000 ore, li rende la scelta ideale per un'illuminazione moderna, efficiente e sicura, riducendo al minimo le manutenzioni e i costi energetici.
  • Come si calcola correttamente il diametro del foro da praticare nel soffitto per l'installazione?
    Per determinare la misura esatta del foro, bisogna fare riferimento alle specifiche tecniche del faretto, che indicano generalmente il diametro del cilindro interno. In mancanza di istruzioni precise, la regola pratica prevede di misurare sia il diametro della ghiera esterna (che copre il bordo) sia quello del cilindro che entra nel buco. Il foro da realizzare deve avere un diametro intermedio: sufficientemente grande da permettere il passaggio del cilindro, ma abbastanza stretto da garantire che la ghiera resti ben aderente alla superficie del soffitto, nascondendo eventuali imperfezioni del taglio.
  • Che tipo di utensile è necessario per tagliare il foro nel controsoffitto in cartongesso?
    I normali trapani a percussione non sono adatti per creare fori grandi e precisi nel cartongesso. Lo strumento indispensabile è la "punta a tazza" (o corona diamantata/seghettata), che si monta sul mandrino del trapano. È fondamentale scegliere la punta a tazza composta dal materiale corretto per il supporto: esistono versioni specifiche per il cartongesso, il legno o la muratura. Questo attrezzo garantisce un taglio pulito e preciso, evitando di scheggiare o danneggiare la struttura del controsoffitto durante l'operazione di inserimento del faretto.
  • Cosa devo sapere sui collegamenti elettrici e sui trasformatori per i diversi tipi di attacco?
    La gestione dell'alimentazione dipende dall'attacco della lampadina. Gli attacchi GU10 funzionano direttamente a 220V, la tensione di rete domestica. Al contrario, le lampade con attacco GU5.3 richiedono una tensione di 12V, quindi è obbligatorio installare un trasformatore che converta i 220V in 12V, scegliendo una potenza adeguata al carico totale. Durante il collegamento, i fili blu (fase) e neri (neutro) vanno ai terminali dello zoccolo, mentre il filo giallo-verde (terra) deve essere fissato alla parte metallica del faretto per la messa a terra, operazione da eseguire sempre a corrente staccata.