lampadine ad incandescenza

Lampade

lampadina ad incandescenza

Le lampade ad incandescenza, sono costituite da un bulbo di vetro e da un filamento di carbone che tende a riscaldarsi e a produrre luce. Sono in disuso.

di Redazione

25 agosto 2013

Lampadine ad incandescenza

La lampadina ad incandescenza è una fonte luminosa di tipo artificiale, utilizzata da più di un secolo per l’illuminazione di ambienti esterni ed interni. La sua invenzione avvenne a cura di Thomas Edison, e fù poi perfezionata da altri due scienziati, che ne modellarono e migliorarono il funzionamento. La lampada ad incandescenza, è costituita da una piccola ampolla di vetro ludico trasparente o opaco, attraversata al suo interno da una sorta di bulbo e da un filo di carbone che veniva invaso dalla corrente elettrica. La corrente stessa, viene prodotta dal riscaldamento di un filo, che si trova sempre all’interno del bulbo, che si collega al filo carbonato che tende a produrre la luce. Per l’effetto “Joule”, il filamento si riscalda producendo luce, raggiungendo una stabilità tra calore ed illuminazione stessa. Con il passare del tempo, il filamento di tungsteno che produce calore, che poi si trasforma in luce, tende a deteriorarsi, comportando lo spegnimento definitivo della lampadina. Le prime lampadine avevano questo tipo di funzionamento, che è durato per diversi anni, apportando una vera e propria innovazione e numerosi vantaggi. Grazie all’illuminazione artificiale, la luce può essere sfruttata, controllata, gestita, per diversi tipi di scopi. Il consumo dispendioso che ne è conseguito, associato al pericolo di inquinamento ambientale, ha portato l’innovazione alla produzione di nuove lampade ad incandescenza, con un miglioramento sulla funzionalità delle stesse e i costi, sia sul piano strettamente economico, che su quello ambientale. In queste nuove lampadine ad incandescenza, il bulbo di vetro, non è vuoto, come nelle vecchie, ma contiene una sorta di gas, che non solo migliora la resistenza del filamento, ma consente anche una migliore resa sul piano dell’illuminazione. Il consumo dell’energia, tende a ridursi, anche se in minima parte. La lampadina ad incandescenza, porta con se i suddetti vantaggi: ha una massima facilità nell’applicazione, un costo molto basso (per quanto concerne la lampadina in sé), e una buona illuminazione, chiara e limpida. Gli svantaggi, che invece si accompagnano a questo tipo di dispositivo, sono diversi, e molto più numerosi dei vantaggi: in primis, il consumo dell’energia, che è assolutamente notevole, poiché solo il dieci per cento circa dell’energia, viene trasformata in luce, mentre il restante novanta per cento, tende a trasformarsi in calore; hanno una durata molto bassa, e comportano un dispendio sul piano economico. Le lampade alogene hanno quasi del tutto sostituito le lampade ad incandescenza, ed hanno un sistema nettamente superiore rispetto a quelle classiche.

Domande frequenti

  • Perché le lampadine ad incandescenza sono state bandite dall'Unione Europea?
    Le lampadine ad incandescenza sono state progressivamente eliminate dai mercati europei principalmente per motivi energetici e ambientali. Questo tipo di tecnologia presenta un'efficienza energetica estremamente bassa: solo il 10% dell'energia elettrica consumata viene effettivamente convertita in luce visibile, mentre il restante 90% si disperde sotto forma di calore inutile. Questo spreco energetico comporta un aumento dei consumi elettrici domestici e industriali, con conseguenti maggiori emissioni di CO2 legate alla produzione di elettricità. Per promuovere l'efficienza energetica e ridurre l'impatto ambientale, la normativa UE ha imposto la sostituzione graduale con tecnologie più efficienti come LED e CFL.
  • Qual è la differenza principale tra una lampadina ad incandescenza classica e quella alogena?
    La differenza fondamentale risiede nella composizione del bulbo e nel filamento. Nella lampadina ad incandescenza classica, il bulbo di vetro è vuoto o riempito di gas inerti per evitare l'ossidazione immediata del filamento di tungsteno. Nelle lampadine alogene, invece, il bulbo contiene un gas alogeno (come iodio o bromo) sotto pressione. Questo gas permette un ciclo chimico rigenerativo: quando il tungsteno evapora dal filamento, il gas lo riporta indietro sulla superficie, prolungandone la vita utile e permettendo temperature di esercizio più elevate. Di conseguenza, le alogene offrono una luce più bianca e intensa e durano leggermente di più rispetto alle classiche, pur rimanendo meno efficienti delle moderne LED.
  • Quanto dura mediamente una lampadina ad incandescenza rispetto alle alternative moderne?
    Una lampadina ad incandescenza tradizionale ha una durata media piuttosto limitata, generalmente compresa tra le 750 e le 1.000 ore di utilizzo. Questo breve ciclo di vita è dovuto al progressivo deterioramento del filamento di tungsteno, che si assottiglia e diventa fragile fino a rompersi definitivamente. In confronto, le lampadine alogene possono durare fino a 2.000-4.000 ore, mentre le moderne lampadine a LED offrono una longevità eccezionale, spesso superando le 15.000-50.000 ore. Pertanto, sostituire un'incandescenza con un LED non solo riduce drasticamente i costi energetici, ma diminuisce anche la frequenza di sostituzione della singola fonte luminosa.
  • È ancora possibile acquistare lampadine ad incandescenza oggi?
    No, non è più possibile acquistare nuove lampadine ad incandescenza standard nei negozi di elettronica o supermercati. La vendita di questi prodotti è stata vietata gradualmente dall'Unione Europea tra il 2009 e il 2012 per ridurre i consumi energetici. Attualmente, sul mercato si trovano principalmente lampadine alogene (anch'esse soggette a restrizioni progressive verso il 2018/2020 per alcune tipologie) e, soprattutto, lampadine LED e fluorescenti compatte (CFL). Se si possiedono vecchi apparecchi illuminanti progettati specificamente per incandescenze, è necessario adattarli o sostituire le lampadine con equivalenti a LED che abbiano lo stesso attacco (E27, E14, ecc.) e la stessa temperatura di colore desiderata.
  • Le lampadine ad incandescenza producono calore: è un vantaggio o uno svantaggio?
    Nella maggior parte dei contesti domestici e lavorativi, la produzione di calore è uno svantaggio significativo. Poiché il 90% dell'energia viene dispersa come calore, le lampadine ad incandescenza aumentano il carico termico degli ambienti, costringendo gli impianti di condizionamento a lavorare di più durante l'estate, con ulteriore spreco energetico. Tuttavia, in contesti specifici come le serre per piante tropicali o in climi molto freddi dove serve un apporto termico locale, questo calore residuo può essere considerato un effetto collaterale utile. Nonostante ciò, per l'illuminazione generale, questa caratteristica rende la tecnologia obsoleta e inefficiente rispetto alle sorgenti fredde come il LED.