Alcune note

Piante Grasse

Piante grasse rampicanti

Le piante grasse rampicanti: le informazioni di base, le caratteristiche principali e i consigli pratici più utili per i nostri balconi

di Redazione

22 gennaio 2014

Le informazioni di base sulle piante grasse rampicanti

Ogni qual volta si parla di piante grasse rampicanti la massima attenzione è d’obbligo per una lunga serie di ragioni. In primo luogo perché le piante grasse rampicanti rappresentano una giusta via di mezzo tra due specie che, a conti fatti, di solito difficilmente sono accostabili le une alle altre. E ciò innanzitutto perché le piante grasse di solito hanno caratteristiche specifiche di base anche molto differenti rispetto alle specificità proprie delle piante rampicanti. E, in secondo luogo, occorre registrare un grosso interesse nei confronti delle piante grasse rampicanti anche perchè si tratta di una soluzione abbastanza creativa e quasi sempre molto convincente per quanto riguarda la decorazione e l’arricchimento di nostri balconi e terrazzi. Di qui, dunque, capiamo che le piante grasse rampicanti meritano un discorso a parte.

Le caratteristiche principali delle piante grasse rampicanti

Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a comprendere alcuni degli elementi che posso risultarci utili nel corso della nostra riflessione in merito alle piante grasse rampicanti, un’analisi la nostra abbastanza sintetica per le ben note ragioni di spazio ma che speriamo rimanga sempre e comunque sufficientemente chiara ed esauriente per chi ci legge. In primo luogo, a questo punto, ci sembra opportuno renderci conto della specificità intrinseca di questa categorie di piante, quella delle piante grasse rampicanti, che nasce dall’accostamento stesso di due tipologie di piante, le grasse e le rampicanti, tendenzialmente lontane e abbastanza differenti. Perché di norma non immaginiamo che possa esistere delle piante grasse che si sviluppano su per i muri di nostri terrazzi e balconi così come diffidiamo dalle classiche rampicanti sotto forma di piante succulente.

Consigli pratici sulle piante grasse rampicanti

Eppure, a ben guardare, gli esempi di piante grasse rampicanti, per altro anche abbastanza diffuse all’interno del nostro Paese, non mancano. Per fare qualche nome che sia utile sia a coloro che fanno parte della più o meno ristretta cerchia degli addetti ai lavori che a coloro che non ne fanno parte e che si avvicinano al mondo delle piante grasse rampicanti con l’animo del neofita a digiuno di conoscenze specifiche, il nostro pensiero va direttamente a piante grasse rampicanti come il Carpobrotusil della famiglie delle Aizoaceae, al Sedum della famiglia delle Crassulaceae oppure anche al Lampranthus forse più vicino alle cosiddette piante tappezzanti piuttosto che alle piante rampicanti in senso proprio. Fatto sta che vi sono tante piante grasse rampicanti, più o meno note di quelle che abbiamo appena richiamato, che si stanno diffondendo sempre di più anche alle nostre latitudini.

Domande frequenti

  • Quali sono le migliori piante grasse rampicanti per coprire muri e ringhiere?
    Tra le varietà più diffuse e adatte alla coltivazione in Italia spiccano il Carpobrotus edulis, appartenente alla famiglia delle Aizoaceae, noto per i suoi fiori colorati e la capacità di ricoprire rapidamente superfici verticali. Un'altra eccellente opzione è il Sedum, della famiglia delle Crassulaceae, che offre grande varietà di forme e colori, adattandosi bene sia al muro che alle ringhiere. Anche il Lampranthus, sebbene spesso usato come tappeto erboso, può essere guidato su supporti verticali. Queste specie sono preferibili perché combinano la resistenza tipica delle succulente con la capacità di arrampicarsi, creando effetti decorativi unici sui balconi.
  • Come devo irrigare le piante grasse rampicanti per evitare marciumi?
    L'irrigazione richiede cautela poiché queste piante accumulano acqua nelle foglie. Bagna il terreno solo quando è completamente asciutto al tatto, evitando di bagnare eccessivamente le foglie o i fusti per prevenire funghi e marciumi radicali. In estate, durante il periodo di crescita attiva, le annaffiature possono essere leggermente più frequenti, ma assicurati sempre che il vaso abbia un ottimo drenaggio. In inverno, riduci drasticamente l'acqua, somministrandola solo sporadicamente per mantenere la pianta vitale senza saturarla. L'eccesso di umidità è il nemico principale delle succulente, specialmente se coltivate in vasi chiusi contro i muri.
  • Quale esposizione solare è ideale per le piante grasse rampicanti?
    La maggior parte delle piante grasse rampicanti, come il Carpobrotus e il Sedum, ama il pieno sole. Posizionale in zone del balcone o terrazzo che ricevono almeno 6-8 ore di luce diretta giornaliera per garantire una fioritura abbondante e una crescita compatta. Tuttavia, nelle regioni dal clima particolarmente caldo, potrebbe essere necessario fornire un po' di ombreggiatura nelle ore più calde del pomeriggio per evitare scottature sulle foglie. L'esposizione a sud-est o sud-ovest è generalmente ottimale, garantendo luce intensa ma proteggendo parzialmente dal sole cocente estivo.
  • Posso usare le piante grasse rampicanti anche in vaso sui balconi piccoli?
    Assolutamente sì, le piante grasse rampicanti sono ideali per spazi ridotti grazie alla loro natura verticale. Utilizzando vasi sospesi, cassette da balcone o griglie appese, puoi sfruttare l'altezza senza occupare superficie calpestabile. Scegli contenitori leggeri e ben drenati. Specie come il Sedum morganianum ('Coda di asino') o il Ceropegia woodii crescono bene in sospensione, lasciando cadere i fusti in modo ornamentale. Assicurati semplicemente che il supporto sia stabile per reggere il peso dei vasi e che le radici abbiano abbastanza spazio per svilupparsi, rinnovando il substrato ogni anno circa.
  • Come faccio a far arrampicare correttamente queste piante su un muro o una rete?
    A differenza delle edera o del gelsomino, molte piante grasse rampicanti non hanno viticci naturali forti. Per guidarle, usa fili morbidi, morsetti vegetali o reti a maglie larghe. Legga delicatamente i giovani germogli ai supporti man mano che crescono, senza stringere troppo per non danneggiare i tessuti succulenti. Il Carpobrotus, ad esempio, tende a strisciare e aggrapparsi con facilità, mentre il Sedum può richiedere un po' più di aiuto iniziale. Una volta stabiliti, i fusti spesso si auto-sostengono o si agganciano a piccole irregolarità del muro, ma un sostegno artificiale garantisce un risultato ordinato e decorativo.