Cura piante grasse

Caratteristiche generali:

Quando ci si occupa di giardinaggio, spesso e volentieri si può avere a che fare con le piante grasse, delle piante particolari, sicuramente diverse da quelle che siamo abituati veder crescere spontanee nelle zone dal clima mediterraneo o comunque temperato o tendente al freddo, tipico delle zone italiane.

Ma quali sono le caratteristiche di questa tipologia di piante?

Innanzitutto, partiamo dal nome: il vero nome delle piante grasse non è questo, ma esse dovrebbero essere chiamate, correttamente, “piante succulente”. Questo nome ovviamente deriva da una loro caratteristica, ovvero i loro particolari tessuti, detti “succulenti”, perché immagazzinano grandi quantità di acqua. Si tratta dei cosidetti “parenchimi acquifer”.

Queste piante sono organismi che organizzano la quantità di acqua a loro disposizione in modo molto saggio, e questa caratteristica ovviamente deriva dalle condizioni in cui, in natura, sono costrette a crescere: esse, infatti, sono piante provenienti dalle zone aride del mondo, ove le precipitazioni si concentrano in un unico periodo dell’ anno, tra l’ altro molto breve, in cui però le precipitazioni sono piuttosto abbondanti. L’ acqua ottenuta in questo periodo, quindi, deve bastare a queste piante per tutto l’ anno, e pertanto loro ne immagazzinano il più possibile, tenendola come riserva all’ interno dei propri tessuti, e somministrandola nelle giuste dosi al resto della pianta quando necessario. Insomma, queste piante hanno fatto “di necessità, virtù”.

Ovviamente i tessuti di queste piante, avendo al loro interno una grande quantità di acqua, non sono sottili così come le foglie delle altre piante, che invece immagazzinano ciò di cui hanno bisogno all’ interno delle radici, che infatti sono sempre molto spesse, considerando la grandezza della pianta, quindi sono piuttosto carnos, così come i fusti e le radici, che vengono ingrossati di molto. Le forme che in genere assumono queste piante sono: forme sferiche, colonnari, a rosetta e appiattite. In genere le piante succulente sono definite con un’ altro nome errato, ovvero quello di “cactus”. In realtà questo termine si riferisce soltanto ad una determinata famiglia di piante, tutte originarie delle Americhe, che tra l’ altro è una delle famiglie più conosciute tra le piante grasse.

Queste piante sono capaci di vivere in condizioni di estrema aridità, e spesso per sopperire alla mancanza di acqua, esse tramutano le proprie foglie in spine, e quindi la fotosintesi clorofilliana viene effettuata dal fusto. Questo perché la presenza di foglie vorrebbe dire la necessità di sopperire anche alle necessità delle foglie in materia di acqua e di sostanze nutritive. Secondo il metabolismo di queste piante, però, esse non possono essere “mantenute in vita”, e perciò vengono ridotte a spine, in modo tale da non necessitare di un grande apporto di acqua.

Si tratta, quindi, di piante proprie delle zone aride e desertiche, abituate a crescere in zone con terreni predesertici, dove si alternano periodi di grade siccità a periodi di piogge anche molto intense. Queste piante le si può trovare in zone della terra la cui temperatura in genere non scende al di sotto di 0 °C durante il loro periodo della vegetazione. Non si trovano, però, nelle zone in cui le piogge sono del tutto assenti, poiché comunque hanno bisogno di un apporto in acqua, seppur minimo, per poter sopravvivere. Ciò non toglie che questo tipo di piante si possano trovare anche nelle zone umide, come nelle foreste dell’ America centrale e meridionale, in Africa, nel Madagascar o in Asia. In genere, si possono rovare delle succulente di grandi dimensioni nelle isole canarie e nel Madagascar, mentre in Europa si trovano specie come l’ Agave, il Sempervivum e il Sedum. In Messico e in California si trovano specie più resistenti e grandi, in cui varie specie di animali sono addirittura in grado di trovare un rifugio, scavando delle gallerie all’ interno del loro fusto.

In genere la fioritura di queste piante avviene nel periodo che va da maggio a novembre. Molte di queste specie impiegano vari anni per raggiungere la fioritura, come il Sempervivum, l’ Agave o le Yucca. Si tratta di piante che hanno uno sviluppo “ a rosette”, e solo quando queste rosette hanno raggiunto la giusta robustezza, queste si sviluppano in fiore. In alcuni casi, questo processo impiega molto tempo, come nel caso dell’ agave, che impiega circa 15 anni. Se non sono stati emessi polloni o altre rosette, la pianta muore dopo la fioritura.

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Terreno e temperatura:

Per quanto riguarda il terreno, è molto importante scegliere quello giusto affinchè la pianta possa vivere in completa salute. Sicuramente le piante grasse, se c’è qualcosa che odiano, odiano proprio il ristagno idrico anel terriccio. E questo si può ben capire, dato che si tratta di piante che sono abituate a tutt’ altro che all’ abbondanza di acqua. Questo eccesso, probabilmente l’ unico che questo tipo di pianta, molto tolleranti, non riescono a sopportare, può causare anche la morte della pianta, quindi meglio evitarlo in tutti i modi. Tutte le piante grasse prediligono un terreno acido e poroso, che permetta il passaggio dell’ acqua. Un ottimo terreno per le piante grasse si può ottenere mescolando terra di campo e terra di giardino, della sabbia e del terriccio di foglie. In questo modo , si otterrà un effetto drenante ma anche un terreno ricco di sostanze organiche. In genere si usa inserire anche dei sassolini sul fondo del vaso per favorire il deflusso dell’ acqua.

Per quanto riguarda la temperatura, le piante grasse vivono molto bene all’ aria aperta, nel periodo invernare, ma per farle vivere bene bisogna fare molta attenzione al clima cui vengono esposte. La temperatura ideale per una pianta grassa non deve essere mai inferiore ai 5°C, quindi nei luoghi caratterizzati da inverni particolarmente rigini è bene tenere le piante all’ esterno nel periodo che va da aprile a settembre, mentre fino a marzo si possono ritirare in casa, a circa 10°C, con molta luce e ventilazione. Per quanto riguarda l’ estate, non ci sono particolari problemi, in quanto questo tipo di piante sono capaci di sopportare anche fino e oltre i 30° centigradi, per poi riposarsi durante la notte.


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Annaffiatura e concimazione:

Per sapere di quanta acqua queste piante hanno bisogno per una buona coltivazione bisogna considerare quali sono le condizioni in cui in genere crescono allo stato di natura: esse sono sottoposte a periodi di grandi alluvioni e piogge intensissime alternati a periodi di grande siccità. Quindi, se si vuole “riprodurre” a livello domestico questo tipo di annaffiatura, in estate anche quando fa molto caldo la pianta dovrebbe essere annaffiata ogni quattro giorni, o comunque mai prima che il terreno risulti completamente asciutto. Nel periodo invernale invece, l’ apporto di acqua dovrebbe essere limitato ad una volta al mese se le piante sono in casa, e sospenderle completamente se le piante vengono coltivate all’ aperto.

In ogni caso, quindi sia se la pianta viene coltivata dentro che fuori casa, le piante grasse devono essere sempre esposte alla luce del sole in modo ottimale.

Per quanto riguarda il concime, le piante grasse ne hanno bisogno come tutte le altre piante, diversamente da come si crede. In particolare, esse hanno bisogno di fosforo e di potassio, e di una piccola quantità di azoto. Quindi si può giustamente comperare un concime da somministrare alla pianta attraverso l’ acqua destinata all’ annaffiatura (quindi uno di quei concimi liquidi da diluire nell’ acqua), oppure scegliere del concime da somministrare al terriccio. In ogni caso , è importante che questo concime contenga la maggior parte di fosforo e di potassio e una piccola parte di azoto. Il periodo migliore per concimare le piante grasse è il periodo invernale, che va quindi da novembre a marzo, in modo che la pianta abbia abbastanza sostanze nutritive per sopperire alla richiesta durante il periodo primaverile. E’ sempre melgio comunque usare concimi liquidi poiché le piante grasse non sopportano molto la persistena di Sali nel terreno, essendo abituate a terreni sabbiosi.


Cura piante grasse: Problemi, malattie e parassiti:

Come per tutte le altre tipologie di piante, anche le piante grasse sono soggette a problemi come infestazioni, malattie e altre fondi di deperimento. In alcuni casi, soprattutto se queste fonti di malessere non vengono eliminate, la pianta può anche morire.

La maggior parte delle volte in cui una pianta grassa deperisce, però, la causa è l’ uomo, e le sbagliate cure colturali che effettua: in genere, l’ errore sta nel somministrare alla pianta più acqua del necessario. Per una pianta grassa, infatti, è molto meglio soffrire per la mancanza d’ acqua piuttosto che per il suo eccesso. Infatti, essendo molto sensibili ai ristagni idrici, le piante grasse manifestano immediatamente i primi sintomi in questo caso: il tessuto comincia a marcire e nascono delle macchie su di esso.

Per quanto riguarda le infestazioni, invece, le piante grasse sono abbastanza fortunate, perché non sono molti i parassiti che si avvicinano a queste piante. Ovviamente, fatta eccezione per le terribili afidi e cocciniglie, che nemmeno le spine sono in grado di fermare. Questi parassiti si nutrono della linfa vitale delle piante, quindi sono molto pericolosi. Nel caso della cocciniglia, il problema se non esteso si può rimuovere manualmente, mentre in altro caso si deve usare l’ insetticida. Anche il ragnetto rosso è un nemico delle piante grasse, perché realizza delel ragnatele tra le spine, ragnatele riconoscibili perché assomigliano a dei batuffoli bianchi. Le sue punture causano delle macchie gialle che rimangono sulla pianta anche dopo che il parassita è stato rimosso. Il modo più efficace, soprattutto se la pianta è di grosse dimensioni, è ricorrere all’ insetticida.


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