Cosa sono:
Le piante grasse sono piante in genere molto scelte per la coltivazione in giardino o anche in casa, in quanto si tratta di piante molto longeve e capace di sopravvivere anche in condizioni avverse e con pochissime cure, contribuendo comunque alla decorazione e all’ abbellimento dell’ ambiente, soprattutto se si tratta di piante grasse capaci di dare dei fiori. Una specie tra quelle delle piante grasse più comuni è quella delle Cactaceae, conosciute con il nome (più comune ) di cactus. Esse sono delle piante succulente, abituate e proprie di ambienti aridi, in quanto sono capaci di serbare l’ acqua necessaria all’ adempimento di tutte le loro funzioni vitali all’ interno dei loro tessuti, un po’ come fanno i cammelli. Questo genere comprende circa tremila specie e circa centoventi generi. I cactus appartengono alla stessa famiglia delle barbabietole, degli spinaci, dell’ amaranto, dei garofani, del rabarbaro, del grano saraceno e di altre piante molto conosciute, ovvero alla famiglia delle Caryophyllales. Si tratta di piante molto “strane”, che hanno modificato la loro fisiologia e anatomia per mantenere i propri tessuti vivi ed essere comunque capace di sopravvivere anche in luoghi in cui la presenza di acqua è molto scarsa. A questo scopo le piante, infatti, hanno sviluppato dei fusti succulenti e capaci di effettuare la fotosintesi clorofilliana proprio come le foglie delle altre piante, mentre invece le loro foglie si sono trasformate in piccole spine, quasi prive di ogni funzione per la pianta, diversamente per come avviene per le piante di altri generi, per cui le foglie sono una caratteristica indispensabile per poter effettuare la fotosintesi. I cactus sono reperibili in tantissime forme e dimensioni, anche molto diverse tra specie e specie. Ad esempio vi sono delle specie particolarmente piccole, che arrivano anche a pochi centimetri di altezza e possono essere coltivate in bicchieri per la loro grandezza. Queste piante hanno, però, una circonferenza tale da farle sembrare sferiche, e proprio per questo sono dello globose. Altre piante appartenenti a questa famiglia, invece, sono molto alte e slanciate, con fusti colonnari , sviluppati molto più in altezza che in larghezza. Un esempio è il Pachycereus pringlei, uno dei cactus pi alti al mondo, che raggiunge un’ altezza massima di circa diciannove metri. Il cactus più piccolo è invece il Blossfeldia liliputana, che raggiunge un centimetro di diametro. Per quanto riguarda la fioritura, i fiori di cactus sono davvero molto belli, in quanto molto vistosi, sia a causa delle loro dimensioni che a causa delle loro colorazioni vivaci. Molti di essi si schiudono di notte, perché vengono impollinati da animali notturni, come ad esempio le falene o i pipistrelli.
Classificazione:
La famiglia dei cactus può essere divisa in quattro sottofamiglie, ossia: La sottofamiglia delle Pereskioideae. Di questa sottofamiglia fa parte soltanto il genere Pereskia, che a sua volta comprende circa 50 specie. Questa tipologia di piante rappresenta quasi un passaggio tra le Cactaceae più antiche e quelle attuali, ovvero tra piante mesofite e piante zerofite. Il loro fusto è molto meno succulento rispetto a quello dei cactus che normalmente siamo abitati a vedere, anzi, è un fusto che tende , con l’ età, a diventare molto pi legnoso che succulento. Le foglie sono lucenti e dotate di lamine, e in caso di siccità, prima si afflosciano e poi cadono, per evitare che la pianta perda risorse cercando di nutrirle. La seconda sottofamiglia è quella delle Opuntioideae. Questa sottofamiglia comprende circa quindici genere, che a loro volta comprendono circa trecento specie raggruppate in cinque tribù. Esse sono caratterizzate da spine molto particolari, aciculari , così come per i loro semi, che hanno un arillo legnoso , mentre i fusti sono divisi in segmenti appiattiti. Vi è poi la sottofamiglia della Maihuenioideae, alla quale appartiene un solo genere, ovvero il genere Maihuenia, alla quale appartengono tra l’ altro pochissime specie: soltanto due. Si tratta di piante cespugliose e, almeno in gran parte, litofite. IL loro fusto è molto corto e di forma cilindrica, o anche globulosa. Le foglie sono piccole e abbastanza durevoli nel tempo, mentre i fiori sono solitari e crescono nelle parti esterne della pianta. Produce anche dei frutti che sono carnosi. Si tratta di piante abbastanza piccole. L’ ultima grande sottofamiglia è quella delle Cactoideae e si può dire che è la sottofamigliapi vasta della Cactaceae. Essa infatti comprende moltissime specie, circa duemila, comprese in circa centoventi generi.
Usi:
Per quanto riguarda gli usi che si possono fare dei cactus questi sono vari. I cactus sono molto utilizzati comepiante ornamentali, principalmente per due ragioni. In primis vi è il fatto che queste piante sono particolarmente belle e particolari, e una volta in fiore riescono a regalare delle infiorescenze molto particolari,come ad esempio quella della pianta Echinopsis. Il loro valore ornamentale è quindi molto elevato, e la loro particolarità conferisce all’ ambiente che le ospita un aspetto elegante e sofisticato. Una seconda ragione sta nel fatto che , essendo piante provenienti da paesi aridi, si tratta anche di piante che riescono a sopravvivere bene anche senza particolari cure, di conseguenza la loro coltivazione è abbastanza facile e priva di impegni, rispetto alle altre piante. Inoltre, i cactus possono produrre dei frutti che in alcuni casi sono anche commestibili, e quindi utilizzati anche a scopo alimentare . Un esempio sono i fichi d’ india, ovvero i frutti della Optunia ficus- indica, una pianta propria del Messico, ma che ormai viene coltivata in modo ottimo anche in Sicilia. Un altro frutto, di origine biliviana è il pitaya, conosciuto come Dragon Fruit e coltivato nelle zone tropicali. Esso si ottiene dall’ Hylocereus undatus. Alcuni cactus possono dare anche frutti allucinogeni, la cui detenzione è perseguibile dalla legge. In Argentina i cactus sono utilizzati in siepi per costruire delle recinsioni, infatti le loro spine sono ottime per tenere lontani ladri e malfattori. Infine, non manca l’ utilizzo dei cactus nell’ industria cosmetica, che lo impiega per creare degli ottimi trattamenti per la pelle.
Specie più diffuse:
Tra le specie più diffuse del cactus troviamo: l’ Optunia, che è sicuramente il cactus più conosciuto in europa. Esso è caratterizzato da delle pale piatte e grandi, ed è capace di produrre dei frutti molto saporiti, conosciuti con il nome di Fichi d’ India, frutti che spesso danno anche il nome alla pianta, in genere chiamata anche “fico d’ india”. Essa è facilmente adattabile a qualsiasi tipologia di clima, anche se è meglio evitare di sottoporla ad ambienti particolarmente gelidi o soggetti a gelate. Anche il Cleistocactus è una tipologia di cactus molto diffusa. Essa è caratterizzata da un fusto colonnare anche molto lungo, che si sviluppa molto velocemente in lunghezza. Si tratta di una pianta propria dell’ America meridionale, capace di tollerare sia delle temperature sotto lo zero che temperature particolarmente calde. Anche la specie Cereus, anche conosciuta con il nome Cereo,è abbastanza conosciuta. E’ caratterizzata dalla presenza di un fusto cilindrico dal colore verde tendente al blu. Molto belli sono i fiori, di colore bianco ma con stami gialli, abbastanza grandi e a forma di imbusto. Un’ altra specie è quella del Ferocactus, che è un cactus conosciuto un po’ da tutto e che spesso viene utilizzato anche nelle solite rappresentazioni di cactus. E’ quello che ricorda un po’ un candelabro a tre braccia ed è una pianta tipica delle zone desertiche, che si sviluppa molto pi in altezza che in larghezza, anche se la sua crescita è particolarmente lenta. Anche i suoi fiori sono belli, e hanno colori molto vivaci, rossi, viola o gialli. Infine, abbiamo la specie Mammillaria, che è una tipologia di cactus conosciuta soprattutto perché i suoi fiori possono assumere tantissime forme e dimensioni.
Pratiche colturali:
I cactus devono essere posizionati in una zona molto ben areata e illuminata, ma devono essere anche raggiunti dai raggi solari, in quanto non bisogna dimenticare che si tratta di piante proprie di paesi particolarmente caldi. Per quanto riguarda il substrato,bisogna sceglierne uno avente in se della torba e un’ ingente quantità di sabbia, in modo da rievocare il terreno di origine di queste piante. Per le piante grasse il terriccio deve essere ben arieggiato e leggero, e deve soprattutto favorire un ottimo drenaggio per evitare i ristagni idrici e quindi che la pianta contragga delle malattie fungine. Può andare bene del terriccio universale se mischiato ad argilla espansa. Per quanto riguarda le annaffiature, durante l’ inverno, se coltivati in giardino, le annaffiature vanno sospese, mentre vengono praticate due o tre volte al mese se la pianta è coltivata in appartamento. In primavera, esse vanno riprese o intensificate, in prossimità del periodo di vegetazione. Ovviamente in caso di caldo molto inteso è bene innaffiare qualche volta in più la pianta. Per la concimazione risulta necessario un concime per piante grasse da reperire presso i negozi specializzati, preferibilmente liquido da diluire con l’ acqua dell’ annaffiatura. Deve contenere necessariamente fosforo e potassio, mentre deve possedere poco azoto, che ritarda la fioritura e indebolisce la pianta. Il rinvaso deve essere essere effettuato solo quando la pianta è diventata ormai troppo grande per quel determinato vaso o quando essa da segni di insofferenza. Per quanto riguarda il procedimento da seguire, bisogna prendere la pianta con un giornale e immetterla in un vaso, dopo aver rimosso tutte le radici infettate, le radici della pianta, che poi vanno riempite con il terriccio scelto. E’ meglio utilizzare deiguanti da giardinaggio molto robusti, per evitare di pungersi con le spine, ma bisogna anche fare attenzione a non privare le piante delle loro spine, che spesso sono molto importanti.
Domande frequenti
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Come devo annaffiare correttamente un cactus per evitarne il marciume?Il segreto per la salute del cactus è la moderazione. Durante il periodo vegetativo, primaverile ed estivo, annaffia solo quando il substrato è completamente asciutto; in inverno, se la pianta è in riposo vegetativo, sospendi quasi del tutto le irrigazioni, limitandoti a somministrare acqua solo occasionalmente, magari una volta al mese se coltiva in appartamento. È fondamentale evitare i ristagni idrici, poiché le radici marciscono rapidamente. Utilizza un terriccio specifico per cactus o miscela terra universale con sabbia grossolana e argilla espansa per garantire un drenaggio perfetto. Se noti che il fusto si ammollisce o diventa scuro, stai probabilmente eccedendo con l'acqua.
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Qual è il tipo di luce ideale per coltivare i cactus in casa?I cactus sono piante amanti del sole e richiedono esposizioni molto luminose per crescere sani e fiorire. La posizione ideale è vicino a una finestra esposta a sud o a est, dove possono ricevere direttamente i raggi solari per diverse ore al giorno. Tuttavia, se porti la pianta all'estate all'aperto o la sposti improvvisamente verso una luce molto intensa, devi farlo gradualmente per evitare scottature sulla superficie del fusto. In inverno, assicurati che riceva la massima luminosità possibile per compensare le giornate brevi. Una carenza di luce provoca allungamento anomalo del fusto (etiolazione) e sbiadimento dei colori.
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Quando e come si effettua il rinvaso di un cactus?Il rinvaso va eseguito solo quando le radici occupano tutto lo spazio disponibile o se il terriccio si è degradato, generalmente ogni 2-3 anni. Scegli un vaso leggermente più largo del precedente, preferibilmente in terracotta per favorire la traspirazione. Prima di piantare, rimuovi delicatamente il vecchio terriccio dalle radici e elimina eventuali parti marce o secche. Usa guanti robusti per proteggerti dalle spine e manipola la pianta con cautela. Posiziona sul fondo del vaso uno strato drenante (ghiaia o argilla espansa), poi riempi con terriccio specifico per cactus. Non annaffiare immediatamente dopo il rinvaso; aspetta almeno una settimana per permettere alle eventuali ferite radicali di cicatrizzare e prevenire infezioni fungine.
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Che tipo di concime usare per i cactus e quando applicarlo?Utilizza esclusivamente concimi specifici per piante grasse, da somministrare durante il periodo di attiva crescita, cioè da primavera fino all'inizio dell'autunno. La formula ideale deve essere ricca di potassio e fosforo, che favoriscono la fioritura e il rafforzamento dei tessuti, ma povera di azoto, il quale potrebbe causare una crescita eccessiva e molle, rendendo la pianta più suscettibile a parassiti e malattie. Diluisci il concime liquido nell'acqua di irrigazione seguendo attentamente le dosi indicate sulla confezione, riducendole leggermente rispetto a quelle suggerite per altre piante. Sospendi la concimazione in autunno inoltrato e durante tutto l'inverno.
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È vero che i cactus purificano l'aria o producono ossigeno di notte?Molti cactus, appartenenti alla famiglia delle Crassulaceae e alle Cactaceae, adottano un metabolismo particolare chiamato CAM (Metabolismo Acido delle Crassulacee). A differenza delle piante normali che aprono gli stomi di giorno, questi cactus li aprono di notte per assorbire anidride carbonica e ridurre la perdita d'acqua per traspirazione. Di conseguenza, rilasciano ossigeno principalmente nelle ore notturne. Sebbene l'effetto purificante in termini assoluti sia modesto rispetto a piante come il Dracaena o la Sansevieria, posizionare un cactus nella camera da letto può contribuire leggermente a migliorare la qualità dell'aria durante la notte, offrendo inoltre un beneficio estetico e psicologico grazie alla sua forma unica.





