ikebana

Piante Appartamento

Arte dell'ikebana

Quando si parla di arte dell'ikebana ci si riferisce ad una antica arte del Giappone che consistente nella creazione di composizioni floreali.

di Redazione

19 giugno 2015

Le differenze tra ikebana e tecniche occidentali

L'ikebana punta a raggiungere un equilibrio di armonia in base a precise regole sulla disposizione dei fiori e le loro proporzioni. Per comprendere al meglio la filosofia che c'è dietro l'arte dell'ikebana bisogna capire le differenze che questa tecnica ha rispetto alle più classiche composizioni dell'occidente. Le realizzazioni floreali occidentali, infatti, danno più risalto alla quantità dei fiori utilizzati, ai loro colori ed alle forme, eliminando tutto ciò che viene considerato superfluo. Le composizioni realizzate con questi principi, unite al fatto che vengono posti in vasi poveri di acqua, portano ad un rapido appassimento. Inoltre c'è il vincolo di utilizzare vasi che per forza di cose possono contenere la lunghezza dei gambi. Da ciò è inevitabile perdere la pura essenza dei fiori, nonostante si tratti di composizioni ricche.

La storia dell'arte dell'ikebana

L'ikebana ha origine nel VI secolo d.C. quando il buddismo giunse in Giappone ottenendo fin da subito larga diffusione. I nuovi templi venivano arricchiti con fiori portati come doni per le divinità. La nuova religione ha rafforzato la tradizione scintoista che prevedeva un rapporto indissolubile tra l'uomo e la natura, rendendo le composizioni floreali una vera filosofia di vita. Si può individuare nel monaco Ono–no–Imoko colui che ha inventato l'arte dell'ikebana, che lasciò una vita di ricchezze per vivere da eremita dedicandosi esclusivamente alle composizioni con i fiori. Successivamente, tra il 1200 ed il 1500, con il diffondersi della filosofia Zen, i beni materiali furono considerati non essenziali ed effimeri, e vennero soppiantati dalla purezza e dal bello. Tutto ciò portò ad un ulteriore sviluppo dell'ikebana come ricerca dell'essenziale. E' proprio grazie alla filosofia Zen che l'arte dell'ikebana iniziò ad essere praticata anche dalle donne.

I principi base dell'arte dell'ikebana

L'arte dell'ikebana si basa su molteplici principi. Quello più evidente è l'utilizzo mirato dei rami, che venendo disposti in modo strategico riescono ad esaltare i pochi fiori, o addirittura l'unico fiore, della composizione. Questo principio è considerato un vero e proprio caposaldo dell'arte dell'ikebana. Anche l'utilizzo di radici e sassi assume una grande importanza al fine di ottenere composizioni che rappresentano l'interezza della natura in pochissimo spazio. I vasi che si usano per queste composizioni solitamente sono in ceramica, dipinte con colori scuri o tinte molto tenui e delicate. Altri materiali utilizzati per i vasi da ikebana sono il rame o il tipico bambù orientale. Cosa più importante per un vaso è che sia essenziale e sobrio, in quanto non deve far passare i fiori in secondo piano agli occhi di chi ammira e deve contribuire a creare una perfetta armonia d'insieme.

L'ikebana e l'influenza dell'occidente

Con la fine dell'epoca feudale in Giappone nell'ultima parte dell'ottocento, il Paese scopre nuove frontiere fino ad allora proibite attraverso le quali c'è l'introduzione di nuovi tipi di fiori fino ad allora sconosciuti, dando nuova linfa all'arte dell'ikebana. Unshin Ohara, nel 1910, crea una vera e propria scuola di pensiero, oltre che di pratica, che mira all'utilizzo dei fiori occidentali insieme a vasi molto più bassi e molto meno profondi dei tradizionali. Questo ramo dell'ikebana ha un nome preciso: Moribana. E' al termine della seconda guerra mondiale che l'ikebana inizia a diffondersi con successo in tutto il resto del mondo. Ciò comporterà l'introduzione di tecniche nuove e materiali fino ad allora mai utilizzati e sconosciuti come il vetro, il cartone, il ferro, le corde, diversi tipi di metallo, colla e quant'altro. Naturalmente queste innovazioni discostano l'ikebana dalla tradizione e come risultato si avranno due tipi di stili.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra l'ikebana e le composizioni floreali occidentali?
    La differenza fondamentale risiede nella filosofia estetica e nelle regole di composizione. Mentre l'arrangiamento floreale occidentale tende a enfatizzare la quantità, la ricchezza cromatica e la forma piena dei fiori, spesso utilizzando vasi che limitano la lunghezza dei gambi, l'ikebana privilegia l'armonia, lo spazio negativo e l'equilibrio delle linee. Nell'ikebana, pochi elementi vegetali, spesso ramificati, sono disposti strategicamente per esaltare la bellezza essenziale della pianta e rappresentare simbolicamente l'intera natura. Inoltre, l'ikebana utilizza vasi essenziali e sobri che non distraggono dall'opera, favorendo una durata maggiore e una connessione più profonda con l'essenza del materiale vegetale.
  • Quali sono i principi base e gli strumenti necessari per iniziare a praticare l'ikebana?
    I principi cardine dell'ikebana includono l'uso strategico dei rami per creare struttura, l'importanza simbolica di radici e sassi per rappresentare la natura in miniatura, e la ricerca dell'armonia complessiva. Gli strumenti principali sono i vasi, tradizionalmente in ceramica dai colori scuri o tenui, ma anche in rame o bambù; devono essere essenziali per non rubare attenzione ai fiori. Oggi si utilizzano anche materiali moderni come vetro, metallo o corda. Non esistono regole rigide sui fiori da usare, ma si prediligono specie che permettano di lavorare le linee e le forme. La pazienza e l'osservazione attenta della pianta sono fondamentali per rispettare la sua natura intrinseca durante la composizione.
  • Cos'è lo stile Moribana e quando è nato?
    Lo stile Moribana è una branca dell'ikebana nata nel 1910 grazie al maestro Unshin Ohara. Rappresenta una significativa innovazione rispetto alla tradizione classica, introducendo l'uso di fiori occidentali e vasi molto più bassi e poco profondi rispetto a quelli tradizionali. Questa evoluzione avvenne nel periodo post-feudale giapponese, quando il paese si aprì a influenze culturali esterne e arrivarono nuove varietà floreali. Il Moribana permise una maggiore libertà compositiva e adattabilità degli arrangiamenti a spazi domestici moderni, segnando un punto di svolta verso una pratica più accessibile e internazionale, pur mantenendo i principi estetici di fondo dell'arte giapponese.
  • Qual è l'origine storica e filosofica dell'ikebana?
    L'ikebana affonda le sue radici nel VI secolo d.C., con l'arrivo del buddhismo in Giappone, dove i fiori iniziarono a essere offerti come doni nei templi. Questa pratica si fuse con la tradizione shintoista, che vede un legame indissolubile tra uomo e natura, trasformando l'allestimento floreale in una vera filosofia di vita. Si attribuisce la paternità dell'arte al monaco Ono-no-Imoko, che abbandonò le ricchezze per dedicarsi esclusivamente a questa disciplina. Tra il XII e il XV secolo, la filosofia Zen influenzò ulteriormente l'arte, promuovendo la semplicità, l'essenzialità e la bellezza effimera, allontanandosi dagli eccessi materiali e rendendo l'ikebana uno strumento di meditazione e spiritualità, praticato anche dalle donne.
  • Come si è evoluta l'ikebana dopo la Seconda Guerra Mondiale?
    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'ikebana si diffuse con successo a livello globale, diventando un'arte riconosciuta internazionalmente. Questa espansione portò all'integrazione di tecniche e materiali precedentemente sconosciuti o non utilizzati nella tradizione giapponese. Artisti e praticanti iniziarono a incorporare elementi come vetro, cartone, ferro, vari metalli, corde e colle artificiali. Queste innovazioni crearono una divergenza stilistica: da un lato si preservarono le tradizioni classiche, dall'altro nacquero stili sperimentali che mescolavano cultura orientale e materiali occidentali contemporanei. Questo processo democratizzò l'arte, rendendola accessibile a chi non possedeva risorse economiche per acquistare fiori costosi o vasi tradizionali.

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