coltura idroponica

Orto

Orti in casa senza terra

Gli orti in casa senza terra sono una grande rivoluzione dell'arredo green: si tratta dell'idroponica, una tecnica che fa crescere le piante in acqua.

di Redazione

04 febbraio 2016

Che cosa sono gli orti in casa senza terra

Gli orti in casa senza terra si basano sulla cosiddetta tecnica di coltivazione idroponica: è un nome di origine greca che combina le parole hidro (acqua) e ponos (lavoro). Si tratta essenzialmente dell'arte di coltivazione indoor con cui si fanno crescere le piante nell'acqua. Il fatto che non si abbia bisogno del terreno permette di realizzare orti domestici e giardini anche se si abita in un appartamento e si dispone soltanto di un piccolissimo terrazzo. Gli orti in casa senza terra impiegano un substrato inerte e naturale dove le piante crescono e fioriscono. Le sostanze nutritive vengono ricevute attraverso l'acqua in cui sono immerse le radici: è necessario però che ricevano abbastanza ossigeno per non affogare. Gli orti senza terra possono anche essere realizzati con una tecnica aeroponica, che viene applicata in ambienti chiusi e serre.

I vantaggi degli orti in casa senza terra

Gli orti in casa senza terra non solo sono una grande rivoluzione del classico modo di intendere la coltivazione, ma consentono di ottenere numerosi vantaggi sia dal punto di vista individuale che da quello del rispetto dell'ambiente. Innanzitutto gli orti in casa senza terra basati su di un sistema idroponico necessitano di pochissima acqua: di conseguenza il risparmio idrico è davvero notevole, fino a 10 volte quello di una normale coltivazione delle stesse dimensioni. Inoltre è ottima nel mantenere costanti certi fattori a differenza dei sistemi dell'agricoltura tradizionale. Negli orti in casa senza terra il metabolismo delle piante accelera e quindi la crescita avviene in circa metà del tempo previsto. Oltre a permettere una maggiore igiene, garantisce una notevole riduzione dei pesticidi e degli inquinanti, che tra l'altro non penetrano nel terreno dato che non c'è.

Come realizzare gli orti in casa senza terra

Per realizzare gli orti in casa senza terra la procedura da seguire è molto semplice: la costruzione dell'impianto vero e proprio impiega circa 6 ore. Poi gli orti hanno bisogno solo di una facile manutenzione che consiste principalmente nella somministrazione quotidiana di una soluzione a base di acqua, potassio, azoto e altri elementi nutritivi biologici. Prendete dei vasetti o dei bicchieri di plastica e forateli (servirà per far fuoriuscire le radici) e riempiteli per due terzi con il substrato inerte a strati: può essere composto da biglie di argilla espansa, vermiculite o perlite. Comprate dei tubi in pvc dotati di coperchi appositi per la chiusura e inseritevi i vasetti tagliando la tubatura con una sega. La distanza tra i fori dovrà essere calcolata in base alle dimensioni delle piante che cresceranno nei vasetti. Ricordatevi che la base del vasetto non deve toccare il tubo. Ora chiudete i tubi con i coperchi.

La coltivazione senza terra

Prendete una manichetta da giardino, disegnatene la circonferenza sul coperchio del tubo e ritagliatela con un trapano: ora potete inserire la manichetta per fissarla con silicone sigillante atossico da lasciar rapprendere tutta la notte. Collegate la manichetta a una pompa a immersione. Ora dovete scegliere se piantare delle piantine o dei semi che devono ancora germogliare: nel primo caso lavatele con cura per eliminare tutto il terriccio, facendo molta attenzione alle radici. Prendete un secchio abbastanza capiente pieno d'acqua e, dopo aver inserito la piantina in un vasetto, immergetevela rapidamente prima di collocarla nel tubo di pvc all'interno del buco corrispondente. Quindi collegate il sistema a due secchi: saranno il serbatoio da cui partirà e ritornerà l'acqua. Almeno per la prima settimana si devono innaffiare le piante dall'alto, poi basterà l'apporto dalla manichetta. L'apporto nutritivo proviene dalla somministrazione di fertilizzanti appositi per la tecnica di coltivazione idroponica.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi economici e ambientali della coltivazione idroponica rispetto all'orto tradizionale?
    La coltivazione idroponica offre risparmi idrici eccezionali, arrivando fino al 90% in meno rispetto alla terra, poiché l'acqua viene riciclata nel sistema chiuso. Inoltre, le piante crescono più velocemente, spesso dimezzando i tempi di maturazione grazie a un apporto costante di nutrienti direttamente alle radici. Questo metodo riduce drasticamente la necessità di pesticidi e diserbanti, garantendo prodotti più sani e puliti. Infine, permette di coltivare verdure fresche in spazi ridotti come appartamenti o balconi piccoli, eliminando la dipendenza dalle stagioni e dai trasporti lunghi.
  • Che cos'è il substrato inerte e quali materiali posso usare per sostituire la terra?
    Il substrato inerte è un materiale solido che sostiene meccanicamente la pianta ma non fornisce nutrienti chimici; questi arrivano esclusivamente dall'acqua arricchita. I materiali più comuni ed efficaci includono le biglie di argilla espansa, ideali per il drenaggio e l'aerazione, la perlite, leggera e sterile, e la vermiculite, che trattiene bene l'umidità. Questi supporti garantiscono che le radici abbiano accesso all'ossigeno necessario per non soffocare, mantenendo al contempo umida la zona radicale senza causare ristagni pericolosi che potrebbero portare al marciume.
  • Come funziona l'irrorazione e perché è fondamentale l'ossigenazione delle radici?
    Nel sistema descritto, una pompa sommergibile preleva l'acqua dal serbatoio inferiore e la distribuisce tramite una manichetta perforata posta sopra i vasi. L'acqua bagna il substrato e le radici, per poi refluire gravitazionalmente nel contenitore sottostante, creando un ciclo continuo. È cruciale che le radici non siano mai completamente sommerse per periodi prolungati, altrimenti soffocherebbero. L'aria presente negli spazi vuoti del substrato inerte e il movimento dell'acqua garantiscono l'ossigenazione necessaria alla respirazione radicale, prevenendo malattie fungine e favorendo un assorbimento ottimale dei sali minerali.
  • Quale tipo di fertilizzante devo utilizzare e come va gestito l'apporto nutrizionale?
    È indispensabile usare fertilizzanti specifici per idroponica, formulati per essere immediatamente disponibili in forma ionica nelle soluzioni acquose. Una miscela bilanciata deve contenere macroelementi come azoto, fosforo e potassio, oltre a microelementi essenziali. La concimazione non va fatta a secco come nella terra, ma disciolta nell'acqua di irrigazione. Durante la prima settimana, si consiglia di annaffiare dall'alto per abituare la pianta, successivamente il sistema automatico gestisce l'apporto. Controllare regolarmente pH e conducibilità elettrica della soluzione assicura che le piante ricevano esattamente ciò di cui hanno bisogno senza tossicità da accumulo.
  • Posso iniziare con semi o devo comprare piantine già pronte? Come preparo le radici?
    Puoi iniziare sia con semi che con piantine acquistate. Se scegli le piantine, devi lavarle accuratamente sotto acqua corrente per rimuovere ogni traccia di terriccio tradizionale, facendo estrema delicatezza con le radici fragili. Successivamente, immergi brevemente la radice nuda in un secchio d'acqua per reidratarla prima di posizionarla nel vaso idroponico. Se usi i semi, questi germineranno all'interno del substrato inerte (es. lana di roccia o torba mista a perlite) finché non avranno sviluppato un apparato radicale sufficiente per essere trasferiti nel sistema idrico permanente. La transizione richiede pazienza per evitare shock termici o idrici.