Coltivazione funghi porcini

Generalità:

Il regno funghi comprende più di centomila specie di organismi viventi, che si distinguono dagli altri organismi in quanto aventi alimentazione eterotrofa, mancanza di tessuti differenziati e di elementi conduttori, ed un sistema riproduttivo che utilizza particolari elementi chiamati spore.

Uno dei più famosi tra i generi di fungo è sicuramente il boletus, comunemente noto col nome di “fungo porcino”. Si tratta di alcune specie di boletus che fanno capo al boletus edulis, che però hanno molte caratteristiche simili. Nonostante alcuni micologi abbiano diviso il genere boletus in dodici specie, tramite un’analisi dettagliata di ogni esponente, secondo la micologia corrente e secondo gli esperti che sono in grado di distinguere le tipologie di funghi anche a prima vista e senza analisi accurate, i generi di boletus sono per lo più quattro: il boletus edulis, chiamato anche comunemente “fungo di macchia”, “brisa”, “Moccicone” o “settembrino”; il boletus aereus, comunemente noto col nome di “bronzino”, “fungo nero”, “fungo di scopa”, “moreccio”, “scopino”, “reale”; Boletus bestiali, noti col nome di “ceppatello, “estatino”, “fungo bianco” e “stataiolo”; e, infine, il “boletus pinophilus”, comunemente chiamato anche “capo rosso”, “fungo da freddo”, e “porcino dei pini”.

Si tratta di funghi caratterizzati da fattezze tozze e massicce, e da un aspetto che, a prima vista, li fa sembrare morbidi e soffici. Essi possono raggiungere anche grandi dimensioni, e infatti spesso si trovano degli esemplari che riescono a raggiungere anche i due chilogrammi di peso. In genere si trovano in gruppi di molti esemplari, e sono reperibili nei boschi di querce, castagno, faggette e abetaie.

Essi sono composti da quattro elementi: il cappello, in primis, che è di forma emisferica quando il fungo è ancora giovane, ed è spesso e carnoso. La carne è dapprima molto soda, poi diviene molliccia e bianca. L’ imenio è invece composto da tubuli abbastanza lunghi e da pori molto piccoli. Durante “la tenera età” del vegetale, sono bianchi, poi diventano gialli e, infine, verdi. Le spore, elementi che servono alla riproduzione del fungo, sono in genere di colore bruno o oliva, mentre il gambo è robusto e carnoso, prima molto tozzo, poi capace di divenire slanciato. Il suo colore comincia con l’essere bianco, ma poi diviene beige.

Per quanto riguarda la cuticola, questa è diversa al variare della specie. Vi è l’edulis che è una specie cerosa, grinzosa e viscosa. L’aerus ha invece una cuticola color ocra (che le da il nome),che a maturazione diviene di un grigio tendente al nero, ed è vellutata. L’aestivalis è di colore nocciola ma può diventare anche marrone scuro. E’ leggermente vellutata. Infine, vi è la specie pinophilus, che ha una cuticola umida e grinzosa prima della maturazione, mentre il colore è cuoio o rosso granata. Sempre prima della maturazione, il cappello è cosparso da pruina biancastra che può avere anche un colore azzurro-verdastro.

Bisogna poi dire che l’habitat proprio del fungo porcino è quello dei boschi decidui e dei boschi di conifere, e che esso è molto sensibile alle temperature ed all’umidità. E’ molto diffuso nell’Emisfero Settentrionale, principalmente in Europa, in Asia e in Nord America, mentre è completamente assente a sud dell’Equatore. Per quanto riguarda il momento dell’anno in cui sono reperibili, i porcini possono essere trovati da giugno a inizio autunno.

funghi porcini

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Proprietà:

rappresentazione fungo Ma quando lo si mette a tavola, quali sono le caratteristiche del fungo porcino? Cosa si ingerisce? Quali sono le sue proprietà?

Il fungo porcino, si sa, dato il suo sapore, è un alimento molto amato e apprezzato, anche per il suo inconfondibile e gradevolissimo profumo. In particolare, essi sono amati in piatti tradizionali che contemplano il fungo insieme al riso, in saporitissimi risotti, o insieme alle tradizionali tagliatelle.

Per quanto riguarda la loro composizione, essi hanno un basso contenuto di calorie, tra i venti e i quaranta per cento grammi, tuttavia sono difficilmente digeribili, quindi è bene non abusarne. Essi hanno un alto contenuto di Sali minerali, e un basso contenuto di proteine. Posseggono anche proprietà plastiche, antianemiche e rimineralizzanti, e hanno un buon contenuto di fibre. Si ritengono poco digeribili a causa della micro cellulosa, elemento presente nei funghi che è assolutamente indigeribile per il nostro intestino. E’ alto il contenuto di vitamine B1 e B2, ed alto è anche il contenuto di Sali minerali come rame, ferro e potassio.

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Le difficoltà:

funghiI funghi sono degli alimenti molto amati, e come detto prima, sono spesso e volentieri presenti nelle case e, soprattutto, sulle tavole, in svariati modi: da quelli sott’aceto a quelli utilizzati nei primi, da quelli fritti a quelli al vapore e così via. Mangiarli è un piacere, prepararli non è particolarmente difficile e, in più, il loro confondibile odore è sempre molto piacevole, ed è anche molto stimolante per l’appetito. Un risotto ai funghi, seppure semplice da preparare, in particolare se si aggiunge un po’ di champagne e se si cuoce idoneamente, è un piatto sempre adatto, da utilizzare per qualsiasi occasione. Semplice, saporito, ma anche con una marcia in più, da rendere particolare con qualche trovata estrosa.

I porcini in genere vengono acquistati direttamente presso i negozi o le bancarelle, possono essere freschi, sott’aceto, congelati, in particolare quando si abita in città. Chi è più vicino a zone boschive, invece, può dilettarsi nella raccolta dei funghi, sempre con la dovuta attenzione: i funghi possono essere raccolti indipendentemente dalla loro natura, ma poi è molto importante selezionarli e fare in modo che tutti quelli che si ingeriscono siano effettivamente commestibili. Molti funghi, infatti, possono rivelarsi essere velenosi, e questo causerebbe un intossicazione o anche conseguenze più gravi a chi li mangia. E’ importante, quindi, effettuare una buona selezione, cosa che però non è sempre possibile, almeno se non si è dei veri conoscitori del mondo dei funghi, e se non si è degli esperti.

Comunque, anche a chi dispone di serre o di terreno coltivabile, in genere la coltivazione dei porcini risulta molto difficile: è molto improbabile trovare una grande coltivazione di funghi porcini presso dei privati. Essi infatti sono difficili da far nascere, anche perché in commercio non esiste un substrato coltivabile pronto per l’uso sul quale far nascere i propri funghi, cosa invece possibile con i funghi come gli champignon o anche gli shiitake. Allestire una fungaia per un privato risulta, quindi, molto difficile. Purtroppo, anche se la voglia di coltivare questi saporitissimi vegetali, magari per soddisfare il consumo casalingo che se ne fa senza dover pagare prezzi sempre più salati per acquistarli, o anche per scopi commerciali, spesso non può essere appagata: bisogna avere tanta tenacia e costanza, molta pazienza e, soprattutto, una buona dose di fortuna.


Coltivazione funghi porcini: E' possibile coltivarli? Come?

porciniMolti, leggendo l’articolo, si saranno sicuramente scoraggiati, e staranno per rinunciare al proprio intento. Effettivamente, tutto ciò che è stato detto purtroppo non può essere smentito: coltivare dei funghi porcini è un’operazione tanto difficile quanto incerta, che può sia dare molte soddisfazioni, lasciare a mani vuote. Non esistendo poi un substrato realizzato proprio per la coltivazione di questi vegetali, e riproducendosi soltanto attraverso spore, è chiaro che questo tipo di coltivazione è molto difficile, un po’ come quello del tartufo.

Però, come dice, il detto, tentar non nuoce! Anzi, si potrebbero ottenere dei buoni risultati, di cui andare sicuramente molto fieri.

Innanzitutto, bisogna ricordarsi che i porcini sono simbionti, ovvero non vivono autonomamente ma in stratta connessione con gli alberi, dai quali, infatti, i funghi traggono delle sostanze nutritive già sintetizzate, come zuccheri e amidi, che però sono in esubero. Tali sostanze nutritive sono prelevate tramite il micelio del fungo, che si collega alle radici, una sorta di “magazzino di scorta” degli alberi, come è ben noto. D’altro canto, l’apparato radicale si nutre anche attraverso il micelio, proprio come se questo fosse parte di tale apparato. Le micorrizze, è chiaro, risultano degli elementi decisivi per gli apparati radicali, che grazie ad esse divengono più forti, robusti e resistenti.

Per cercare di riuscire in quest’ ardua impresa, bisogna cercare di riprodurre l’ ambiente in cui i funghi si sviluppano in maniera del tutto autonoma. Sicuramente, essendo i funghi molto sensibili alle temperature ed all’ umidità, il primo accorgimento che bisogna prendere è quello proprio riguardante questi fattori, che devono essere praticamente identici alla temperatura ed all’ umidità del bosco: lo spazio utilizzato deve essere riparato dai raggi solari, in un ambiente abbastanza umido, e con temperature abbastanza basse. In questa zona, è importante piantare alberi micorrizati artificialmente, aventi delle spore di fungo, fornite da particolari ditte specializzate. Per ottenere un buon risultato, o almeno per avere più possibilità, si consiglia di utilizzare, come terriccio, del terriccio che abbia già ospitato dei funghi porcini in passato, magari prelevandolo dai boschi vicini.

Per ottenere dei risultati, la prima cosa da fare è aspettare qualche anno, in quanto prima di dodici mesi in genere i risultati non si vedono mai. In genere, si ottengono risultati deludenti: nascono pochi e piccoli funghi, molto timidamente, quasi sapessero di trovarsi sotto stretta sorveglianza! Per lo più,il procedimento è lungo e stancante: bisogna conservare sempre l’ambiente con opportuna illuminazione, luminosità e umidità, fare in modo che le spore siano perfettamente collocate ecc ecc. In genere, il ricavato, qualora questo arrivi, non riesce mai a ripagare tutti questi sforzi, proprio per l’ esiguità del numero di funghi che si ottiene. Pertanto, si invita ad intraprendere la coltivazione di funghi soltanto a coloro che sono davvero molto appassionati e che hanno la pazienza e la voglia di tentare!


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