intonaco per esterni

Pitturare

Intonaco per esterno

L’intonaco per esterno, oltre alla funzione meramente estetica, deve soprattutto proteggere le facciate esterne di case e costruzioni da tutti gli agenti atmosferici.

di Redazione

20 maggio 2016

Intonaco per esterni

L'intonaco per esterni, considerato un tempo materiale di consumo di frequente utilizzo (si era abituati a pitturarlo nuovamente con una certa continuità) attualmente, dati i costi dello stesso e della necessaria manodopera, viene utilizzato con parsimonia, ma scegliendo dei prodotti di alta qualità che siano in grado di assicurare una grande resistenza e un ottima durevolezza anche nel caso di impieghi in condizioni ambientali difficili. Composto per almeno la metà di sabbia, l’intonaco è una malta realizzata con un collante che possa essere calce o cemento o gesso: qualcosa in grado per le sue caratteristiche di difendere le mura perimetrali da acqua ed umidità lasciando nel contempo la possibilità di far respirare la parete.

Intonaco esterno

Vari sono i componenti della malta che può essere utilizzata per realizzare questo prodotto perché vari sono gli intonaci impiegati per le differenti esigenze. - calce misto a cemento per assicurare la massima protezione contro la pioggia e la grandine -calce e pozzolana con migliori capacità di resistere all’umidità -calce ed argilla per aderire perfettamente ed assicurare protezione contro gli sbalzi di temperatura. Due sono i tipi di intonaci per esterni che si possono trovare: il primo già premiscelato dalla casa produttrice e quindi facile da mettere in posa seguendo le istruzioni segnate. Il secondo, invece, è quello da preparare per proprio conto unendo i vari componenti all’acqua secondo alcune specifiche metodologie. Solitamente si utilizza l’intonaco di colore bianco per rinforzare le pareti, mentre l’intonaco colorato è da preferire per personalizzare come si vuole la parete o per rifinire con altre tecniche particolari.

Intonacare una parete

Per intonacare una parete esterna innanzi tutto vanno tenute sempre in considerazione alcune raccomandazioni di base: - le superfici in cui va applicato l’intonaco devono essere bagnate, pulite e ruvide - ogni strato di intonaco deve essere applicato solo quando quello precedentemente messo sia ben asciugato. Ricordandoci che il rapporto tra malta e la miscela di leganti deve avere un rapporto 1 a 3, la sua preparazione può essere effettuata manualmente o con una betoniera a seconda della quantità di materiale da impastare. Immaginando di non doverla preparare in eccessiva quantità si può scegliere di miscelare gli ingredienti in un secchio, mettendo tutto al suo interno e mischiando le polveri con una cazzuola dopo di che aggiungere a piccole dosi l’acqua occorrente, sempre continuando a miscelare fino ad ottenere un impasto senza grumi. Se volessimo compiere questa azione utilizzando la terra, non faremo altro che miscelare con un badile il composto aggiungendo poi l’acqua. In ogni caso, una volta pronto l’intonaco è consigliabile lasciarlo riposare per almeno un’ora. Saranno almeno tre gli strati che si consiglia di applicare in modo successivo (il primo per legare l’intonaco alla parete, il secondo per creare la consistenza ed il terzo per la rifinitura) ma sempre dopo che lo strato precedente sia ben solido.

Come intonacare un muro esterno

Per intonacare una parete di raffazzo avremo bisogni di una cazzuola, un listello di legno, dei chiodi, un frattazzo e la malta. Procederemo fissando al bordo della parete, il listello inchiodandolo e che servirà come guida. Proseguiremo lanciando la malta sulla parete con la cazzuola, livellandola con il frattazzo e creando una linea di circa dieci centimetri e continueremo via via con lo stesso sistema, spostando il listello di volta in volta di circa un metro. Livelleremo tutto per bene rifinendo l’intonaco con un listello facendolo scorrere verticalmente su tutta l’area. La seconda mano di rifinitura andrà fatta quando il primo strato sarà ancora fresco anche se già solido e deve essere rifinita con un movimento circolare del frattazzo dopo di che sarà necessario bagnare diverse volte con acqua la parte al fine di evitare che i mattoni la assorbano dall’intonaco determinando la formazione di crepe. Laddove si formassero tuttavia delle crepe e per evitare infiltrazioni poco simpatiche possiamo rimediare preparando altra malta. Poi cercheremo di togliere con uno scalpello od altro attrezzo appuntito, quei punti che sembrano in pericolo di staccarsi e andremo a bagnare la parete con abbondante acqua prima di correggere con la malta. Una volta che la parete è asciutta, la rifiniremo con carta vetrata. Un buon sistema per proteggere le pareti esterne della nostra abitazione.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra intonaco in calce e intonaco in cemento per esterni?
    La scelta dipende dalle esigenze specifiche della facciata. L’intonaco a base di calce mista a cemento offre la massima protezione meccanica contro pioggia battente e grandine, risultando ideale per zone molto esposte agli agenti atmosferici. Al contrario, la miscela di calce e pozzolana presenta migliori capacità di resistenza all’umidità di risalita, mentre la combinazione calce-ed argilla garantisce un’adesione perfetta e una maggiore elasticità, proteggendo la parete dagli stress causati dagli sbalzi termici. È fondamentale valutare il clima locale e lo stato del muro prima di selezionare il componente legante più adatto.
  • Come si prepara correttamente l’impasto dell’intonaco per esterni?
    Per una preparazione manuale efficace, è necessario rispettare un rapporto preciso tra materiali: generalmente 1 parte di legante (calce o cemento) contro 3 parti di aggregato (sabbia). Si mescolano inizialmente le polveri in un secchio o in una betoniera per grandi quantitativi, ottenendo un composto omogeneo. Successivamente, si aggiunge acqua gradualmente, continuando a mescolare vigorosamente con una cazzuola fino a raggiungere una consistenza pastosa e priva di grumi. Una volta ottenuto l’impasto, è consigliabile farlo riposare per almeno un’ora prima dell’applicazione; questo passaggio permette ai leganti di idratarsi completamente, migliorando lavorabilità e resistenza finale del materiale.
  • Quanti strati di intonaco bisogna applicare e quali sono le loro funzioni?
    La tecnica corretta prevede l'applicazione di almeno tre strati successivi, ciascuno con uno scopo specifico. Il primo strato, detto 'arriccio', ha la funzione primaria di agganciare meccanicamente l’intonaco alla parete sottostante. Il secondo strato serve a costruire la massa strutturale e a definire la consistenza e la planarità della superficie. Infine, il terzo strato è quello di finitura, che conferisce l’aspetto estetico finale e protegge gli strati inferiori. Ogni livello deve essere applicato esclusivamente dopo che il precedente si è solidificato e asciugato adeguatamente, per garantire coesione e prevenire distacchi futuri.
  • Cosa fare se si formano delle crepe nell’intonaco esterno esistente?
    Le crepe rappresentano un rischio per l'integrità della parete e devono essere trattate tempestivamente. Innanzitutto, si rimuovono con uno scalpello o un utensile appuntito tutte le porzioni di intonaco instabili o in procinto di staccarsi, creando una cavità netta sui bordi. Prima di procedere, è essenziale bagnare abbondantemente l'area interessata e i bordi della lesione; questo passaggio è cruciale per impedire che il vecchio materiale assorba l'acqua della nuova malta, causando un'adesione scarsa. Dopo aver riempito la zona con malta fresca e livellata, si lascia asciugare completamente e si carteggia la superficie per uniformarla al resto della facciata.