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Rasatura pareti

Aggiornato il 27 maggio 20165 capitoli5 domande frequenti
rasatura parete

Che cosa è la rasatura

Quando si parla di rasatura si intende quel processo di finitura, di completamento dell'intonaco grazie all'utilizzo del grassello di calce ossia una pasta a base di calce che ha maturato a lungo in apposite fosse, oppure mediante degli intonaci rasanti (che hanno cioè la capacità di rendere liscia la parete) che possono essere sia a base di gesso che a base di cemento. Questo tipo di intonaci si utilizzano, solitamente, quando ci si trova di fronte a intonaci vecchi da ripristinare, magari in seguito a una ristrutturazione, oppure nel caso in cui si debbano fare soltanto dei rappezzi, senza necessariamente mettere mano alla tinteggiatura della intera parete, o ancora, infine, quando la parete deve essere preparata per essere rivestita con la carta da parati o con qualsiasi altro rivestimento; in questo caso, affinchè l'operazione di incollaggio sia perfetta, è necessario che la nostra parete sia perfettamente liscia, compatta e senza grumi nè scalfiture, che sia, insomma, il più uniforme possibile. Prima di mettere mano alla tinteggiatura della nostra parete, infatti, o al suo rivestimento dobbiamo darle, attraverso il processo di rasatura, la porosità ottimale perchè l'operazione ci dia un risultato ottimale oltre che nella resa estetica, anche nella sua durata.

Come procedere nella rasatura di una parete

Se la parete è in buone condizioni e presenta una texture, ossia una trama abbastanza compatta, magari all'indomani di una intonacatura recente, probabilmente può essere sufficiente anche solo una mano di carta vetrata. Per fare questa operazione è necessario che le pareti siano completamente asciutte, però, per cui è indispensabile che all'indomani della costruzione del muro passino almeno trenta giorni. Il tempo di un mese è infatti utile affinchè il cemento e la calce si asciughino del tutto e si induriscano. Passato questo tempo, infatti, si può procedere all'operazione di tinteggiatura purchè prima, sulla parete, si passi una spazzola morbida per asportare via il pulviscolo e i piccoli frammenti di intonaco che inevitabilmente saranno rimasti attaccati: per fare ciò è possibile, si diceva, carteggiare con una carta vetro che abbia la grana abbastanza grossa, 80 o 100 dovrebbe andar bene.

La stuccatura: consigli per una rasatura perfetta

E' altresì possibile che durante l'operazione di intonacatura siano rimasti aperti -o si siano formati- anche dei piccoli buchi o crateri. In questo caso è bene tenere a portata di mano un barattolo di stucco oppure della pasta per pareti e, naturalmente, un'apposita spatolina morbida con cui applicarlo, in piccolissime quantità. Per verificare la presenza di buchi può essere utile mettersi in contro luce rispetto alla parete, osservarla cioè di lato e non frontalmente. Se dobbiamo procedere all'operazione di stuccatura, ricordiamoci una cosa fondamentale: che lo stucco e l'umidità sono nemici giurati, pertanto anche in questo caso è necessario che trascorrano i trenta giorni di cui sopra, ma è utile ricordarsi anche, onde evitare brutte delusioni, che lo stucco non 'prende' in ambienti particolarmente umidi, come cantine o sottotetti (che non siano coibentati, naturalmente) e che il rischio che si stacchi dalla parete è molto molto elevato, con conseguente danno tanto per la tinteggiatura quanto per la eventuale applicazione della carta da parato.

Operazioni di finitura

Dopo la passata di stucco, comunque, è necessario che trascorrano altre sei/otto ore prima di poter carteggiare per l'ultima volta, ma in questo caso con una carta vetro che sia molto più fine, preferibilmente una carta 150. A questo punto, l'operazione da effettuare è quella di procedere con un fissativo. Il fissativo, o anche primer o isolante è una sostanza che si applica a rullo o a pennello e ha il compito di compattare ulteriormente la nostra parete e di completare così la fase che precede la tinteggiatura rendendola in questo modo molto resistente nel tempo e perfetta nella sua finitura. Anche l'applicazione del fissativo deve seguire regole precise: vanno infatti rispettate le giuste dosi per la sua diluizione. Esagerando corriamo infatti il rischio che la nostra parete sia troppo lucida, impermeabile appunto e quindi che la tinta non si stenda in maniera adeguata. Viceversa se viene utilizzato un prodotto troppo diluito si rischia che il muro non sia 'pronto' a dovere e la tinteggiatura ne esca comunque imperfetta. Il tempo necessario per l'essiccamento del primer è di circa due-tre ore, anche se in primavera e in estate i tempi si riducono sensibilmente. Tuttavia aspettare qualche minuto in più non farà male alla nostra parete: avremo così la certezza assoluta di una tinteggiatura perfetta.

Come rasare un muro

Per comprendere a fondo quali siano le operazioni necessarie per avere una muratura compatta e liscia, è necessario procedere ad analizzare con attenzione le condizioni dell'intonaco preesistente. Nella maggior parte dei casi le imperfezioni sono lievi e circoscritte e la soluzione può essere semplice, pensando all'applicazione di uno stucco apposito che vada a riempire le fenditure. Spesso però, soprattutto in caso di vecchie abitazioni, lo stucco può non essere sufficiente e le operazioni devono essere più massicce. C'è da dire che rasare perfettamente una parete non è un'operazione semplice, c'è bisogno di molta esperienza e se pensate di non averne, forse è meglio rivolgersi ad un professionista, per evitare di dover rifare tutto il lavoro. In commercio, comunque, esistono dei prodotti appositi, alcuni già pronti all'uso per poter rasare le pareti. Sono delle soluzioni pratiche e comode, che consentono di evitare di dover preparare il prodotto, magari sbagliando le proporzioni. Questa operazione può essere fatta anche utilizzando del gesso, ma la sua stesura deve essere effettuata con cura, altrimenti il risultato sarà insoddisfacente. Per stendere il rasante c'è bisogno di un attrezzo specifico in metallo su cui andrà posto il prodotto e che servirà per distribuirlo uniformemente, facendo attenzione alla quantità di pressione applicata. Se si premerà troppo si asporterà troppo materiale, se si starà leggeri, il rasante risulterà in eccesso e la parete non risulterà ben fatta.

Domande frequenti

  • Quanto tempo devo attendere dopo l'intonacatura prima di procedere con la rasatura?
    È fondamentale rispettare i tempi di asciugatura completa dell'intonaco per garantire risultati duraturi. Dopo la posa dell'intonaco, specialmente se a base di cemento o calce, bisogna attendere almeno trenta giorni. Questo periodo permette ai materiali di indurirsi completamente e perdere l'umidità residua. Procedere prima di tale scadenza comporta rischi elevati: l'umità intrappolata potrebbe causare distacco dello stucco, formazione di muffe o crepe successive. Inoltre, un muro non perfettamente asciutto non assorbe correttamente i fissativi e le tinteggiature, compromettendo la tenuta e l'estetica finale del lavoro.
  • In quali situazioni è necessario rasare le pareti invece di limitarsi a carteggiarle?
    La rasatura è necessaria quando la superficie dell'intonaco presenta difetti significativi come buchi, crateri, fenditure profonde o irregolarità marcate che una semplice carteggiatura non può risolvere. Si rende inoltre obbligatoria quando si prevede di applicare carta da parati o rivestimenti specifici che richiedono una superficie perfettamente liscia, compatta e priva di grumi per un'adesione corretta. Al contrario, se l'intonaco è in discrete condizioni e presenta solo una texture leggermente ruvida, spesso basta una passata di carta vetrata grossa (grana 80-100) per livellare la superficie prima della verniciatura, risparmiando tempo e materiale.
  • Come si applica correttamente il materiale rasante per evitare errori comuni?
    L'applicazione richiede l'uso di una spatola metallica specifica. La chiave sta nel dosare la pressione: premere troppo asporta il materiale invece di stenderlo, mentre premere poco lascia accumuli eccessivi che creano dislivelli. È importante distribuire il rasante in modo uniforme, lavorando con movimenti decisi e continui. Se si usano prodotti già pronti, la procedura è semplificata, evitando errori di miscelazione. Per le fessure, si usa poco stucco con una spatolina piccola. L'obiettivo è ottenere una superficie piana e omogenea, verificando il risultato visivamente e al tatto, pronta per la successiva carteggiatura di finitura.
  • Posso usare lo stucco in ambienti molto umidi come cantine o sottotetti non coibentati?
    No, è fortemente sconsigliato. Lo stucco e l'umidità sono nemici naturali: in ambienti caratterizzati da elevata umidità relativa, come cantine o sottotetti non isolati termicamente, il materiale tende a non aderire correttamente al supporto. Il rischio di distacco è estremamente alto, portando al deterioramento precoce della finitura e al fallimento dell'eventuale tinteggiatura o applicazione di carta da parati. In questi contesti critici, è preferibile consultare un professionista per valutare soluzioni specifiche resistenti all'umidità o utilizzare prodotti tecnici formulati per ambienti umidi, evitando stucchi standard.
  • A cosa serve il fissativo (primer) e come va diluito correttamente?
    Il fissativo, o primer, ha il duplice scopo di compattare ulteriormente la parete e creare la porosità ottimale per una buona adesione della vernice. Va applicato a rullo o pennello seguendo rigorosamente le indicazioni di diluizione del produttore. Una diluizione eccessiva rende il muro troppo lucido e impermeabile, impedendo alla tinta di penetrare e aderire. Al contrario, un prodotto non sufficientemente diluito non penetra a dovere, lasciando la superficie 'fredda' e causando una finitura imperfetta. I tempi di essiccazione variano dalle due alle tre ore, riducendosi in estate, ma è meglio attendere la completa secchezza prima di verniciare.

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