lastrico solare

Isolamento

Infiltrazioni durante le opere sul lastrico solare

La parte superiore di un edificio è anche la superfice più esposta alle intemperie, ed è scontato che si possano verificare infiltrazioni durante i lavori di manutenzione del lastrico solare se questi non vengono realizzati a regola d'arte.

di Redazione

02 ottobre 2015

A quali pericoli si va incontro?

Il lastrico solare, per sua attitudine ha una duplice funzione: riveste e protegge l’edificio che lo incorpora ma, a differenza del tetto, quando è munito di ringhiere e parapetti diventa una superficie praticabile, consentendo l’affaccio e altri usi accessori come quello di terrazzo. Le sollecitazioni degli agenti atmosferici sono continue, dirette e variamente aggressive a seconda del clima. A differenza della cosiddetta "terrazza a livello", considerata come un complemento, proiezione verso l'esterno dell’appartamento a cui è collegata, può essere di proprietà esclusiva o lasciato di pertinenza a tutti i condòmini. A causa delle problematiche che riguardano le opere di manutenzione nei condomini e la relativa ripartizione delle spese, il codice civile se ne occupa nel libro III, capo II dall’art.1100 all’art.1139.

L'importanza della manutenzione.

A causa della continua esposizione agli agenti esterni, il lastrico solare è soggetto ad azioni di usura che possono richiedere una gradualità di interventi di conservazione e manutenzione, possibilmente ad intervalli regolari. Si va dalla semplice pulizia e sigillamento dei giunti del piano di rivestimento, dove il deterioramento si manifesta grossolanamente con la presenza di muschi e muffe, al rifacimento totale del manto a causa del suo eccessivo degrado. Anche il difetto di precedenti opere di manutenzione è causa di infiltrazioni, macchie di umidità o addirittura allagamenti piovani nei locali sottostanti. I danni di un lastrico solare non efficentato si manifestano oltre che su aspetti immediatamente tangibili quali le infiltrazioni di acqua, anche sulla coibentazione dell'edificio poiché, facendo da tetto all'edificio, partecipa direttamente al suo isolamento termico.

I sopralluoghi e la programmazione

E' raccomandabile che il responsabile dei lavori, prima di iniziare le opere, svolga un’ accurata programmazione delle fasi esecutive, in modo da evitare possibili infiltrazioni e conseguenti danni agli alloggi sottostanti a causa di precipitazioni atmosferiche che potrebbero intervenire a "tetto scoperto". Altrettanto accurato prima di procedere deve essere l’esame visivo dei luoghi per accertare l’eventuale presenza di opere accessorie. Escludere che tubature dell’acqua, piscine, giardini pensili o cisterne di riserva per l’acqua non partecipino di fatto alla causa dei problemi di umidità è essenziale, altrettanto lo è che non vengano danneggiate durante le fasi dei lavori di manutenzione. Da ricordare che il codice civile si occupa dall'art.1667 al 1673 e dal 1655 al 1677 della difformità e dei vizi dell'opera eseguita che deve essere esente da deficenze costruttive. Nel caso di opere non eseguite correttamente, che in questo caso, sarebbero fonte di immediate infiltrazioni, il costruttore potrebbe essere ritenuto responsabile di non aver previsto, per esempio, l'evento pioggia, programmando lavori fuori stagione, o di non aver preso misure di prevenzione.

Piccoli accorgimenti essenziali

L'ideale sarebbe poter intervenire sotto tettoia mobile ma, a prescindere dal calcolo sulle probabilità di pioggia ( preferire l'estate), dalla zona climatica in cui si interviene o dal grado di invasività dello smantellamento da effettuare, ci sono alcune cure indispensabili quando si opera a cielo aperto e su manufatti presistenti ad evitare che problemi di infiltrazione si verifichino proprio durante gli interventi di manutenzione o, addirittura, a causa loro. Prima di tutto, se è necessario rimuovere rivestimenti e altre opere, prestare attenzione a non danneggiare i sottostanti strati impermeabili: gli attrezzi stessi con cui si interviene, mazzette e picconi, possono causare danni. Cautele particolari vanno ai punti di raccordo a parete delle guaine e ai loro lembi di ripiegamento, perchè non si prestino a svergolamenti. Anche nella stagione estiva, prevedere il posizionamento di un presidio "a perdere" costituito da teli in polietilene da nastrare e piegandone opportunamente i lembi secondo le linee di pendenza delle acque meteoriche per permetterne il deflusso durante le eventuali precipitazioni. Utilizzare strumenti adeguati durante la posa in opera, nel caso di rifacimento della pavimentazione, in modo da evitare sbordonature e rotture durante la movimentazione dei pezzi da posare.

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Domande frequenti

  • È obbligatorio coprire il lastrico solare con teli protettivi durante i lavori?
    Sì, è fondamentale predisporre un presidio temporaneo, come teli in polietilene resistenti, soprattutto se i lavori richiedono la rimozione del manto di finitura. Questi teli devono essere ben fissati con nastro adesivo resistente e posizionati seguendo le linee di pendenza esistenti per garantire il corretto deflusso dell'acqua piovana. L'obiettivo è impedire che le precipitazioni, anche improvvise, penetrino nell'edificio causando danni agli interni sottostanti mentre il sistema impermeabilizzante originale è stato rimosso o compromesso. Questa precauzione è essenziale per evitare infiltrazioni e allagamenti durante le fasi critiche dell'intervento.
  • Chi risponde legalmente dei danni da infiltrazione causati dai lavori?
    La responsabilità ricade generalmente sull'esecutore dei lavori o sulla ditta appaltatrice, in base agli articoli del Codice Civile riguardanti i vizi dell'opera (art. 1667-1673). Se le infiltrazioni derivano da una mancata programmazione contro la pioggia o dall'uso improprio di utensili che hanno danneggiato gli strati impermeabili sottostanti, il professionista può essere ritenuto colpevole di negligenza. È cruciale che il responsabile cantiere programmi le fasi operative considerando il meteo e utilizzi strumenti adeguati per non ledere le guaine esistenti, specialmente ai bordi e ai raccordi a parete.
  • Come si prevengono le infiltrazioni durante la rimozione dei vecchi rivestimenti?
    Per prevenire danni durante la rimozione, bisogna agire con cautela estrema utilizzando attrezzi manuali o elettrici specifici, evitando colpi bruschi di mazzette o picconi che potrebbero perforare le guaine impermeabili sottostanti. Prestare particolare attenzione ai punti di raccordo a parete e ai lembi di ripiegamento delle guaine, zone delicate soggette a svergolamenti. Inoltre, è consigliabile ispezionare preventivamente la presenza di tubature, cisterne o giardini pensili per non danneggiarle accidentalmente. Una programmazione accurata delle fasi esecutive permette di isolare le aree di lavoro e minimizzare l'esposizione agli agenti atmosferici.
  • Quali sono i segnali che indicano la necessità di intervento urgente sul lastrico?
    I principali indicatori di degrado includono la presenza visibile di muschi, muffe e crepe nei giunti del piano di rivestimento, nonché macchie di umidità o perdite d'acqua nei soffitti dei locali sottostanti. Un manto deteriorato non solo causa infiltrazioni dirette, ma compromette anche l'isolamento termico dell'edificio, aumentando i consumi energetici. Se si notano segni di cedimento strutturale del rivestimento o stagnazione persistente dell'acqua, è necessario intervenire tempestivamente, optando per la sola sigillatura dei giunti in casi lievi o per il rifacimento completo del manto impermeabilizzante in situazioni di grave degrado.